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ICS Maugeri S.p.A.: il 116esimo anniversario della nascita di Salvatore Maugeri

22 Nov , 2021  

ICS Maugeri S.p.A.,

Lo scorso 17 novembre è ricorso il 116esimo anniversario della nascita del fondatore di ICS Maugeri S.p.A., Salvatore Maugeri. Per l’occasione, è stata organizzata la “Giornata Salvatore Maugeri”, svoltasi nell’Auditorium della sede centrale di Pavia. Allentate le restrizioni per il Covid-19, è stato finalmente possibile tornare a festeggiare, con quello spirito di comunità e appartenenza che ha sempre contraddistinto i grandi successi del gruppo. All’evento è stato presente lo storico della medicina Giorgio Cosmacini, che ha presentato in anteprima il suo ultimo libro edito da UTET, intitolato Storia della Medicina del Lavoro, da Bernardino Ramazzini a Salvatore Maugeri. L’opera va ripercorrendo più di tre secoli di evoluzione scientifica, rievocando anche i lavori del Prof. Maugeri e la loro influenza. “Una grande qualità del professor Salvatore Maugeri è stata la sua grande capacità di personalizzazione della cura per ogni paziente”, ha sottolineato Cosmacini. I professionisti sanitari di ICS Maugeri S.p.A. hanno poi illustrato alcuni dei recenti lavori svolti che testimoniano la volontà di rimanere sempre all’avanguardia nella ricerca, nell’assistenza e nella cura dei pazienti.
“Salvatore Maugeri ha sempre avuto a cuore i pazienti e la loro cura: è stato un grande scienziato, dalla straordinaria sensibilità umana. Il primo esempio di medico diventato manager della sanità”, è con queste parole che l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini, ha voluto ricordare il fondatore. Mezz’ora prima dell’evento, si è tenuta all’interno della cappella dell’Istituto di Pavia anche la messa di suffragio per ricordare l’avvocato Aldo Maugeri, figlio del Prof. Maugeri, scomparso prematuramente e tutti i collaboratori defunti.
Per permettere a tutto il personale di prendere parte alla celebrazione dell’anniversario, è stato allestito un collegamento per la trasmissione in diretta con tutti gli istituti.

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Design: con il Nero seta, targato Ideal Standard, un’alternativa ai sanitari in ceramica bianca

18 Nov , 2021  

Ideal Standard

Novità in casa Ideal Standard. Il leader delle soluzioni di alta qualità per il bagno amplia la sua offerta e si rivolge a tutti coloro che desiderano renderlo uno spazio dove esprimere eleganza e ricercatezza. Su un’ampia gamma di prodotti (dalla ceramica, ai miscelatori e ai mobili), è disponibile infatti la nuova finitura Nero seta. L’azienda ha introdotto la finitura sulle collezioni più innovative e apprezzate, come ad esempio Ceraline, dalla forma cilindrica e organica, e Cerafine O, dal design più audace. A queste si aggiungono la gamma di miscelatori termostatici per doccia Ceratherm e la collezione Tesi con i suoi lavabi e sanitari. Nero seta è inoltre disponibile per gli accessori bagno e i miscelatori per cucina Ceralook, i piatti doccia Ultra Flat New e per le cabine doccia e le docce walk-in della linea Connect 2. L’offerta della nuova finitura su una vasta gamma di prodotti va di pari passo con la volontà di mettere a disposizione dei clienti un ampio ventaglio di soluzioni, consentendo di spaziare dal raffinato contrasto ad un audace total black. Con il suo effetto deciso e moderno, capace di apportare valore a tutti i tipi di ambiente, Nero seta si presenta dunque come un’alternativa alla tradizionale ceramica bianca. “Sviluppiamo le nostre linee di prodotti puntando all’eccellenza del design – ha detto Massimo Vismara, Vice Presidente Brand and Activation di Ideal Standardsappiamo che le finiture sono in grado di valorizzare qualsiasi spazio. Con Nero seta, offriamo a designer e privati la possibilità di esprimere il loro senso dello stile, sia che si tratti di un nuovo progetto su misura che della ristrutturazione di ambienti esistenti”.

