Aziende

Community, un 2008 da incorniciare

31 Dic , 2008  

Auro Palomba

Community, un 2008 da incorniciare 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Un aumento del 20% sull'anno precedente e un fatturato a 3,5 milioni

Nel 2009 una serie di importanti progetti prenderanno piede nella società fondata e diretta da Auro Palomba, che ha raggiunto un fatturato record collocandosi stabilmente ai primi posti nel settore. I risultati economici del 2008 rappresentano un ulteriore distacco dai 3 milioni di fatturato segnati nel 2007, già in forte miglioramento rispetto all'esercizio 2006, concluso con 2 milioni. Numeri messi a segno grazie all'attività di advisoring in alcune delle più rilevanti operazioni finanziarie in Italia ed Europa per clienti del calibro di Luis Vuitton, Generali e Goldman Sachs, senza dimenticare le radici a Nordest, terra d'elezione nella quale Community ha seguito casi di successo come Nice, Lotto Coin e Safilo.

Per seguire questa crescita con un'adeguata organizzazione della struttura, oggi formata da 25 persone, Palomba e gli altri soci di Community hanno deciso di nominare Managing Partner Roberto Patriarca, per la sede di Milano, e Giuliano Pasini per la sede di Treviso. «I risultati registrati in un anno particolare come è stato il 2008 mi rendono particolarmente soddisfatto», ha dichiarato Palomba. Stiamo vagliando l'apertura di due sedi a Londra e Bologna che rappresentano un ulteriore passo in avanti per essere più vicini, anche geograficamente, ai nostri clienti italiani e internazionali e soddisfare sempre meglio le loro richieste». Lo sviluppo, inoltre, ha portato Community a inaugurare nuovi e più ampi uffici a Milano e alla nuova divisione.
Nel 2009 partirà inoltre la divisione Media & Research dedicata alle nuove forme di comunicazione e alle ricerche si aggiunge Community Formazione, dedicata alla formazione alla comunicazione che nel 2009 ha già in programma di due corsi organizzati assieme a Formazione Unindustria Treviso. «I clienti hanno premiato la bontà del lavoro svolto e testimoniano la volontà delle imprese di non smettere di investire nei momenti di difficoltà».

FONTE: Il Mattino

AUTORE: Enrico Lorenzo Tidona

Aziende

IRIDEOS (80% F2i e 20% Marguerite) catalizzatore del consolidamento del mercato cloud e datacenter italiano: acquisita Enter srl

6 Giu , 2018  

IRIDEOS (80% F2i e 20% Marguerite) catalizzatore del consolidamento del mercato cloud e datacenter italiano: acquisita Enter srl 5.00/5 (100.00%) 1 vote

IRIDEOS, il nuovo polo italiano ICT dedicato alle aziende ed alla Pubblica Amministrazione controllato da F2i, ha acquisito Enter srl, provider italiano che opera dal 1996 sul mercato dei servizi di telecomunicazioni e datacenter.
Enter porta in dote due datacenter all'interno del polo tecnologico di via Caldera, a Milano, rafforzando ulteriormente la posizione di IRIDEOS nel cuore della rete Internet italiana; una innovativa piattaforma cloud basata su Openstack, protocollo open source; un network internazionale con la presenza nei principali PoP a Madrid, Parigi, Francoforte, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Stoccolma, New York e Hong Kong.
"Con questa nuova acquisizione", dichiara Mauro Maia, Amministratore Delegato di IRIDEOS, "prosegue il nostro percorso di crescita, focalizzato come sempre sul rafforzamento degli asset e delle competenze nel mondo ICT italiano. Si arricchisce così il portafoglio di servizi di IRIDEOS a disposizione delle aziende e della pubblica amministrazione, con nuove soluzioni Cloud e di connettività internazionale".
IRIDEOS aggrega e consolida gli asset e le competenze di quattro operatori italiani focalizzati sulla clientela business: Infracom, KPNQwest Italia, MC-link e BiG TLC, a cui oggi si aggiunge Enter.
La piattaforma tecnologica di IRIDEOS integra adesso 12 data center, a Milano, Roma, Trento e Verona, tutti collegati con fibra ottica proprietaria. Nei data center IRIDEOS le aziende possono ospitare le proprie architetture informatiche e usufruire di piattaforme di cloud avanzato, godendo di un accesso diretto e privilegiato alla rete dati italiana, grazie anche al più grande Internet Exchange privato italiano (Avalon) e ad una rete in fibra ottica di oltre 15.000 km lungo le principali autostrade.
Il closing dell’operazione è subordinato al verificarsi di alcune condizioni sospensive, tra cui l’approvazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri Le parti venditrici hanno ricevuto il supporto di PwC Corporate Finance in qualita’ di advisor finanziario e di PwC TLS in qualita’ di advisor legale. Irideos è stata assistita dall’advisor finanziario Cassiopea Partners, dall’advisor legale Giliberti, Triscornia & Associati e da KPMG per la parte contabile e fiscale.

