Riva Acciaio

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Riva Acciaio: il contributo all’Economia Circolare attraverso l’utilizzo interno di polimeri e l’utilizzo esterno di scorie nere, scorie bianche e polveri di acciaieria

28 Giu , 2021  

Riva Acciaio

Il settore siderurgico sta sempre più cambiando per adottare una tipologia di produzione che incontri i criteri dell’Economia Circolare. Riva Acciaio, leader nel comparto, è tra le realtà all’avanguardia sotto questo punto di vista, attenta all’evoluzione di un contesto che tiene in grande considerazione la sostenibilità del proprio ciclo produttivo. Esistono due modalità principali per entrare a far parte della cosiddetta Economia Circolare: prendere dall’esterno il rifiuto trasformato in prodotto e inserirlo all’interno del proprio ciclo produttivo con conseguente riduzione di emissione di CO2 (gas ad effetto serra); inviare ad impianti esterni alcune tipologie di rifiuti al fine di trasformali in prodotti e quindi riutilizzabili, evitando l’invio in discarica. Riva Acciaio segue la prima metodologia utilizzando dei polimeri derivati dalla raccolta differenziata dei rifiuti in plastica. Il polimero è un prodotto certificato quale apportatore di Carbonio nei processi siderurgici e metallurgici in sostituzione di prodotti naturali quali il carbone e l’antracite, con conseguente riduzione di emissione di CO2. I polimeri si rivelano vantaggiosi anche perché hanno migliori performance tecniche rispetto alla fonte fossile, sono meno costosi e comportano un minor consumo, permettono la valorizzazione di un materiale di recupero che sarebbe altrimenti destinato allo smaltimento, con conseguenti problematiche in termini ambientali. Recupero e riciclo sono i concetti fondamentali quando si parla di Economia Circolare. Nel processo opposto, dall’interno all’esterno, Riva Acciaio mette a disposizione la scoria nera, prodotta proprio negli stabilimenti siderurgici. Tale materiale, che rappresenta circa il 10% della produzione dell’acciaio, ha caratteristiche ideali per l’utilizzo nella produzione di conglomerati cementizio bituminosi. La scoria nera viene inviata agli impianti idonei che la trasformano e la rendono, anche in questo caso, un prodotto certificato. Il vantaggio è ancora una volta la non dispersione nell’ambiente e la possibilità di utilizzare un materiale uguale e alcune volte anche migliore di quello di origine naturale che va a sostituire. Altri rifiuti prodotti dai cicli produttivi che entrano a far parte dell’Economia Circolare sono le polveri di acciaieria e la scoria bianca. Le polveri di acciaieria contengono elementi che è importante recuperare: zinco, metalli non ferrosi, alogenuri e ferro, che rappresentano l’1 – 2% in peso sull’acciaio prodotto. Prevalentemente le polveri di acciaieria vengono utilizzate per la produzione di CZO e, in questo modo, si evita di disperdere nell’ambiente un rifiuto pericoloso (e che comporta anche costi non indifferenti di smaltimento). Le scorie bianche, invece, rappresentano il 10 – 12% della scoria nera e hanno un alto contenuto di calce. Alcune acciaierie, infatti, stanno provando a rimetterla nei forni in sostituzione della calce proveniente da impianti che trasformano il materiale proveniente dalle cave. La scoria bianca viene quindi utilizzata nella formulazione di cementi, per la stabilizzazione del suolo e più in generale nella produzione di leganti idraulici. All’interno di un’industria come quella metallurgica, sono numerose le possibilità di riutilizzo dei residui di produzione. Proprio per questo, Riva Acciaio ha ampliato la visione della propria filiera produttiva rendendo evidenti le potenzialità e i benefici che possono nascere dalla cooperazione tra più aziende.

Aziende

Gruppo Riva: “Provincia Granda” dedica un approfondimento all’innovativo e avanzato stabilimento di Lesegno

23 Mar , 2021  

Gruppo Riva

La “Provincia Granda” ha dedicato, sulle sue pagine online, un interessante approfondimento allo stabilimento di Lesegno, il fiore all’occhiello di Riva Acciaio (Gruppo Riva). Il laboratorio integrato di Lesegno è l’unico ad essersi dotato del “Gleeble 3800”, il simulatore meccanico di proprietà della società americana DSI in grado di effettuare una serie di sofisticate simulazioni utili in ambito siderurgico. Acquistato da Gruppo Riva nel 2003, il simulatore è in grado di riprodurre tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega. Si tratta di uno strumento unico in Italia e di particolare valore nell’ambito della ricerca e dello sviluppo.

Nell’articolo pubblicato dalla “Provincia Granda”, sono riportate le parole dell’ing. Valerio Bisio, presidente del CdA di Riva Acciaio ed ex Direttore di stabilimento a Lesegno: “Nel laboratorio, integrato nello stabilimento e che collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva Forni Elettrici, di cui Riva Acciaio fa parte, a servizio di tutti i 5 stabilimenti italiani”. Oltre a quello di Lesegno infatti, ci si riferisce a quelli di Caronno Pertusella (Va), Sellero, Malegno e Cerveno (BS), nonché a quelli internazionali situati in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. “Negli ultimi giorni abbiamo eseguito diverse sperimentazioni per i siti francesi”, ha spiegato l’ing. Bisio.

Nell’articolo si sottolinea inoltre il grande valore dell’acciaio, il materiale metallico più diffuso al mondo e che può essere riciclato al 100% praticamente all’infinito. Lesegno è un punto di riferimento per la fusione di rottami di acciaio preparati secondo la direttiva europea 333 del 2011. È proprio il rottame, fuso grazie all’energia elettrica, il gas metano e l’ossigeno, che dà vita a nuovi prodotti, sperimentati nel laboratorio attrezzato e in grado di consentire l’effettuazione di prove su 30 chili di metallo invece che 90 tonnellate, con un notevole risparmio.