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Fabio Inzani: il progetto di Tecnicaer Engineering per la ristrutturazione del Policlinico Umberto I di Roma

28 Ott , 2021  

Fabio Inzani

Complesso ospedaliero costituito da edifici “a padiglioni” collocati su 300 mila mq e suddivisi in 54 edifici, 46 dei quali all’interno del quadrilatero (circoscritto da V.le Regina Elena, V.le dell’Università, V.le del Policlinico e Via Lancisi) e 8 all’esterno, il Policlinico Umberto I rimane tutt’oggi uno dei più grandi ospedali universitari presente in Europa.
“Rimodulazione della prima fase esecutiva del piano di riorganizzazione e ristrutturazione del Policlinico Umberto I” è l’oggetto della gara vinta dalla società Tecnicaer Engineering, di cui Fabio Inzani è Presidente, assieme a Politecnica Ingegneria e GMN Engineering: la prima fase dell’opera, dal valore totale di oltre 65 milioni di euro, si concentrerà principalmente sulla ristrutturazione di 5 edifici e sulla demolizione di alcuni padiglioni e superfetazioni realizzate negli anni. La società si propone di creare luoghi ergonomici, confortevoli, innovativi ed efficienti attraverso una proposta innovativa in un “contesto ad alta sensibilità archeologica e architettonica, intervenendo in maniera rispettosa sull’ambiente e sul tessuto storico”. Gli edifici di pregio storico uniti ai vincoli archeologici che interessano il complesso ospedaliero hanno da sempre ostacolato i diversi interventi di ristrutturazione e ammodernamento: infatti, i quattro “masterplan”, piuttosto invasivi, elaborati negli anni passati non hanno mai consentito l’attuazione delle opere di ristrutturazione in quanto respinti dalla Proprietà e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.
Il progetto della realtà guidata da Fabio Inzani si è posto l’obiettivo di garantire alle attività didattiche, di ricerca, cliniche e assistenziali un “substrato strutturale e distributivo-funzionale”, ideato secondo un modello innovativo relativo alla qualità degli obiettivi prefissati, alla percezione dell’utilizzo delle risorse, all’umanizzazione dell’attività operativa e al comfort ambientale. La prima fase del progetto, che sarà estesa a 9 anni, prevede la ristrutturazione di alcuni fabbricati e dei principali impianti, implementando un complesso “organico e coerente di corpi di fabbrica” (riservati alle attività sanitarie) comunicanti con il blocco operatorio, con la diagnostica per immagini e con il DEA.
Nello specifico, la prima fase del piano include la demolizione delle superfetazioni di alcuni stabili (4A, 9, 11, 15A, 15B, 22), la creazione dei nuovi collegamenti epigei (CE1 e CE4) e la ristrutturazione e riqualificazione di 5 padiglioni: i Laboratori, l’attuale Clinica Oculistica dove verrà trasferita la Clinica di Ematologia, parte della Clinica Ostetrica e Ginecologica, la Clinica Chirurgica e il Dipartimento di Diagnostica per Immagini Centrale. Il progetto mira da un lato ad accorpare le attività di laboratorio, di radiologia e delle sale operatorie e, dall’altro, a rivalorizzare gli edifici di fine ‘800 (in quanto il complesso ospedaliero rappresenta un’area di interesse storico artistica), smantellando in parallelo le superfetazioni create nel corso degli anni.
La proposta della realtà guidata da Fabio Inzani opererà nel pieno rispetto delle “preesistenze di pregio e ambientali, anche con lo scopo di rispristinare, nei limiti del possibile, le aree verdi ed esterne in genere”.

