Cultura

FME Education al servizio della cultura: le principali caratteristiche del progetto “Verona Capitale della Cultura 2022”

25 Set , 2020  

FME Education al servizio della cultura: le principali caratteristiche del progetto “Verona Capitale della Cultura 2022” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

FME Education si occupa da sempre della diffusione della cultura in Italia, facendosi promotore di un’educazione innovativa e vivace. In questo contesto, FME Education non può esimersi dal trattare e dal sostenere una delle iniziative culturali più importanti sul panorama italiano: Verona Capitale della Cultura 2022.
Palazzo Bocca Trezza, uno dei prossimi cantieri destinati a cambiare il volto urbanistico e artistico di Verona, è stato aperto al pubblico per la prima volta, ospitando il secondo appuntamento di presentazione del dossier “VERONA 2022. La Cultura apre nuovi mondi”. Svoltosi il 16 settembre, l’appuntamento ha illustrato alla cittadinanza altri due capitoli del progetto presentato a fine luglio dall’Amministrazione comunale.
Il dossier è incentrato sui cinque “mondi” che contribuiscono a rendere Verona una eccellenza per patrimonio storico e culturale. Durante l’incontro del 16 settembre, i veronesi hanno appreso le caratteristiche dei capitoli intitolati “Human Culture-La persona e la cura” e “Community building – Rigenerare una città”: il primo è dedicato all’empowerment, alle attività culturali al servizio del benessere delle persone, nonché alla coesione sociale. Il secondo capitolo si concentra invece sulla città vista come un bene comune da preservare e di cui prendersi cura.
Annullare le distanze tra le persone, accogliere, rendersi protagonisti del cambiamento, valorizzare la cultura: sono le chiavi di lettura sulle quali si concentra Verona e che si sposano in pieno anche con i valori da sempre sostenuti da FME Education.
Tra i progetti presentati vi sono anche iniziative dedicate alla rigenerazione urbana, alla cura della persona e alla costruzione di comunità. L’ArTherapy, ad esempio, mette l’arte e la cultura al centro della realtà ospedaliera, per documentare il beneficio delle influenze artistiche nelle terapie e il tema internazionale delle architetture curanti. Si ricordano poi le lettere a Giulietta, testi di donne che testimoniano la loro esperienza riguardo l’amore, le discriminazioni di genere e la violenza. Sullo sfondo del “mito” di Verona nasce anche “Verona Minor Hierusalem”, una proposta di volontariato culturale per il benessere personale e sociale.

Per maggiori informazioni:
https://www.veronasera.it/attualita/verona-capitale-cultura-2022-appuntamento-palazzo-bocca-trezza-16-settembre-2020.html

Aziende

Fabrizio Palermo: CDP e BMPS insieme per finanziare le aziende italiane che operano in Cina

21 Set , 2020  

Fabrizio Palermo: CDP e BMPS insieme per finanziare le aziende italiane che operano in Cina 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Come confermato nel comunicato ufficiale del 17 luglio 2020, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS) hanno concluso due operazioni di finanziamento a favore delle imprese italiane in Cina. Le operazioni, dal valore complessivo di 130 milioni di euro, sono finalizzate a promuovere la crescita delle aziende italiane che operano in Cina o delle succursali cinesi di società italiane, con un occhio di riguardo anche alle imprese controllate e costituite direttamente nel Paese. Nel contesto in cui stiamo vivendo, anche in relazione all’emergenza sanitaria verificatasi negli ultimi mesi, diventa fondamentale fornire questo tipo di liquidità per garantire la piena operatività delle imprese.
La prima operazione è costituita da una linea di credito a breve termine del valore di 100 milioni di euro: andrà a supportare le esigenze di liquidità di breve periodo, fondamentali per sostenere le proprie attività in un mercato complicato come quello attuale. La seconda operazione è pensata invece per il medio-lungo termine: in valuta locale, di importo pari a circa 240 milioni di Renmimbi (30 milioni di euro), è destinata a supportare i fabbisogni finanziari derivanti da iniziative per la crescita e sviluppo. CDP, guidata dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo, ha concesso l’intero finanziamento della linea a medio-lungo termine, a valere anche sull’emissione dei “Panda Bond” da 2 miliardi di Renminbi. La realtà guidata da Fabrizio Palermo è la prima in Italia ad effettuare un’emissione obbligazionaria in Cina in valuta locale volta a supportare le imprese italiane attive o interessate a operare sul mercato cinese. Stiamo attraversando una fase particolarmente complessa per il commercio internazionale: facilitare l’accesso al credito, anche alle aziende di dimensioni minori rispetto a quelle supportate da CDP, è una mossa significativa ed importante da compiere.