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Aziende

Auro Palomba: “Aumento di capitale nel futuro della Comit”

30 Apr , 1992  

Auro_Palomba

Auro Palomba: “Aumento di capitale nel futuro della Comit” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Utile netto scendo a quota 317 miliardi: l’analisi di Auro Palomba

 

Alle prese con un altro “anno di transizione”, la Banca Commerciale italiana tratteggia i piani futuri. Il presidente Sergio Siglienti ammette che il bilancio 91 approvato ieri dall’assemblea non è certo fra i migliori dell’istituto milanese, ma dice anche che sarebbe bastato qualche “artificio contabile” per farlo apparire più in linea con le previsioni. Quest’anno non sarà migliore, perché gli investimenti effettuati nel ’90 e ’91 “non hanno dispiegato il loro effetto”, ma la Comit proseguirà nella politica che prevede massicci investimenti e un occhio attento al patrimonio, basata sulle risorse frutto della gestione e sul ricorso tramite i mercati finanziari, a prestiti subordinati. Ma, in futuro, non è esclusa nemmeno una ricapitalizzazione. La banca non chiede denaro fresco al mercato ormai da cinque anni, e dunque potrebbe anche venire il momento. Siglienti ha infatti affermato a margine dell’assemblea che “non dipenderà solo da noi ma il problema di un aumento di capitale, non al fine di migliorare i coefficienti patrimoniali, si porrà, anche se non c’è urgenza”. Questa è la maggiore novità emersa sa un’assise tutto sommato tranquilla, i cui piccoli azionisti presenti hanno interrogato i vertici più che altro su problemi marginali, fatta eccezione la creazione del gruppo polifunzionale e le sinergie con il Credito italiano.

 

Su quest’ultimo punto il presidente ha spiegato che la Banca d’Italia ha autorizzato la seconda subholding, relativa ai prodotti, prevista dagli accordi fra le due Bin: “E’ stata creata una apposita holding e alcune cose, come il brokeraggio assicurativo, le conferiremo subito. Per altre decideremo di volta in volta se metterle in comune”. Saglienti ha poi formulato, con il suo consueto stile pacato, alcune richieste del mondo bancario in vista dell’unificazione dell’Europa, per rendere i nostri istituti competitivi con quelli degli altri Paesi della Cee. In sintesi, il presidente della Comit ritiene che andrebbe adeguato il livello della riserva obbligatoria alla media Cee, riveduto l’aspetto fiscale delle attività finanziarie come i titoli di stato, obbligazioni e interessi sui depositi, e infine corretto il trattamento tributario degli accantonamenti per le sofferenze verso i Paesi a rischi. Sul primo punto Siglienti ha fatto l’esempio della Spagna “che anche in questo ormai ci ha superato avendo portato al 5% la riserva obbligatoria dal 17 di qualche tempo fa (l’Italia è ferma al 19,8%, i paesi della Cee sono in media sotto il 5%), mentre nel terzo caso il presidente della Bin ha fatto l’esempio della Germania, dove ora Deutsche Bank è in grado di fare accantonamenti per i rischi in Unione Sovietica che sono esenti fino all’80%”. Tornando alla gestione, Siglienti ha spiegato che il ’91 “è stato un anno di crisi in cui però abbiamo ritenuto indilazionabile il nostro programma di sviluppo”.