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Il futuro della cultura nei progetti di FME Education

5 Ott , 2021  

FME Education

Per i settori del turismo e della cultura, fortemente colpiti dall’emergenza sanitaria ed economica iniziata nel 2020, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto uno stanziamento pari a circa 8 miliardi di euro. In linea con le raccomandazioni e le direttive della Commissione Europea, si tratta di un intervento che pone in risalto l’innovazione e la digitalizzazione, entrambe connesse a un processo di modernizzazione del patrimonio storico-architettonico, sia dal punto di vista dell’accessibilità che della fruizione.
Non sorprende il motivo per cui, da più parti nel Paese, venga espressa la necessità di ripartire dalla cultura. Composto da monumenti, reperti, paesaggi e opere di varia natura, il nostro ecosistema culturale costituisce infatti un settore di punta per il Paese, sia in termini di prestigio che attrattività e indotto economico. Tale riflessione è condivisa da numerose realtà attive nel settore in Italia: tra queste FME Education, da sempre consapevole del valore della cultura e per questa ragione impegnata con progetti e attività di promozione della stessa. La Casa Editrice, nata nel 2013 a Milano, è divenuta un punto di riferimento in Italia, un obiettivo raggiunto grazie all’impegno costante nella realizzazione di opere editoriali cartacee e digitali.
In merito agli interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, diverse attività sono presenti per la rigenerazione di tale ecosistema, con progetti di rivitalizzazione a favore dei luoghi con elevata valenza storica. A questi, attraverso il Piano Nazionale Borghi, si affiancano interventi per i borghi storici e rurali. Non mancano, infine, progetti legati al digitale e alle nuove tecnologie, punti saldi per accrescere l’attrattività e la funzionalità del comparto culturale. Il Piano si pone così l’obiettivo di investire su piattaforme, strumenti e strategie digitali per migliorare l’accesso e l’organizzazione del patrimonio storico-architettonico.
L’idea alla base è quella di istituire un sistema che, da un lato, provveda alla salvaguardia dell’ecosistema e, dall’altro, sia in grado di promuoverlo efficacemente, anche verso il pubblico internazionale. Ciò è necessario per far sì che la cultura ricopra una posizione di primo piano nel futuro del Paese. Grazie a progetti di qualità e un’esperienza consolidata nel settore, FME Education orienta il proprio impegno verso tali principi, consapevole di come la cultura sia una risorsa imprescindibile su cui puntare.

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Francesco Milleri: semestre in crescita per EssilorLuxottica e carbon neutrality entro il 2025

5 Ago , 2021  

Francesco Milleri

Nonostante le sfide della pandemia ancora in corso, EssilorLuxottica nei primi sei mesi dell’anno ha registrato “ancora una volta dei solidi risultati”. Lo hanno sottolineato l’Amministratore Delegato Francesco Milleri e il Vice AD Paul du Saillant: “Quello che stiamo raccogliendo è il frutto della continua attenzione a prodotti e marchi di qualità, di una supply chain efficiente e di una comunità globale di persone coinvolte e motivate, tutti elementi che ci hanno aiutato a raggiungere questi traguardi”.
EssilorLuxottica ha chiuso il primo semestre del 2021 con un fatturato in crescita del 5,7% a 8,768 miliardi di euro: solo nel secondo trimestre è stato pari a 4,709 miliardi, +9,2% rispetto al secondo trimestre del 2019 a cambi costanti. In crescita anche l’utile operativo del 35% rispetto al 2019 a cambi costanti mentre si può parlare di record per la generazione di cassa, a 1,2 miliardi.
“Nel secondo trimestre abbiamo scritto alcune pagine importanti della storia di EssilorLuxottica; abbiamo definito la nostra governance e costruito una Società unica, continuando ad espandere la nostra presenza retail in Europa grazie al completamento dell’acquisizione di GrandVision”: non a caso nel periodo aprile-giugno l’e-commerce è cresciuto del 66% a cambi costanti nel trimestre, raggiungendo il 9% del fatturato totale, con una performance sostanzialmente costante per tutto il semestre. Il Nord America è l’area geografica con la migliore performance (+16,4%), positive EMEA e America Latina.
“Il nuovo outlook per l’intero anno rappresenta un miglioramento dei target presentati con i risultati del primo trimestre che indicavano fatturato e margine operativo adjusted almeno sui livelli del 2019 a cambi costanti”, ha specificato l’AD Francesco Milleri nel corso della conference call con gli analisti ricordando che i vertici hanno rivisto al rialzo le prospettive per fine anno alla luce del miglioramento delle attività di business in molte aree del mondo. E guardando al futuro “siamo orgogliosi di condividere la nostra nuova roadmap per la Sostenibilità, “Eyes on the Planet”, costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica”.
Parole seguite da una importante comunicazione: “Come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023”. Perché, come ha evidenziato l’AD Francesco Milleri unitamente al Vice AD di EssilorLuxottica, “fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani”.