Arte

Duomo di Tricesimo (UD), al via la ristrutturazione finanziata da Danieli

15 Set , 2020  

Duomo di Tricesimo (UD), al via la ristrutturazione finanziata da Danieli 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Una donazione di oltre mezzo milione di euro per il restauro del Duomo di Tricesimo, in provincia di Udine, è l’ingente somma messa a disposizione da Danieli, il gruppo guidato da Gianpietro Benedetti e attivo nella produzione di impianti siderurgici. A distanza di 35 anni dagli ultimi lavori eseguiti, parte dunque l’opera di ristrutturazione che riguarderà cornici, pinnacoli e intonaci interni all’edificio, a cui si aggiungeranno, per mezzo della donazione effettuata dalla multinazionale di Buttrio, i lavori sulla facciata, il sagrato e il campanile del Duomo. L’opera di ristrutturazione è stata in parte finanziata con un contributo concesso nel 2019 dalla regione Friuli-Venezia Giulia, che la parrocchia ha integrato, in seguito, con fondi propri per far fronte alla spesa complessiva prevista di 252.198 euro. La generosità dei concittadini, però, non si è fatta attendere e tra questi non è mancato il contributo offerto da Gianpietro Benedetti, grazie al quale l’opera di ristrutturazione ha raggiunto una somma totale di 830.000 euro, che consentiranno, così, di estendere la portata del progetto di restauro.
L’opera di restaurazione sarà condotta sul Duomo di Tricesimo, luogo di culto cattolico consacrato il 6 luglio 1789. Costruito tra il 1771 e il 1789 grazie ad un progetto realizzato da Domenico Schiavi, il Duomo appartiene all’Arcidiocesi di Udine e, come spiegato dall’Ingegner Alessandro Chiesa, Responsabile dei lavori, sta andando incontro a un lento fenomeno di deterioramento che, se non arrestato, potrebbe causare la caduta degli intonaci, oltre che la conseguente perdita delle decorazioni. “Saranno realizzati interventi specialistici su tutti gli intonaci e sugli apparati architettonici”, ha dichiarato l’Ingegnere, “il cui deterioramento è stato alla base della decisione di procedere, nella certezza che, in mancanza di interventi, in un prossimo futuro tutte le decorazioni in intonaco gessoso sarebbero state a rischio di perdita definitiva”. La causa di tale deterioramento è stata riscontrata nell’umidità interna dei muri, che ha danneggiato i rivestimenti del Duomo, oltre che gli intonaci esterni in tutti i lati del corpo principale della chiesa. Si tratta di una situazione che, se non interrotta, costringerebbe a vivere “oltre che con un pulviscolo in continua caduta a lordare pavimenti, suppellettili e canne dell’organo”, specifica il Responsabile dei lavori, “nella continua preoccupazione di possibili pericolose cadute dall’alto di parti di intonaco anche di notevoli dimensioni, già avvenute fortunatamente sempre a edificio sacro chiuso”. A tal proposito, la donazione di Danieli permetterà di intervenire con un importante lavoro di restaurazione che proseguirà fino a dicembre. Tra gli altri interventi, il contributo consentirà di realizzare un nuovo impianto di illuminazione interno, opere di pulizia e sistemazione nel sagrato e sul campanile, la doratura delle lancette dell’orologio e il restauro di alcuni affreschi. “I lavori previsti”, ha concluso Chiesa, “saranno resi possibili dalla generosa donazione della Danieli di Buttrio, che il suo presidente, il concittadino Benedetti, ha confermato nonostante i tempi molto difficili che tutti stanno vivendo, in primis le aziende”.