 

Il presidente della Comit ha messo l’accento sui maggiori volumi d’investimento effettuati (3.124 miliardi, 995 in più del ’90) grazie all’autofinanziamento, che, distogliendo tuttavia risorse e impieghi immediatamente produttivi, ha comportato un minor incremento del reddito di gestione, che si è attestato a 3.502,2 miliardi. L’ultimo esercizio ha registrato un livello record di ammortamenti (+34%) e accantonamenti (+18%) che permettono all’istituto di coprire internamente i crediti nei confronti dei Paesi a rischio, e il 50% di quelle legate a Federconsorzi. Siglienti ha poi ammesso che i primi del ’92 registrano un andamento “abbastanza favorevole rispetto al corrispondente periodo del ’91, che però era stato negativo”. I passi avanti sono stati fatti in particolare sul fronte della raccolta, mentre gli impieghi risentono della fase di recessione. Gli azionisti hanno infine votato il bilancio ’91, che si è chiuso con un risultato lordo di gestione in lieve progresso a 1.138,9 miliardi. Il risultato netto è di 317 miliardi (475,4 nel ’90). Il dividendo che verrà devoluto è invariato a quello precedente, pari a 230 lire per azione di risparmio e 200 per ogni ordinaria.

 

FONTE: Il Messaggero

AUTORE: Auro Palomba

Style

Alessandro Benetton, Fashionable Life

1 Gen , 2012  

Alessandro_Benetton

Alessandro Benetton, Fashionable Life 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L'intervista di Harper's Bazaar ad Alessandro Benetton

Benetton è uno di quei cognomi che segnano la vita di una persona. È come chiamarsi Niarchos o Agnelli, la gente non ti guarda né di tratta allo stesso modo. "È chiaro che vi sono una serie di immagini e di esperienze che si collegano al nome della mia famiglia, ma non credo di aver mai goduto di molti vantaggi", si difende Alessandro Benetton. Secondo dei quattro figli di Luciano Benetton, dal 2008 è vicepresidente esecutivo del gruppo Benetton. Dopo che nel 2002 alcuni numeri sono andati in rosso, Alessandro ha accolto la sfida di restituire a questo marchio simbolo il lustro perso nel corso degli ultimi dieci anni, dominati da altri giganti della moda prêt-à-porter come Inditex o Hennes & Mauritz. "Lo sapevate? Fu mio padre il primo a tingere i capi all'ultimo momento per soddisfare la domanda che effettivamente proveniva dai negozi, anche se poi furono altri a perfezionarne la tecnica", puntualizza Alessandro Benetton.

Nell'ampio ingresso della sua casa, situata a Ponzano, un paese italiano, e seduto accanto ad un quadro di Damien Hirst – "I punti colore mi ricordano lo spirito della Benetton e rendono questa abitazione un luogo più luminoso e felice" – e ad uno di Marq Quinn, Alessandro Benetton inizia a fare il bilancio della propria vita. Laureato ad Harvard, analista finanziario presso Goldman Sachs, presidente del team Benetton Formula 1, fondare e proprietario del gruppo 21 Investimenti e vicepresidente esecutivo della Benetton, a 47 quest'uomo raffinato e impulsivo ha operato in tutti i settori in cui la sua insaziabile curiosità lo ha condotto: "Sono sempre stato piuttosto inquieto. Fin da piccolo mi sono interessato a molte cose e, di conseguenza, molte cose sono successe nella mia vita". Sia dal punto di vista professionale che personale. Sposato da anni con la campionessa olimpica di sci, Deborah Compagnoni, e padre di tre figli, Agnese, Tobias e Luce, Alessandro Benetton suddivide il suo tempo come può. "Se si considera che per la metà del mese sono in viaggio, non dispongo di molti di quei giorni che considero normali. Ma quando sono a casa, di solito porto i bambini a scuola prima di andare in ufficio. A dire la verità. Il quartiere generale della Benetton si trova a soli dieci minuti da casa mia, ma con i bambini, soprattutto Agnese, che è piuttosto pigra, prendo l'auto perché altrimenti arriviamo sempre in ritardo. Dopodichè leggo i giornali. Una volta leggevo prima la rubrica sportiva, ma adesso non ho più tempo", scherza Alessandro Benetton. "Poi, se non ho molto lavoro, cerco di mangiare a casa con Deborah". E i fine settimana li dedico completamente ai miei hobby, che sono tanti. La mia vita non è affatto noiosa".