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SACE – C2FO, nuova partnership per sviluppare la crescita all’estero delle PMI italiane

1 Lug , 2021  

SACE

L’export rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia italiana: oggi, in un contesto di rilancio post pandemia, il suo ruolo è diventato ancora più centrale. Promuovere il Made in Italy nel mondo vuol dire permettere alle imprese di affrontare le sfide future. Lo sa bene SACE, che ha recentemente dato il via ad una nuova collaborazione con C2FO (Collaborative Cash Flow Optimization). Il Gruppo e la più grande piattaforma al mondo per il capitale circolante lavoreranno insieme per promuovere e supportare la crescita delle PMI italiane sui mercati internazionali. Come provider tecnologico, C2FO supporterà SACE nell’identificazione dei potenziali player globali e nell’incontro tra questi e le filiere italiane di riferimento. Una partnership che consentirà, anche negli anni a venire, una sempre maggiore efficienza degli strumenti messi a disposizione dal Gruppo italiano attivo nell’export credit. Alexander Kemper, CEO di C2FO, si è detto onorato della collaborazione: “La nostra mission si concretizza nel fornire a tutte le aziende nel mondo il capitale necessario per crescere – ha dichiarato – La crescente rete di imprese che utilizzano la nostra piattaforma online non può che beneficiare del know-how di SACE”. Soddisfazione espressa anche da Pierfrancesco Latini: “C2FO rappresenta un partner strategico su cui contare – ha detto l’Amministratore Delegato di SACE – per promuovere la crescita del Made in Italy nel mondo raggiungendo anche mercati emergenti ad alto potenziale in cui la nostra presenza e la nostra azione possono fare la differenza”.

Per maggiori informazioni:
https://finanza.lastampa.it/News/2021/06/22/internazionalizzazione-pmi-al-via-collaborazione-sace-c2fo/NTNfMjAyMS0wNi0yMl9UTEI

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Serenissima Ristorazione attesta pubblicamente la sua attenzione alla sostenibilità attraverso la certificazione EMAS

30 Giu , 2021  

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione ha recentemente comprovato il suo impegno in ambito sostenibile grazie alla registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS). Si tratta di un metodo di tipo volontario ideato in seno all’Unione Europea e destinato ad un pubblico composto da organizzazioni (imprese, enti pubblici, ecc.) allo scopo di valutare e ottimizzare la propria impronta sull’ecosistema naturale, portando alla conoscenza di clienti e altri attori interessati novità in materia della propria gestione ambientale. L’obiettivo principale dell’EMAS è il supporto nella implementazione di una crescita economica che comprenda al proprio interno anche tematiche come la sostenibilità, ponendo la questione della centralità e delle responsabilità delle aziende. In aggiunta a questo, EMAS apporta migliorie a livello di misurazione delle performance ambientali da parte delle imprese attraverso l’impiego di un codice organizzativo e la rendicontazione di una sorta di “dichiarazione” di sostenibilità. Più precisamente, il sistema di gestione ambientale si basa sul regolamento UNI EN ISO 14001. Inoltre, la collaborazione aperta con gli interessati fa sì che le aziende rendano visibile, aggiornandola in seguito periodicamente, una Dichiarazione in cui sono specificate informazioni importanti dal punto di vista dell’impatto ambientale. Approfondimenti più dettagliati si possono leggere pubblicamente sul sito di Serenissima Ristorazione, realtà guidata da Mario Putin, sotto la voce “Certificazioni”, dove è anche possibile scaricare il file della dichiarazione ambientale.