Per maggiori informazioni:
https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2020/05/12/news/cadono-i-calcinacci-si-restaura-il-duomo-1.38837414

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Professionisti

AIA-AUA, Claudio Bertini docente al corso di formazione di FAST Ambiente Academy

31 Ago , 2020  

AIA-AUA, Claudio Bertini docente al corso di formazione di FAST Ambiente Academy 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Claudio Bertini, Responsabile all’interno del Cae – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, è stato chiamato il mese scorso in qualità di formatore al convegno “AIA-AUA delle attività produttive“, una due giorni online di aggiornamento professionale promossa da Fast Ambiente Academy. Obiettivo del seminario la diffusione delle novità riguardanti sia l’AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale) che l’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale). Novità che, oltre a riguardare le norme e tutti gli aspetti tecnici e di controllo, si inseriscono in quello che è il contesto dell’attuale emergenza sanitaria causata dal Covid-19. La Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche ha proposto due moduli. Il primo relativo all’inquadramento normativo nazionale e regionale in materia di AIA, il processo di revisione dei Brefs e l’applicazione delle BAT. Nel secondo modulo sono state affrontate le recenti disposizioni riguardanti l’AUA e le modalità di presentazione dell’istanza nella Regione Lombardia. Claudio Bertini, consulente del settore e già docente formatore per corsi di gestione e legislazione ambientale, è intervenuto portando l’analisi di alcuni casi studio di aziende marchigiane che hanno dovuto adeguarsi ai nuovi indirizzi applicativi.

Aziende

Promozione della salute sul posto di lavoro: Riva Acciaio aderisce al WHP

5 Ago , 2020  

Promozione della salute sul posto di lavoro: Riva Acciaio aderisce al WHP 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Alimentazione, attività fisica, fumo, contrasto ai comportamenti additivi, conciliazione vita-lavoro, sicurezza stradale e mobilità: sono le aree tematiche sviluppate nel programma “Workplace Health Promotion”, nato con l’obiettivo di tutelare lo stato di salute dei lavoratori all’interno delle aziende. Lo stabilimento siderurgico di Caronno Pertusella, di proprietà di Riva Acciaio, ha aderito alla “Rete WHP Lombardia” grazie al coinvolgimento dell’ATS Insubria: situato in Provincia di Varese, il sito di produzione è entrato a far parte di un network di imprese presenti sul territorio e impegnate nel miglioramento della salute e del benessere nei luoghi di lavoro. Il programma è riconosciuto dal Ministero della Salute ed è realizzato anche grazie al partenariato con Fondazione Sodalitas e Confindustria Lombardia. Per ognuna delle sei aree tematiche verranno realizzate almeno due delle buone pratiche consigliate all’anno, fino a coprirle tutte e mantenerle attive nel tempo. Dalle mense salutari ai distributori automatici con prodotti senza zuccheri aggiunti, dalla promozione dell’uso della bicicletta a programmi di attività fisica in gruppo, fino a diverse attività di supporto e sensibilizzazione su temi quali la dipendenza da nicotina o il gioco d’azzardo: la nuova filosofia verrà applicata attraverso un processo di partecipazione attiva che vedrà il coinvolgimento volontario dei dipendenti nella scelta delle priorità da affrontare. Il tutto sotto la supervisione delle Agenzie di Tutela della Salute – ATS, che coordinano il progetto e offrono supporto alle aziende. L’adesione al WHP di Riva Acciaio, che riunisce le attività italiane del Gruppo Riva, sottolinea la volontà aziendale di promuovere cambiamenti per ottimizzare gli ambienti di lavoro e diffondere stili di vita salutari tra i dipendenti, concorrendo alla prevenzione delle malattie croniche.