Uno di questi, probabilmente il suo hobby più costoso ed eccentrico, è la passione per l'arte. Le opere che arredano la sua casa potrebbero benissimo collocarsi sulle pareti di qualsiasi museo d'arte moderna. Damien Hirst, Lucio Fontana, Augustine Bonalumi, Marc Quinn o Giacomo Balle sono solo alcuni dei nomi che compongono una collezione privata iniziata solo dieci anni fa. "Non sono cresciuto con l'arte, perché non è un elemento che si collega alla mia famiglia. In realtà, il mio gusto per l'arte moderna è cominciato 12 anni fa, a bordo di un aereo. Stavamo avendo un ritardo tremendo. Mi annoiavo, così mi ritrovai a sbirciare il libro che stava leggendo una donna seduta accanto a me. Si intitolava The Fontana Cult. Lei mi chiese se mi piaceva Fontana e io le risposi di no, che quel taglio di tela avrei potuto farlo anche io. Allora quella donna mi disse semplicemente: "Ma saresti comunque il secondo a farlo". Questo episodio risvegliò la mia curiosità e mi indusse a iniziare a leggere libri di arte moderna e ad acquistare piccole opere", racconta Alessandro Benetton. "Ho fatto degli errori, come chiunque inizia una collezione, ma col passare del tempo è diventata la mia più grande passione, perché è qualcosa che mi soddisfa veramente". La sua passione per l'architettura non è da meno.

La sua casa, che contiene tutte queste opere. È stata disegnata da Tadao Ando nel 2004 e costituisce la prima abitazione mai realizzata in Europa dal premiato architetto. "Tadao era stato incaricato di rinnovare una sede della Benetton. Ciò che realizzò mi piacque talmente che gli commissionai la costruzione della mia nuova casa, chiedendogli di rispettare una sola regola, quella della privacy", ricorda Alessandro Benetton. Scavata nella terra, l'abitazione è stata chiamata la Casa Invisibile, e nonostante le sue dimensioni, è dotata di quattro camere da letto: "Desideravo qualcosa di intimo e vivibile. Qualcosa che si potesse sporcare. Abbiamo tre figli. Tre terremoti. Non si può pretendere di tenere una casa come fosse un museo". La famiglia Benetton in realtà è molto più numerosa. Alessandro Benetton ha tre fratelli e quattordici cugini. Figli di Giuliana, Gilberto e Carlo (i tre fratelli del padre Luciano). E l'azienda fondata da questi nel 1965 appartiene a tutti loro; sono stati proprio i maglioni colorati realizzati da Giuliana e che Luciano iniziò a vendere nel negozio di Treviso, dove lavorava come dipendente, a costituire i primi capi di questo marchio dell'abbigliamento. "Noi Benetton siamo intraprendenti. Fa parte del nostro DNA. Mio nonno avviò un'attività che non sappiamo se avrebbe mai funzionato, perché morì molto giovane. Mio padre ha iniziato la sua a 15 anni. E io la mia a 25".

Alessandro Benetton parla della sua azienda, 21 Investimenti, fondata nel 1992. Nel 2009 era già valutata più di un miliardo di euro. La sua attività principale consiste nel dare consulenza a imprese ed aziende per conferire il massimo rendimento ai loro affari. "Tutto ciò che ho realizzato fino ad oggi l'ho ottenuto senza l'aiuto di nessuno. Mio padre non mi ha supportato nella mia attività. Mai. "Nessuno ha mai aiutato me, così adesso nemmeno io ti aiuterò diceva", mi diceva. Se gli chiedevo consiglio me lo dava, ma nello stesso tempo mi faceva capire che ero un individuo totalmente indipendente e che ero l'unico responsabile delle mie decisioni", ricorda Alessandro Benetton. "Anche se può apparire strano, questa è la cosa che ammiro in più in lui. Sembra crudele e, forse, quando stai vivendo il ruolo di figlio e hai bisogno di aiuto, arrivi anche a credere che lo sia. Ora che sono padre mi rendo conto che la cosa più facile è proteggere i propri figli, perché ti fa sentire bene. Ma non è la soluzione giusta, perché in questo modo si impedisce loro di crescere e di maturare".