Per maggiori informazioni:

http://www.provinciagranda.it/home/2021/03/04/news/il-laboratorio-della-riva-di-lesegno-unico-in-italia-con-il-sistema-di-simulazione-dellacciaio-4520/

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Arte

Cerveno (BS), Riva Acciaio contribuisce all’opera di restauro delle Capèle

28 Gen , 2021  

Riva Acciaio

Non solo ricerca, qualità e innovazione in campo siderurgico, ma anche grande radicamento nel territorio e iniziative di solidarietà: sono i progetti portati avanti da Riva Acciaio, leader in Italia nel settore siderurgico, che recentemente ha partecipato al finanziamento per il restauro delle Capèle di Cerveno (BS), un’importate testimonianza di arte sacra settecentesca. La sinergia tra Riva Acciaio e la comunità del Comune di Cerveno è stata favorita dalla Sindaco Marzia Romano. Proprio nel territorio la società siderurgica è operativa da decenni grazie a uno stabilimento ad alta specializzazione e all’avanguardia in materia di sicurezza, salute e tutela ambientale.
A queste caratteristiche la società fondata dai fratelli Emilio e Adriano Riva affianca anche un grande interesse per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico: lo testimonia l’impegno profuso per supportare il finanziamento delle Capèle, un’opera che conserva 14 stazioni di intaglio ligneo del ‘700, realizzate in gran parte dallo scultore Beniamino Simoni. Le Capèle sono al centro di un progetto di recupero portato avanti dalla parrocchia del paese, che ha partecipato al bando Innovacultura della Regione Lombardia. “Sulle sculture lignee bisogna fare innanzitutto un lavoro di conservazione determinato da un’operazione antitarlo“, ha spiegato il parroco Don Giuseppe, “il consolidamento del legno tarlato da vecchi attacchi e poi la fermatura dei distacchi della policromia. Successivamente procederemo alle operazioni di pulitura”. Un procedimento di grande precisione e competenza, che consente di rimuovere interventi successivi all’originale e recuperare in tal modo dettagli delle opere e cromie autentiche.
I restauri appena avviati riguardano in particolare due Capèle, la sesta e la nona, dal titolo “La Veronica asciuga il volto di Gesù” e “Gesù cade la terza volta”. Per le opere, uniche nel loro genere e dal grande valore storico-artistico, è in progetto inoltre la candidatura a sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Anche per questo motivo la loro restaurazione è di grande rilevanza sia per il territorio che per l’intero patrimonio culturale nazionale. Il percorso per contribuire al loro recupero è già partito da tempo e l’aiuto da parte di numerose aziende non si è fatto attendere: anche Riva Acciaio ha risposto alla chiamata contribuendo con una donazione che permetterà di supportare l’opera di restaurazione, un gesto che conferma il legame tra l’azienda siderurgica e il territorio del bresciano, dove è presente con tre stabilimenti. Tra questi anche quello di Cerveno, avviato all’inizio degli anni ’80 e caratterizzato da un alto tasso di specializzazione e numerose certificazioni di qualità, tra cui UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001, UNI ISO 45001 e IATF 16949.

Per maggiori informazioni:
http://teleboario.it/tbnews/santuario-cerveno-partito-il-restauro-di-2-capele/

Aziende

Promozione della salute sul posto di lavoro: Riva Acciaio aderisce al WHP

5 Ago , 2020  

Alimentazione, attività fisica, fumo, contrasto ai comportamenti additivi, conciliazione vita-lavoro, sicurezza stradale e mobilità: sono le aree tematiche sviluppate nel programma “Workplace Health Promotion”, nato con l’obiettivo di tutelare lo stato di salute dei lavoratori all’interno delle aziende. Lo stabilimento siderurgico di Caronno Pertusella, di proprietà di Riva Acciaio, ha aderito alla “Rete WHP Lombardia” grazie al coinvolgimento dell’ATS Insubria: situato in Provincia di Varese, il sito di produzione è entrato a far parte di un network di imprese presenti sul territorio e impegnate nel miglioramento della salute e del benessere nei luoghi di lavoro. Il programma è riconosciuto dal Ministero della Salute ed è realizzato anche grazie al partenariato con Fondazione Sodalitas e Confindustria Lombardia. Per ognuna delle sei aree tematiche verranno realizzate almeno due delle buone pratiche consigliate all’anno, fino a coprirle tutte e mantenerle attive nel tempo. Dalle mense salutari ai distributori automatici con prodotti senza zuccheri aggiunti, dalla promozione dell’uso della bicicletta a programmi di attività fisica in gruppo, fino a diverse attività di supporto e sensibilizzazione su temi quali la dipendenza da nicotina o il gioco d’azzardo: la nuova filosofia verrà applicata attraverso un processo di partecipazione attiva che vedrà il coinvolgimento volontario dei dipendenti nella scelta delle priorità da affrontare. Il tutto sotto la supervisione delle Agenzie di Tutela della Salute – ATS, che coordinano il progetto e offrono supporto alle aziende. L’adesione al WHP di Riva Acciaio, che riunisce le attività italiane del Gruppo Riva, sottolinea la volontà aziendale di promuovere cambiamenti per ottimizzare gli ambienti di lavoro e diffondere stili di vita salutari tra i dipendenti, concorrendo alla prevenzione delle malattie croniche.