Aziende

Serenissima Ristorazione: il metodo che collega alimentazione e atteggiamento mentale

23 Lug , 2020  

Serenissima Ristorazione: il metodo che collega alimentazione e atteggiamento mentale 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Serenissima Ristorazione supporta l’idea che al benessere personale possa concorrere in maniera determinante l’alimentazione, e per tale ragione la realtà guidata da Mario Putin si impegna nell’affermare l’importanza dell’interconnessione mente-cibo, teoria alla base del metodo cognitivo applicato alla perdita di peso. La terapia cognitiva, ideata dalla dott.ssa Judith Beck, si fonda sull’assunto che ogni dieta bilanciata comporta dei risultati solamente se la si affronta con il giusto atteggiamento mentale. In tal senso, i pensieri che portano a mangiare secondo modalità non produttive sono classificati come pensieri sabotanti, mentre quelli che portano ad agire in termini produttivi sono pensieri utili. Nell’opinione della dott.ssa Beck, una volta che si è presa consapevolezza su quali siano i pensieri sabotanti, si è anche in grado di ridimensionare fortemente la dipendenza da essi intraprendendo una determinata quantità di azioni migliorative. Tra queste, ad esempio, cambiare il luogo dove si mangia, riconsiderare il cibo, affrontare le emozioni secondo modalità produttive e dare la precedenza ad una alimentazione salutare, piuttosto che alla soddisfazione dei desideri temporanei. In ultimo, dopo aver aderito ad un certo regime dietetico, il consiglio impartito dal metodo cognitivo e anche da Serenissima Ristorazione è quello di scrivere tutti i giorni su un post-it i pensieri sabotanti e come si ha intenzione di superarli, insieme alle ragioni che motivano a seguire la dieta e ai traguardi raggiunti fino a quel momento.

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Aziende

Stefano Donnarumma: Terna tra i dieci titoli di imprese per la sostenibilità selezionati da Equita

23 Lug , 2020  

Stefano Donnarumma: Terna tra i dieci titoli di imprese per la sostenibilità selezionati da Equita 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Equita riconosce l’impegno di Terna sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione. In una recente ricerca, la principale investment bank indipendente ha selezionato un “portafoglio di 10 titoli di imprese italiane per la sostenibilità” includendo tra questi anche quello del gruppo attualmente guidato da Stefano Donnarumma: l’analisi ha preso in considerazione le aziende quotate a Piazza Affari che , in virtù di una maggiore attenzione ad ambiente, ai rapporti con dipendenti e territorio e trasparenza nei confronti del mercato, possono contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. “Integrando questa prospettiva di sostenibilità con la nostra analisi fondamentale“, come si legge nel documento, è stato definito un elenco che include anche Terna per “esposizione al Green Deal europeo, economia circolare e rinnovabili“.
Secondo quanto emerge inoltre dallo studio, la pandemia “non ha ridotto ma ha accentuato i motivi di interesse per l’investimento responsabile” favorendo le aziende che hanno puntato su green economy e sostenibilità, ma anche su una maggiore attenzione ai dipendenti e trasparenza verso il mercato. Meno rischi, rendimenti maggiori. E in futuro, secondo gli analisti di Equita, le principali aree di investimento saranno legate sempre più allo sviluppo di infrastrutture green, a soluzioni per una mobilità alternativa, all’economia circolare e all’efficienza energetica.
Con il Piano 2020-2024 Terna si proietta in questo scenario accelerando gli investimenti sul fronte della sostenibilità e della transizione energetica, in linea con il Green New Deal. Con la guida di Stefano Donnarumma, dallo scorso maggio Amministratore Delegato e Direttore Generale, il gruppo punta ad accompagnare il Paese in questa fase di ripresa, supportandone significativamente il rilancio. La crescita sostenibile è la direzione da continuare a perseguire.