Con un'attività avviata che riscuoteva molto successo, Alessandro non pensava che un giorno avrebbe lavorato alla Benetton, né tantomeno che un giorno ne sarebbe diventato il vicepresidente esecutivo. "Quando la mia famiglia mi ha chiesto di unirmi all'azienda, mi ha colto totalmente di sorpresa. Se avessi risposto di no, non sarebbe successo nulla, ma moralmente non potevo rifiutare. Sono molti i sentimenti che mi legano a questo nome, alla sua storia, e troppe le persone che dipendono dal nostro successo: lavoratori, fornitori, clienti…", elenca Alessandro Benetton. Non gli è mai pesata la responsabilità, né la pressione psicologica di dover succedere a uno degli uomini d'affari più brillanti dell'industria della moda. Suo padre Luciano è stato, insieme ad Amancio Ortega, il creatore della moda prêt-à-porter e le sue campagne pubblicitarie, realizzate in collaborazione con il fotografo Oliverio Toscani, rappresento alcune delle icone culturali degli anni Novanta. "Ho accettato perché avevo già dimostrato le mie capacità al di fuori di questa azienda. La mia famiglia si è rivolta a me perché ha pensato che avrei potuto operare al meglio. Ma non sono un altro "figlio di papà" dice Alessandro Benetton.

Mentre suo padre gira il mondo con la sua barca – "Ogni tanto passa per vedere come vanno le cose ma, come dice lui, adesso non è più un suo problema", – e con il titolo di presidente ancora in mano, Alessandro Benetton è arrivato per cambiare rotta di un'azienda che non sta vivendo il suo momento migliore. "Io la paragono ad una donna con qualche ruga, ma con molto stile, e che continua ad essere molto bella". Queste rughe compaiono a causa delle vendite non proprio soddisfacenti, ma soprattutto per la mancanza di collegamento tra l'immagine giovane, moderna e ardita, che continua a resistere dagli anni '90, e i modelli che si si trovano nei suoi negozi, più classici e impeccabili. "Sappiamo di possedere un'immagine unica, una storia unica. La Benetton appartiene all'immaginario collettivo perché ha raggiunto prima di qualsiasi altra casa di moda molti angoli del mondo e perché le nostre campagne pubblicitarie hanno segnato un'epoca. È un marchio dotato di personalità. Sotto questo aspetto non abbiamo nessun problema", argomenta Alessandro Benetton. "Ma dobbiamo anche renderci conto che ciò che facciamo è moda, è abbigliamento, non solo immagine. Per questo abbiamo appena nominato un nuovo direttore artistico che ci auguriamo collocherà la Benetton nel XXI secolo".

Dopo quasi tre anni a capo di questa azienda italiana, Alessandro Benetton ha deciso di scrivere un nuovo capitolo di una storia in cui brillanti hanno iniziato a sbiadire. "In latino, il significato della parola erede si collega al concetto di deserto. Al fatto di essere solo al mondo. Mio nonno è stato un imprenditore, mio padre anche, e io ce l'ho nel sangue. Ciò che davvero mi piace e anima la mia vita è affrontare nuove sfide. In questo momento mi sto dedicando completamente alla Benetton perché fa parte della mia storia, della storia della mia famiglia, ma non chiudo nessuna porta", conclude Alessandro Benetton.

FONTE: Harper's Bazaar
AUTORE: Sara Hernando

Cinema,Spettacolo

Fabbro S.p.A., guidata da William Fabbro, main sponsor della mostra su Pupi Avati a Monza

25 Mag , 2018  

Fabbro Spa

Fabbro S.p.A., guidata da William Fabbro, main sponsor della mostra su Pupi Avati a Monza 5.00/5 (100.00%) 1 vote