Per maggiori informazioni:
https://www.horecanews.it/serenissima-ristorazione-certifica-la-sua-sostenibilita-ambientale/

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Riva Acciaio: il contributo all’Economia Circolare attraverso l’utilizzo interno di polimeri e l’utilizzo esterno di scorie nere, scorie bianche e polveri di acciaieria

28 Giu , 2021  

Riva Acciaio

Il settore siderurgico sta sempre più cambiando per adottare una tipologia di produzione che incontri i criteri dell’Economia Circolare. Riva Acciaio, leader nel comparto, è tra le realtà all’avanguardia sotto questo punto di vista, attenta all’evoluzione di un contesto che tiene in grande considerazione la sostenibilità del proprio ciclo produttivo. Esistono due modalità principali per entrare a far parte della cosiddetta Economia Circolare: prendere dall’esterno il rifiuto trasformato in prodotto e inserirlo all’interno del proprio ciclo produttivo con conseguente riduzione di emissione di CO2 (gas ad effetto serra); inviare ad impianti esterni alcune tipologie di rifiuti al fine di trasformali in prodotti e quindi riutilizzabili, evitando l’invio in discarica. Riva Acciaio segue la prima metodologia utilizzando dei polimeri derivati dalla raccolta differenziata dei rifiuti in plastica. Il polimero è un prodotto certificato quale apportatore di Carbonio nei processi siderurgici e metallurgici in sostituzione di prodotti naturali quali il carbone e l’antracite, con conseguente riduzione di emissione di CO2. I polimeri si rivelano vantaggiosi anche perché hanno migliori performance tecniche rispetto alla fonte fossile, sono meno costosi e comportano un minor consumo, permettono la valorizzazione di un materiale di recupero che sarebbe altrimenti destinato allo smaltimento, con conseguenti problematiche in termini ambientali. Recupero e riciclo sono i concetti fondamentali quando si parla di Economia Circolare. Nel processo opposto, dall’interno all’esterno, Riva Acciaio mette a disposizione la scoria nera, prodotta proprio negli stabilimenti siderurgici. Tale materiale, che rappresenta circa il 10% della produzione dell’acciaio, ha caratteristiche ideali per l’utilizzo nella produzione di conglomerati cementizio bituminosi. La scoria nera viene inviata agli impianti idonei che la trasformano e la rendono, anche in questo caso, un prodotto certificato. Il vantaggio è ancora una volta la non dispersione nell’ambiente e la possibilità di utilizzare un materiale uguale e alcune volte anche migliore di quello di origine naturale che va a sostituire. Altri rifiuti prodotti dai cicli produttivi che entrano a far parte dell’Economia Circolare sono le polveri di acciaieria e la scoria bianca. Le polveri di acciaieria contengono elementi che è importante recuperare: zinco, metalli non ferrosi, alogenuri e ferro, che rappresentano l’1 – 2% in peso sull’acciaio prodotto. Prevalentemente le polveri di acciaieria vengono utilizzate per la produzione di CZO e, in questo modo, si evita di disperdere nell’ambiente un rifiuto pericoloso (e che comporta anche costi non indifferenti di smaltimento). Le scorie bianche, invece, rappresentano il 10 – 12% della scoria nera e hanno un alto contenuto di calce. Alcune acciaierie, infatti, stanno provando a rimetterla nei forni in sostituzione della calce proveniente da impianti che trasformano il materiale proveniente dalle cave. La scoria bianca viene quindi utilizzata nella formulazione di cementi, per la stabilizzazione del suolo e più in generale nella produzione di leganti idraulici. All’interno di un’industria come quella metallurgica, sono numerose le possibilità di riutilizzo dei residui di produzione. Proprio per questo, Riva Acciaio ha ampliato la visione della propria filiera produttiva rendendo evidenti le potenzialità e i benefici che possono nascere dalla cooperazione tra più aziende.