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Aziende

Cdp – UniCredit, Fabrizio Palermo: “1 miliardo a supporto delle PMI”

23 Lug , 2020  

Cdp – UniCredit, Fabrizio Palermo: “1 miliardo a supporto delle PMI” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Turismo, beni di consumo e meccanica: sono i settori interessati dal nuovo protocollo nato tra Cassa Depositi e Prestiti e UniCredit. “L’intesa firmata – ha dichiarato Fabrizio Palermo, AD di Cdp – rappresenta una tappa importante ed una conferma ulteriore dell’impegno da parte del Gruppo per il sostegno al tessuto produttivo del Paese“. Attraverso un prestito obbligazionario senior unsecured, le due realtà hanno sottoscritto un finanziamento pari a un miliardo di euro per supportare le Piccole e Medie Imprese e le Mid-Cap italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno, che attualmente sono in sofferenza a causa degli effetti della pandemia. Le aziende potranno chiedere un massimo di 20 milioni di euro, da restituire entro una scadenza non inferiore ai due anni: un allungamento che rientra negli obiettivi del Piano Industriale 2019-2021 di Cdp riguardanti il sostegno al territorio. L’accordo tuttavia si estende anche in altri ambiti. Da un lato lo sviluppo di “basket bond” emessi direttamente da PMI e Mid-Cap, che vedrebbero UniCredit e Cdp come investitori principali: operazioni di cartolarizzazione di mini-bond con il vantaggio di possedere una forte potenzialità d’attrazione per ulteriori investitori privati. Inoltre, l’intesa si rivolgerà anche a settori come ricerca, ambiente, energia, innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso operazioni dirette di co-finanziamento. “Grazie alla collaborazione con UniCredit possiamo facilitare l’accesso al credito delle aziende italiane, che nel contesto di crisi derivante dall’emergenza Covid-19 hanno necessità di un rilancio di produttività e competitività anche oltre i confini nazionali. Inoltre – conclude Fabrizio Palermo – attraverso il ricorso a strumenti di finanza innovativa, potremo far affluire ingenti risorse alle piccole e medie imprese, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno, per attivare un processo virtuoso di crescita e sviluppo“.

Società

Alessandro Benetton: per Carlo Calenda la sua è una storia di successo

17 Lug , 2020  

Alessandro Benetton: per Carlo Calenda la sua è una storia di successo 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Alessandro Benetton ha fondato 21 Investimenti (oggi 21 Invest) nel 1992. Di recente, Carlo Calenda si è espresso positivamente sul suo operato e sui risultati della società di private equity, complimentandosi in un’intervista pubblicata su “Il Mattino di Padova”.

Alessandro Benetton: il giudizio positivo di Carlo Calenda

“Conosco Alessandro Benetton, che ha una storia di successo con 21 Invest: ha aiutato molte aziende a crescere”. Si esprime così Carlo Calenda, eurodeputato e leader di Azione, in un articolo datato 16 luglio 2020 pubblicato su “Il Mattino di Padova”. Parlando delle recenti questioni legate ad Autostrade, il dirigente e politico ha espresso la sua stima per la figura professionale dell’imprenditore, riconoscendo il suo successo nel settore del Private Equity. Alessandro Benetton ha fondato 21 Investimenti (oggi 21 Invest) nel 1992 ed è attualmente considerato un pioniere nel mercato italiano del Private Equity. La realtà è oggi tra gli attori più importanti nel suo settore in Italia e annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le operazioni di successo va menzionata, ad esempio, l’acquisizione di Forno d’Asolo, società che in un triennio ha quasi duplicato il proprio fatturato.