"Parenti, amici e altri estranei": è questo il titolo della mostra dedicata a Pupi Avati che sarà ospitata negli spazi dell'Arengario di Monza dal 26 maggio al 17 giugno. Giocata tra finzione e realtà, l'esposizione vuole omaggiare un autore che si è spesso mosso tra questi due confini, non disdegnando il cinema di genere e andando a recuperare episodi archetipici del suo vissuto. Composta da 143 immagini a colori e in bianco nero, la mostra sarà suddivisa in 9 sezioni tematiche più un "fuori sezione" e da due video e avrà una disposizione non cronologica, una scelta finalizzata all'accompagnamento del fruitore in un viaggio non scontato e prevedibile. Curata dal critico e giornalista Andrea Maioli, l'esposizione alternerà episodi della vita del regista bolognese a riprese della loro rappresentazione cinematografica. Per l'occasione, sarà lo stesso Pupi Avati a incontrare il pubblico di Monza alle ore 16 del 26 maggio: il Maestro porterà ai cittadini la sua esperienza di vita, raccontando le tappe principali della sua storia come regista e come uomo. A seguire la proiezione di uno dei suoi film più personali, Una gita scolastica, una sorta di viaggio amarcord nella memoria di un'anziana signora bolognese che racconta la gita alla quale partecipò insieme ai compagni di liceo. Il 27 maggio Pupi Avati incontrerà gli studenti al Salone da ballo della Villa Reale (ore 10,30) e successivamente si terrà una passeggiata letteraria sui set dei film girati nel parco di Monza (ore 12,00). Come main sponsor dell'evento è stata scelta Fabbro S.p.A., importante realtà del territorio che, sotto la guida dell'Amministratore Delegato William Fabbro, si è contraddistinta negli anni per la qualità ed efficienza dei servizi erogati nell'ambito del food e del facility, grazie ad una continua attenzione al consumatore, sostenuta da una costante ricerca nell'innovazione.

Per maggiori informazioni:
http://www.pupiavatiamonza.it
http://www.fabbro-spa.it/

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Il Gruppo FABBRO
Il Gruppo Fabbro è stata fondato nel 1999 da William Fabbro e Massimiliano Fabbro, con sedi a Milano, Torino e Roma. Con oltre 2000 dipendenti è tra i leader italiani nella ristorazione collettiva e nel Facility Management e offre i propri servizi a grandi realtà come l'Arma dei Carabinieri, SEA (Aeroporto di Milano Linate e Malpensa), L'Istituto Auxologico Italiano, l'Istituto Nazionale dei Tumori, l'ospedale S.Carlo, il Fatebenefratelli, il Melloni e il Buzzi.
Nel primo comparto, riguardante il Food, rientrano, oltre ai servizi di ristorazione ospedaliera, aziendale, militare, scolastica e commerciale, anche la gestione di distributori automatici, torrefazioni, la progettazione e la realizzazione di bar, grandi cucine e format per la ristorazione.
Il Gruppo Fabbro, si caratterizza anche per la fornitura di prodotti biologici e per l'alta sostenibilità; l'intera filiera viene controllata dalla conservazione al consumo, con un grande risparmio economico e ambientale assicurato dalla fornitura a kilometro zero che, conseguita attraverso i produttori locali, garantisce genuinità e freschezza, abbattendo i costi del trasferimento su gomma e il relativo impatto sull'Ambiente.
Il reparto del Facility Management comprende, invece, la gestione della logistica produttiva e distributiva per le imprese, la pulizia e la sanificazione di uffici, istituti sanitari e stabilimenti industriali, sino ad arrivare alla cura di aree verdi, al settore di portierato e vigilanza e alla gestione dei servizi di custodia delle autovetture.

Aziende,Società

Nasce IRIDEOS, il nuovo polo italiano ICT dedicato alle aziende ed alla Pubblica Amministrazione

17 Mag , 2018  

IRIDEOS

Nasce IRIDEOS, il nuovo polo italiano ICT dedicato alle aziende ed alla Pubblica Amministrazione 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Milano, 16 maggio 2018 – Dalla fusione tra Infracom, KPNQWest Italia, MC-link e BigTLC nasce IRIDEOS, un'azienda che aggrega e consolida gli asset e le competenze dei quattro operatori italiani focalizzati sulla clientela business.

L'obiettivo di IRIDEOS è supportare lo sviluppo e la competitività delle aziende sul territorio italiano, attraverso soluzioni abilitanti che coniugano cloud, data center, fibra ottica, sicurezza e innovazione.
IRIDEOS è partecipata all'80% da F2i SGR (Fondi italiani per le infrastrutture), il più grande Fondo infrastrutturale operante in Italia e tra i maggiori in Europa, e al 20% da Marguerite, fondo creato con il sostegno di sei istituzioni finanziarie pubbliche europee.