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STMicroelectronics: il focus di Maurizio Tamagnini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza

25 Giu , 2021  

Maurizio Tamagnini

STMicroelectronics è “un’azienda che programma per il medio/lungo periodo e per il lunghissimo periodo. È un gruppo che fattura oltre 10 miliardi di dollari, che occupa in Italia più di 10.000 persone, di cui oltre il 90% laureati o diplomati”. È stato il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini lo scorso 14 giugno a elencare i numeri del Gruppo leader a livello globale nel settore dei semiconduttori: “Un esempio concreto di come in Italia si possa fare azienda grande”.
L’occasione è stata la presentazione dell’accordo di collaborazione quinquennale sottoscritto da STMicroelectronics con il Politecnico di Milano, che prevede la costituzione di un centro di ricerca congiunto sui materiali avanzati per sensori (Steam). Sulla base della prolifica collaborazione tra le due realtà si propone di fornire a professori, ricercatori e dottorandi tutti i mezzi per concepire, disegnare e sviluppare la tecnologia Mems e per far nascere nuovi prodotti Mems (micro-electro-mechanical system): un’opportunità unica in Italia. “Negli ultimi 5 anni STM ha investito quasi 3,5 miliardi di euro nel nostro Paese in ricerca di base e nuovi investimenti in stabilimenti”, ha spiegato in merito Maurizio Tamagnini, inoltre è “il primo depositatore di brevetti in Italia”.
STMicroelectronics dimostra come si possa fare “tecnologia in modo forte, coerente e con una programmazione a lungo termine”. Non a caso di recente lo IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineering) gli ha assegnato un prestigioso riconoscimento: una Milestone per il lavoro rivoluzionario di STM nella tecnologia di processo a semiconduttore con gate di silicio super integrato che riunisce in un unico chip per applicazioni complesse con elevati requisiti di potenza i transistor analogici ad alta precisione di un processo bipolare, i transistor di commutazione digitale ad alte prestazioni di un processo CMOS e i transistor DMOS ad alta potenza (BCD). È “quello che io chiamo il Nobel per la tecnologia”, ha evidenziato Maurizio Tamagnini, osservando inoltre come STM sia riuscita “grazie alla lungimiranza dei Governi italiano e francese a creare le condizioni per il successo dello Stato e del mercato”. Traguardi raggiunti anche grazie all’efficacia della “governance: è un’azienda che è stata costruita con solide fondamenta ed è un esempio per fare aziende europee che possano competere nel mondo”.

Per maggiori informazioni:
https://www.milanofinanza.it/news/stm-accordo-quinquennale-con-il-politecnico-di-milano-per-i-sensori-avanzati-202106141533336816

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Covid-19, la riabilitazione respiratoria e neuromotoria negli Istituti ICS Maugeri S.p.A.

26 Mag , 2021  

ICS Maugeri S.p.A.