Alessandro Benetton: excursus sulla carriera professionale

Originario di Treviso, classe 1964, Alessandro Benetton si laurea in Business Administration presso l’Università di Boston. Quattro anni dopo consegue il Master in Business Administration frequentando la Harvard Business School. Inizia la sua carriera a Londra, lavorando tra il 1988 e il 1989 in Goldman Sachs International. Si occupa di M&A ed Equity Offering all’interno del dipartimento di Global Finance. Nel 1988 viene nominato Presidente di Benetton Formula, che guiderà per dieci anni ottenendo eccellenti risultati. A 28 anni, nel 1992, Alessandro Benetton avvia il proprio business dando vita a 21 Investimenti S.p.A. (oggi 21 Invest). Nel 2017 è stato chiamato a guidare Fondazione Cortina 2021 nel ruolo di Presidente. Oltre al titolo di Cavaliere del Lavoro, Alessandro Benetton ha ricevuto altri riconoscimenti per la sua carriera. Ha vinto il Premio EY Imprenditore dell’Anno nel 2011, il Premio Vittorio De Sica nel 2014, il Premio America della Fondazione USA nel 2016. Nel 2008 si è aggiudicato il riconoscimento “Imprenditori per l’Italia nel mondo” dal Centro di Ricerca Imprenditorialità e Imprenditori dell’Università Bocconi.

Cultura

Federico Motta Editore: il termine “spillover” e le origini della microbiologia

3 Lug , 2020  

Federico Motta Editore: il termine “spillover” e le origini della microbiologia 5.00/5 (100.00%) 1 vote

“Spillover” o salto di specie: negli ultimi mesi abbiamo preso familiarità con questo termine, che indica la capacità di un virus di passare da una specie all’altra. Questa è una delle numerose scoperte fatte dai microbiologi durante il Novecento: all’argomento così d’attualità Federico Motta Editore ha dedicato una notizia sulle pagine online del sito ufficiale, facendo riferimento ai saggi di Gilberto Corbellini pubblicati su “L’Età Moderna“.
Il verbo “to spill over” significa letteralmente “riversare”: il termine fa riferimento al salto interspecifico, vale a dire al momento in cui un virus diventa in grado di “saltare” da una specie animale all’altra. Il passaggio avviene attraverso uno scambio di DNA: se individui di diverse specie vengono a stretto contatto, il virus può modificare il proprio patrimonio genetico per riuscire così a infettare nuove specie. È questa l’origine del Covid-19 e di tantissimi altri virus come il morbillo e il vaiolo, che erano soliti infettare i bovini.
Per studiare tale fenomeno esiste la microbiologia, una scienza relativamente giovane. Corbellini, nel saggio “Microbiologia, virologia, parassitologia e prioni” pubblicato da Federico Motta Editore su “L’Età Moderna“, ricorda che questo tipo di studi sui batteri iniziarono nel Seicento, per poi evolversi nel 1931 con l’invenzione del microscopio elettronico e negli anni ’80 con il microscopio a effetto tunnel.

Per maggiori informazioni:
http://www.mottaeditore.it/2020/05/spillover-e-conquiste-della-microbiologia-del-novecento/

Arte

La Banda dei FuoriClasse, il programma Rai con i contenuti formativi digitali di FME Education

19 Giu , 2020  

La Banda dei FuoriClasse, il programma Rai con i contenuti formativi digitali di FME Education 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Ha accompagnato le mattine di bambini e ragazzi durante i mesi di didattica a distanza, tra lezioni, video e quiz divertenti: è La Banda dei FuoriClasse, il programma andato in onda su Rai Gulp dal 20 aprile al 10 giugno, dedicato alla formazione dei ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado. Condotto da Mario Acampa, tra gli autori insieme a Federico Taddia, Toni Mazzara e Giovanna Carboni, e trasmesso dal lunedì al venerdì alle 9:15, al programma ha collaborato anche FME Education, Editore italiano specializzato nella realizzazione di contenuti per la didattica digitale. Il format de La Banda dei FuoriClasse, infatti, includeva una grande collezione di video lezioni presenti nell’ambiente didattico modulare per la scuola e la famiglia, che la Casa Editrice ha messo a disposizione degli autori del programma.
Durante i mesi in cui il Covid-19 ha provocato la chiusura degli istituti scolastici, il programma trasmesso su Rai Gulp ha consentito a bambini e ragazzi di proseguire lo studio anche a casa, curandone la didattica, e ha dato la possibilità agli studenti di sentirsi parte di un gruppo, la banda per l’appunto, all’interno del quale confrontarsi, rimanere uniti e imparare divertendosi. Attraverso un format allegro e divertente, La Banda dei FuoriClasse ha proposto tutte le materie curriculari della scuola dell’obbligo in linea con le più recenti indicazioni del Ministero dell’Istruzione, e grazie ai materiali della piattaforma di FME Education gli studenti hanno potuto proseguire la propria formazione da casa. La proposta è nata in seguito alla grande necessità di insegnamento a distanza scaturita dall’emergenza sanitaria che ha caratterizzato gli scorsi mesi: non tutte le scuole e non tutte le famiglie, hanno infatti potuto attrezzarsi allo stesso modo ed è proprio per questo che il programma Rai ha cercato di venire incontro alle esigenze di formazione dei più giovani, proponendo video lezioni, spiegazioni, giochi, lavoretti e molto altro, all’insegna del divertimento. Forte della sua lunga esperienza nel mondo della didattica digitale, il contributo di FME Education ha permesso di ampliare le risorse a disposizione del programma Rai La Banda dei FuoriClasse. L’Editore digitale è attivo dal 2013 nel campo della progettazione e realizzazione di contenuti formativi digitali che permettono ai più giovani di “Imparare divertendosi a casa e a scuola”.

Professionisti

Vittorio Massone: Cybersecurity e Covid

19 Giu , 2020  

Vittorio Massone: Cybersecurity e Covid 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L’approfondimento di Vittorio Massone, manager con un’esperienza consolidata in ambito internazionale nel settore delle Telecomunicazioni, dei Media/Entertainment, del digitale, dei servizi industriali, del Government e dell’Automotive, sulla cybersecurity nei mesi della pandemia

Da qualche anno si parla molto di cybersecurity ed ancora di più in questi ultimi mesi di emergenza. La destabilizzazione creata dal virus e soprattutto il diffusissimo lavoro da casa (smart o meno) hanno creato le condizioni ideali per i cyber criminali per aumentare gli attacchi. Basta un solo loophole, un solo punto debole, e questo può anche essere remoto, non necessariamente centrale al sistema. Inoltre, la rapidissima evoluzione dell’artificial intelligence ha aumentato a dismisura la potenza di fuoco degli attaccanti – Google sta bloccando qualcosa come 18 milioni di mail “maliziose” al giorno, soprattutto di “phishing” e più dei due terzi di queste sono generate da macchine (bot, trolls, etc.) e non da persone. Questo vuole anche dire che gli attacchi sono random, indiscriminati, per cui nessuno può sentirsi al sicuro.

Il fenomeno più devastante è quello del ransomware, ove i criminali inducono con l’inganno a far scaricare un software maligno (“malware”) che fa una encryption dei dati aziendali. Dopodiché minacciano di bloccare tutto a meno che non venga pagato un riscatto (“ransomware”) entro un certo numero di ore in cambio della chiave di decriptazione. Ovviamente pagamenti in cryptocurrencies. Nella versione più recente di questo crimine, i dati prima di venire criptati vengono copiati altrove, in modo che anche se l’azienda ha dei sistemi di back up perfettamente funzionanti (e quindi può più o meno facilmente switchare sul back up ed evitare il blocco aziendale), deve comunque pagare per non vedere i dati propri e dei propri clienti venduti sul mercato, con danni reputazionali, sanzioni e rischi di class actions enormi. Per finire, spesso viene comunque venduta sul mercato nero la chiave ed il percorso di accesso che i criminali hanno utilizzato per il “breach”, ad uso e consumo di altri gruppi criminali.

Tale è la portata del fenomeno e la gravità dei potenziali danni, che la cybersecurity è diventata un tema chiave per i CEO e i Board. Questo crea il primo tipo di problema, cioè una mancanza di competenze e di “readiness” di molte aziende, laddove le decisioni chiave vengono prese. I consulenti di riferimento della “C-suite” si stanno attrezzando, ma non sono ancora interlocutori credibili su questi temi. Il panorama è ovviamente molto diverso da azienda ad azienda e da settore a settore, essendo alcune aziende ed alcuni settori ormai molto più preparati della media nel difendersi da questi attacchi. Il secondo problema è legato alla ricerca di soluzioni con puri strumenti tecnologici. Ovviamente la tecnologia è fondamentale, ma è soltanto con un approccio coerente agli aspetti di Persone, Processi e Tecnologia che si può affrontare il problema.