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Professionisti,Società

Alessandro Benetton: “Il Veneto non si è mai arreso”

25 Apr , 2012  

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Il Veneto non si è mai arreso” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Alessandro Benetton: vedo un mondo che ha ancora voglia di lottare, e spero, di stupire

A guardarlo al posto del "sior Luciano", della sua figura imponente e di quella capigliatura ribelle che ha fatto epoca, sembra un uccello caduto dal nido. Esile, quasi timido, Alessandro Benetton, in maglione e camicia sbottonata al collo, ha l'aria di uno studente di campo anglosassone.

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Auro Palomba: “La Borsa senza primavera”

12 Apr , 1992  

Auro Palomba

Auro Palomba: “La Borsa senza primavera” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Si riapre la partita sull'azionariato Ambroveneto, l'analisi di Auro Palomba

L'effetto lungo di Wall Street ha consentito a Piazza Affari di chiudere l'ultima settimana del ciclo di aprile appena al di sopra del minimo annuale. Gli operatori non se ne sono comunque rallegrati più di tanto, poiché il piccolo rialzo di venerdì ha tutta l'aria di essere unicamente un movimento tecnico su cui fare poco affidamento.

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L’arrivo di Alessandro Benetton per dare nuovi colori al Gruppo

8 Mag , 2012  

Alessandro Benetton

L’arrivo di Alessandro Benetton per dare nuovi colori al Gruppo 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Cambio ai vertici del Gruppo di Ponzano Veneto. Arriva Alessandro Benetton, ora presidente

Abbandonare la Borsa di Milano per restituire alla famiglia il controllo dell'azienda e investire affinché recuperi oggi il successo dei vecchi tempi: sono gli obiettivi che si è prefissato il nuovo presidente esecutivo di Benetton Group. Eletto all'unanimità in un'assemblea generale il 24 aprile scorso a Ponzano Veneto, nel nord-est d'Italia, Alessandro Benetton, 48 anni, succede al padre Luciano Benetton, fondatore dell'azienda creatrice dei famosi capi colorati, che a 77 anni si ritira passando a ricoprire semplice ruolo nel consiglio d'amministrazione. "Con questi due obiettivi di continuità e innovazione vogliamo concentrare tutte le forze sulla nostra presenza a livello mondiale, sulla nostra preziosa rete di partner commerciali e industriali, sulla fama e sulla reputazione globale dei nostri marchi e sulla nostra moda colorata che offre qualità e stile al miglior prezzo".

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Auro Palomba: “Generali e Ras alleati in Austria e Germania”

6 Mar , 1991  

Auro Palomba

Auro Palomba: “Generali e Ras alleati in Austria e Germania” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

La compagnia triestina, commenta Auro Palomba, ha chiuso il bilancio '90 in decisa crescita

Le Generali chiudono bene il '90, e presentano agli azionisti un nuovo importante accordo di cooperazione con la Ras. Queste sono le novità principali emerse dal consiglio d'amministrazione dell'assicurazione triestina, che si è riunito ieri per vagliare i dati di bilancio della passata stagione.

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Società

Alessandro Benetton: “Ragazzi, non fatevi scippare il futuro”

24 Ago , 2012  

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Ragazzi, non fatevi scippare il futuro” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Il consiglio di Alessandro Benetton ai ragazzi: continuate a stimolarvi e a stimolare

"Senza giovani non c'è futuro". Manco solo lo sventolio di bandiere dei "Colori Uniti di Benetton" per completare il tifo da stadio riservato al presidente dell'omonimo gruppo. Un successo di folla che fa mordere un po' le mani agli organizzatori dell'incontro "Giovani e crisi: fine di un mondo inizio di un altro?": sono necessarie una seconda e una terza sala all'aperto per contenere tutto il pubblico presente. "Alessandro Benetton tornerà anche il prossimo anno e l'incontro sarà aperto anche agli adulti" ci scherza sopra il presidente della Compagnia delle Opere Bernard Scholz. Jeans e camicia, Benetton stringe le mani, distribuisce sorrisi, dà del tu ai giovani interlocutori, spaziando da Platone, Leibniz e gli antichi greci. Il background giusto per un ragazzo rimesso sulla retta vita dello studio da un professore di filosofia che: "ha fatto scattare in me la voglia di essere migliore".