Quella del “long Covid” è una sindrome particolarmente insidiosa che colpisce pazienti che, nonostante risultino negativi ai tamponi, continuano ad avere difficoltà fisiche nelle attività quotidiane.
Dalla sede di Pavia di ICS Maugeri S.p.A. sono due medici a raccontare la complicata esperienza che hanno vissuto, in questa particolare occasione, da pazienti. “Esco da questo percorso acuto e sono uno straccio”, ricorda Paolo Geraci, rianimatore, riferendosi al periodo immediatamente successivo al Covid-19: “Un polipo che si affloscia, non stavo proprio in piedi” è la metafora indicata per descrivere le criticità incontrate dopo la malattia. A fargli eco è Maria Antonietta Bressan, cardiologa, anche lei in cura a Pavia presso il centro di riabilitazione respiratoria e neuromotoria di ICS Maugeri S.p.A.: “Mi accorgevo che in salita mi mancava un po’ il fiato”, racconta, sottolineando in aggiunta che a Pavia non sono presenti grandi salite. Da lì ha effettuato una serie di accertamenti medici, fino alla decisione di intraprendere un percorso di riabilitazione.
Il recupero necessario, di tipo respiratorio, neuromotorio o entrambi, può essere più o meno prolungato e deve essere adattato in base alle esigenze del paziente. Tra le attività condotte, ad esempio, “tutta una serie di esercizi per le gambe e per le braccia”, spiega Giuditta Bettinelli, fisioterapista dell’Istituto di Pavia, “per aumentare la forza che, dopo prolungati allettamenti e inattività, viene meno”. Un grande impegno dunque per tornare a svolgere con serenità gli impegni quotidiani e far sì che le difficoltà del Covid-19 rimangano solo un ricordo nel passato. L’esperienza però, oltre ad essere decisamente complicata, può insegnare anche qualcosa di positivo per il futuro: “Bisognare essere molto umili”, conclude Paolo Geraci, “e non pensare di essere invulnerabili”.

Per visualizzare l’intervista:
https://www.adnkronos.com/riabilitazione-post-covid-lesperienza-di-due-medici-allics-maugeri_50EYwujNSyYA7lrGCVe1dL?refresh_ce

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SACE nel 2020, mobilitati 46 miliardi per le imprese italiane: il commento dell’AD Pierfrancesco Latini

6 Apr , 2021  

Pierfrancesco Latini

Approvato dal CdA di SACE il progetto di bilancio individuale e consolidato relativo all’esercizio 2020: nell’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria ed economica, la società guidata dall’AD Pierfrancesco Latini ha mobilitato 46 miliardi di euro a sostegno del tessuto imprenditoriale nazionale. Tale volume complessivo, si legge in una nota, è stato destinato verso export, internazionalizzazione, Garanzia Italia e Green New Deal. “Questi risultati dimostrano che SACE, nonostante l’anno straordinariamente complesso, ha saputo mantenere e rafforzare il proprio supporto all’economia italiana, lavorando contestualmente su 3 fronti”, ha dichiarato in merito l’Amministratore Delegato.

Un’attenzione particolarmente significativa considerata la complessità affrontata dalle imprese nel 2020, con un’attività economica gravemente influenzata dallo shock di domanda e offerta internazionale e un PIL mondiale in caduta del 3,9%. A ciò si aggiunge una pesante battuta d’arresto per l’export, la più grave dal 2019, che ha registrato un calo del 9,7%. Ancora più importanti dunque gli interventi messi in campo dalla società guidata da Pierfrancesco Latini, con risorse complessive pari a 46 miliardi di euro, in raddoppio rispetto all’anno precedente. Di questi, 25 miliardi destinati alla proiezione internazionale delle imprese italiane, operatività tradizionale di SACE, con un +18% rispetto al 2019. 21 miliardi invece il volume degli interventi, attraverso lo strumento Garanzia Italia, a copertura della liquidità nell’ambito delle misure nazionali per contrastare le ricadute economiche della pandemia. Ma non solo: anche 300 milioni di euro destinati da SACE verso progetti di tipo sostenibile e dunque finalizzati ad agevolare la transizione energetica. In aumento anche il numero di aziende servite nel 2020: circa 15.000, di cui oltre il 90% nel segmento PMI e MID corporate. “Lo abbiamo fatto continuando ad affiancare le imprese italiane nelle loro attività di export e internazionalizzazione”, ha aggiunto Pierfrancesco Latini, “garantendo l’implementazione immediata delle nuove operatività che ci sono state affidate con il nuovo mandato, e, infine, progettando e pianificando la SACE del futuro, in modo da poter sostenere le imprese italiane con strumenti sempre più efficaci nella fase di rilancio”.

Dal progetto di bilancio individuale e consolidato del 2020 emergono inoltre premi lordi in crescita del 30% a 736,9 milioni, per effetto dell’incremento dei volumi perfezionati nell’anno (14,8 miliardi di euro, rispetto agli 11,8 miliardi di euro del 2019). Utile netto attestato a 79,7 milioni (contro i 41,6 milioni del 2019). Sinistri liquidati a quota 163,6 milioni, in diminuzione rispetto al 2019. Centrati i target di redditività e sostenibilità economico patrimoniale, con un ROE all’1,7% e un Solvency Ratio al 449%.

Il focus di SACE è ora orientato verso il futuro, per proseguire negli interventi di supporto e rilancio delle imprese italiane: “Continueremo a operare sempre con maggiore impegno”, ha concluso l’AD Pierfrancesco Latini, “consapevoli che ogni nostro intervento avrà un impatto positivo non solo sull’azienda beneficiaria ma anche su tutto quell’universo che gli gravita intorno, fatto di lavoratori, famiglie, fornitori, filiere e, non da ultimo, sull’intera economia del nostro Paese”.

Per maggiori informazioni:

https://www.milanofinanza.it/news/sace-nel-2020-mobilitate-risorse-per-46-miliardi-202103241022158437

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Serenissima Ristorazione presenta la nuova divisione Serenissima Servizi Globali

2 Apr , 2021  

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, è attualmente uno dei Gruppi italiani di primo piano nei comparti ristorativi commerciale e collettivo, e ha all’attivo una produzione equivalente a 50 milioni di pasti all’anno, 14 realtà collegate, oltre 9.000 collaboratori divisi tra Italia ed estero e un fatturato consolidato di più di 400 milioni di euro. Previdenza, capacità di adattamento delle proposte e ascolto del mercato sono le caratteristiche che ne hanno favorito la crescita nel corso del tempo. Come conseguenza della pluriennale conoscenza e presidio del comparto ristorativo collettivo e commerciale, ha ampliato la propria offerta lanciando la nuova unità aziendale Serenissima Servizi Globali, che intende offrire ad enti pubblici e clienti privati una gestione integrata dei lavori di facility management. Forte di una squadra di esperti con più di 20 anni di attività, la nuova unità è attiva nei servizi di pulizia e igiene ambientale nei settori civile e industriale, nei servizi di portierato e reception, ausiliarato, piccoli interventi manutentivi, hôtellerie, lavanderia e lavanolo. Il complesso di gestione integrato per la qualità aziendale è stato adattato ai lavori di pulizia in compliance con gli standard UNI EN ISO 9001:2015 Sistema di gestione per la qualità, UNI EN ISO 14001:2015 Sistema di gestione ambientale e BS OHSAS 18001:2007 Sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro. E per restare in ambito certificazioni, la nuova divisione di Serenissima Ristorazione ricorre a collaborazioni esterne di fiducia per garantire elevati livelli qualitativi. Ad esempio, attraverso partnership con realtà certificate UNI 16636 per il pest control, fornitori di macchine innovative come ICA System e di detergenti Ecolabel in linea con i CAM (Criteri Ambientali Minimi) del comparto. Lo scopo della realtà guidata da Mario Putin è assicurare chiarezza e professionalità attraverso un training continuativo, la scelta di figure qualificate, macchinari nuovi e prodotti per la pulizia e la sanificazione certificati.

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