L’aspetto umano è spesso quello più trascurato: il dipendente che clicca sull’attachment che scarica il malware, e che magari poi per paura o per ignoranza non dà l’allarme alle strutture competenti; il dipendente dell’amministrazione che riceve una mail dall’Amministratore Delegato (in verità un falso ma sofisticato messaggio generato attraverso AI) e che bypassando tutte le procedure ed autorizzazioni procede a effettuare un pagamento ad un fornitore chissà dove, in realtà un criminale. Questi fenomeni hanno poco a che vedere con la tecnologia e molto con aspetti di cultura aziendale, di awareness. Ultimamente, questi approcci “umani” si sono sofisticati, con persone reali che sotto le mentite spoglie di un Tech Support di un fornitore o di una banca, creano un rapporto di fiducia con il nostro funzionario, inducendolo nell’arco di magari settimane a cambiare parametri, dare informazioni chiave, di fatto lasciare inconsapevolmente aperta la porta ai malfattori. Questo tra l’altro richiama la necessità che anche I nostri fornitori di prodotti e servizi siano adeguatamente protetti, altrimenti il punto debole sfruttato per un attacco potrebbero essere proprio loro. Nonostante si adottino sempre più sistemi di supply chain integrate, non è di frequente che si vede un cliente effettuare un audit – o anche solo un survey – sui propri fornitori.

Con l’AI usato per i “deep fake”, questo incrocio di comportamento umano – processi sarà ancora più importante: è già ora possibile ricreare sinteticamente in maniera molto credibile la voce di un Amministratore Delegato o di un CFO – a breve anche l’immagine, con AR/VR – che dà istruzioni ad un funzionario di effettuare certe operazioni.

Ovviamente gli aspetti tecnologici sono comunque fondamentali, a partire dall’architettura stessa dei sistemi informativi, la configurazione delle connessioni remote, la robustezza dei sistemi di identificazione e accesso, i sistemi di malware detection e di intrusione, sistemi di analisi e testing costante dei possibili failure points. Fondamentale qui è l’analisi del “cyber security debt”, come sotto insieme del technological debt, cioè di interventi già identificati e considerati necessari ma che per motivi di allocazione di risorse e budget vengono scadenzati nel tempo. Vi sono qui due considerazioni chiave: 1) la prioritizzazione degli interventi va fatta in base al rischio e al potenziale danno. Non si può difendere tutto, importante quindi una scelta consapevole – basata su parametri di business, non tecnologici – di cosa è più sensibile. 2) una allocazione di risorse e budget adeguati ai rischi. Potrebbero dimostrarsi gli investimenti a più alto ROI mai fatti in azienda. Questo tema va doppiamente menzionato in questo periodo di crisi economica e finanziaria in quanto sarà tentazione comune a molte aziende, soprattutto di medie dimensioni ma non solo, di rinviare questo tipo di “costi” di IT, che ricadono di fatto tra le spese “discrezionali”.

La consapevolezza qui è che il problema non potrà mai essere risolto al 100%, ma che bisogna costantemente studiare, imparare e migliorare per poter stare un passo avanti (o almeno non troppi passi indietro) rispetto ai criminali. Non aiuta, da questo punto di vista, che le aziende comprensibilmente non siano molto disponibili a fare “information sharing” quando vengono attaccate, e condividere una analisi post-mortem di cosa è andato storto e come rimediare. La stessa collaborazione internazionale tra governi non è così funzionante come in altri campi, cosa che è ovviamente fondamentale in quanto queste organizzazioni criminali sono spesso basate fuori dai confini nazionali ed europei.