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Auro Palomba: “Pirelli pronto allo scontro”

5 Feb , 1991  

Auro Palomba

Auro Palomba: “Pirelli pronto allo scontro” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L'industria tedesca fa quadrato su Continental, il commento di Auro Palomba

Leopoldo Pirelli si prepara allo scontro assembleare per la Continental. E la battaglia nella straordinaria del 13 marzo prossimo si profila dura e difficile, perché in difesa del management della Conti, che ha rifiutato la scalata amichevole della casa italiana, si va schierando tutta l'industria tedesca. Daimler, Wokswagen e Bmw stanno acquistando titoli Continental alla Borsa di Francoforte, per aiutare la Deutsche Bank a fronteggiare la cordata italiana. Ma Leopoldo Pirelli sembra determinato ad andare fino in fondo. Nella sua "Lettera agli azionisti", pubblicata ieri, pur non scoprendo le proprie carte, spiega infatti che "rimane valido l'obiettivo che ci eravamo prefissato: realizzare una società europea di dimensioni e potenzialità da poter competere con successo sul mercato mondiale con i maggiori concorrenti del settore pneumatici". Saranno i consigli d'amministrazione della Pirelli spa e della Pirelli Tyre holding a decidere quale atteggiamento tenere in assemblea. Ma nelle sue "considerazioni finali", Leopoldo Pirelli lascia poco spazio al dubbio: "Siamo convinti della logica industriale ed economica del progetto di unificazione, della necessità di competere nell'industria dei pneumatici avendo assicurati dimensioni globali, management internazionale e stabilità dell'azionariato". E non finisce qui. La Pirelli non accetta neanche gli "accordi limitati", che le erano stati proposti come cambio dal management Continental: "Apprezziamo la disponibilità – è scritto nella lettera – ma non riteniamo che limitate collaborazioni siano rispondenti alle esigenze strategiche dell'attività pneumatici". La lettera pubblicata ieri era stata attesa dagli azionisti Pirelli per più di dieci giorni, da quando il management Continental aveva negato alla società milanese la possibilità di proseguire la trattativa mirata a cercare accordi di collaborazione. Questo, ha spiegato Leopoldo, "ha fatto cadere l'esigenza della riservatezza, che aveva mantenuto finora nell'interesse del negoziato". In essa il presidente della Pirelli spiega i termini dell'accordo che era stato proposto alla Conti, e le varie fasi della trattativa mai andate in porto. "Fin dal principio – è scritto – azionisti rappresentanti la maggioranza del capitale Continental e importanti istituzioni tedesche hanno riconosciuto la validità di tale obiettivo. Abbiamo sempre avuto l'intenzione di realizzare un'operazione equa e vantaggiosa per le due parti, di significato strategico e non legata a convenienze contingenti". Perché Pirelli-Continental? Secondo Leopoldo, vi è "una logica industriale nella combinazione delle due attività pneumatici. La fusione di Continental con la Pirelli Tyre holding darebbe luogo ad un'impresa con una quota di mercato mondiale di circa il 16%, e vendite totali di pneumatici superiori a 12 miliardi di marchi tedeschi". E questa logica, spiega, è stata al principio accettata e poi improvvisamente ricusata dal management Continental. Segue l'elencazione dei vantaggi che deriverebbero dall'unione: 1) rafforzamento della produzione e dei prodotti 2) della presenza geografica 3) dell'area commerciale 4) rafforzamento economico 5) crescita dei livelli occupazionali. Ed ecco la proposta fatta alla Continental: a) acquisizione delle partecipazioni di Pth da parte di Conti che avrebbe così posseduto e gestito, con base ad Hannover, tutte le attività Continental e Pirelli nel mondo. b) aumento di capitale Conti che avrebbe permesso a quest'ultima di ottenere la liquidità necessaria per acquisire le partecipazioni in Pth, e alla Pirelli di assumere una posizione di maggioranza nel gruppo di controllo di Conti.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba