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Vaccini Covid, Mario Melazzini a Superquark: “Estremamente sicuri, rarissimi i casi di reazioni allergiche”

12 Ago , 2021  

I nuovi vaccini a RNA messaggero utilizzati contro il SARS-CoV-2 si basano su una tecnologia finora mai utilizzata dall’uomo. Un risultato raggiunto dalla comunità scientifica mondiale in meno di un anno che non ha eguali nella storia. La loro produzione richiede un grande sforzo tecnico: meno complessa invece è la “ricetta”. Lo ha spiegato ai microfoni di “Superquark” il Professor Mario Melazzini, Amministratore Delegato degli Istituti Clinici Maugeri: “Nei vaccini come quelli prodotti da Pfizer e Moderna, l’elemento chiave ed essenziale sono queste molecole di RNA messaggero che sono racchiuse in un contesto specifico di micro-sferette di grassi (liposomi), alcuni artificiali, ed eccipienti particolari che servono a stabilizzare il prodotto”.
Una volta iniettato, i liposomi liberano l’mRNA contenente le informazioni per produrre la famosa proteina Spike, utilizzata dal Covid per entrare nell’organismo umano e riprodursi. Trattandosi solo della parte innocua del virus, come ha evidenziato il Professor Mario Melazzini, la persona non si ammalerà ma il sistema immunitario imparerà a produrre anticorpi in grado di prevenire un’eventuale infezione: “Ci sono stati segnalati rarissimi, e sottolineo rarissimi, casi di reazione allergiche, soprattutto per la presenza di grassi artificiali. Nonostante questo, il prodotto è estremamente sicuro e valutato al 100% per quanto riguarda la qualità, la sicurezza e l’efficacia”.
Invece per quanto riguarda Astrazeneca e Johnson&Johnson l’informazione genetica per la Spike è in forma di DNA ed è contenuta in un virus modificato in maniera da non causare danni. “Oltre al suo principio attivo un vaccino a vettore virale contiene aminoacidi, sostanze come zuccheri o l’etanolo. Ci sono poi i polisorbati, emulsionanti che facilitano l’iniettabilità del farmaco stesso” ha infine precisato l’AD di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini nel servizio di “Superquark”.

Per maggiori informazioni: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6831594021320818688

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Andrea Prencipe (Luiss): “Cambiamento sempre più rapido, vecchie categorie saranno inutilizzabili”

6 Ago , 2021  

Andrea Prencipe

La pandemia è stata una delle sfide più complesse che i Paesi hanno dovuto affrontare nel corso di questo secolo. Sfide che nel futuro colpiranno in maniera sempre più veloce e che necessiteranno di un “cambio di passo verso una collaborazione tra istituzioni, mondo produttivo e lavoro ancora più virtuosa”. È quanto dichiarato da Andrea Prencipe a “90 minuti con”, format a cura di Confindustria Chieti Pescara. Durante il webinar, dedicato al rilancio della regione Abruzzo, il Rettore dell’Università Luiss Guido Carli si è soffermato sul ruolo dell’internazionalizzazione e della digitalizzazione, in particolare su società e formazione. Nella parte iniziale del suo intervento il Rettore della Luiss ha analizzato gli effetti dell’emergenza sanitaria: “Il Covid è stato visto prima come crisi sanitaria, poi militare, poi sociale, poi economica – ha spiegato – È un combinato in realtà di tutte queste caratteristiche, e ci fa comprendere il tipo di complessità che dobbiamo imparare a gestire. Il cambiamento – ha aggiunto – ha una dimensione di rapidità sempre più importante e porta a mutazioni rapide del nostro modo di vivere”. Mutazioni che dovranno essere comprese in modo da fornire gli strumenti adatti per i processi decisionali. Ed è qui che interviene l’accademia, che “riflette e prova a comprendere”. Uno degli esempi più lampanti di questo nuovo corso si può osservare nella formazione, oggi diventata continua, e nel fenomeno sempre più acuto dell’obsolescenza dei saperi: “I giovani di oggi dovranno studiare in maniera sistematica anche durante il periodo lavorativo, differentemente da quanto avvenuto in passato. Il mondo dell’istruzione è chiamato quindi a interrogarsi non solo su cosa ma anche su come insegnare. E quale sia il rapporto tra insegnamento e ricerca. Il paradigma della didattica, e anche delle interazioni tra università e imprese, dovrà cambiare”. Allo stesso tempo imprese e territori dovranno puntare sul digitale, sulle infrastrutture e soprattutto sulla sostenibilità, non solo a livello ecologico, ma anche socio-economico e individuale del termine: “Abbiamo bisogno di fare massa critica e dobbiamo ripensare al ruolo delle nostre città – conclude Andrea Prencipe – Nessuno resterà ad aspettare noi, dobbiamo bruciare i tempi e pensare in maniera poliedrica a come realizzare i nostri progetti”.

Per maggiori informazioni:
https://www.ilcentro.it/pescara/prencipe-un-piano-per-rilanciare-le-imprese-1.2668634

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Francesco Milleri: semestre in crescita per EssilorLuxottica e carbon neutrality entro il 2025

5 Ago , 2021  

Francesco Milleri

Nonostante le sfide della pandemia ancora in corso, EssilorLuxottica nei primi sei mesi dell’anno ha registrato “ancora una volta dei solidi risultati”. Lo hanno sottolineato l’Amministratore Delegato Francesco Milleri e il Vice AD Paul du Saillant: “Quello che stiamo raccogliendo è il frutto della continua attenzione a prodotti e marchi di qualità, di una supply chain efficiente e di una comunità globale di persone coinvolte e motivate, tutti elementi che ci hanno aiutato a raggiungere questi traguardi”.
EssilorLuxottica ha chiuso il primo semestre del 2021 con un fatturato in crescita del 5,7% a 8,768 miliardi di euro: solo nel secondo trimestre è stato pari a 4,709 miliardi, +9,2% rispetto al secondo trimestre del 2019 a cambi costanti. In crescita anche l’utile operativo del 35% rispetto al 2019 a cambi costanti mentre si può parlare di record per la generazione di cassa, a 1,2 miliardi.
“Nel secondo trimestre abbiamo scritto alcune pagine importanti della storia di EssilorLuxottica; abbiamo definito la nostra governance e costruito una Società unica, continuando ad espandere la nostra presenza retail in Europa grazie al completamento dell’acquisizione di GrandVision”: non a caso nel periodo aprile-giugno l’e-commerce è cresciuto del 66% a cambi costanti nel trimestre, raggiungendo il 9% del fatturato totale, con una performance sostanzialmente costante per tutto il semestre. Il Nord America è l’area geografica con la migliore performance (+16,4%), positive EMEA e America Latina.
“Il nuovo outlook per l’intero anno rappresenta un miglioramento dei target presentati con i risultati del primo trimestre che indicavano fatturato e margine operativo adjusted almeno sui livelli del 2019 a cambi costanti”, ha specificato l’AD Francesco Milleri nel corso della conference call con gli analisti ricordando che i vertici hanno rivisto al rialzo le prospettive per fine anno alla luce del miglioramento delle attività di business in molte aree del mondo. E guardando al futuro “siamo orgogliosi di condividere la nostra nuova roadmap per la Sostenibilità, “Eyes on the Planet”, costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica”.
Parole seguite da una importante comunicazione: “Come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023”. Perché, come ha evidenziato l’AD Francesco Milleri unitamente al Vice AD di EssilorLuxottica, “fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani”.

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Massimo Malvestio: quel monopolio che non c’è più, “Venezie Post” ripropone l’editoriale del 2012

28 Lug , 2021  

Massimo Malvestio

È la fine del monopolio per l’erogazione dei servizi pubblici? Se lo chiedeva nel marzo 2012 Massimo Malvestio in un editoriale scritto per “Nordesteuropa”. L’avvocato rifletteva sulla “lunga consuetudine” che “ci ha abituato a servizi, pubblici erogati in regime di monopolio”: così è stato “per acqua, luce, telefono, gas, smaltimento dei rifiuti urbani, autoservizi pubblici, aeroporti, in molte situazioni il monopolio pareva la naturale conseguenza del fatto che il gestore era un ente pubblico, il più delle volte un Comune, direttamente o attraverso una società controllata”. Anni in cui “era del tutto ovvio che la gestione pubblica e monopolistica fosse strumentale alla tutela dei cittadini-utenti: l’impresa pubblica doveva conseguire, di regola, il pareggio di bilancio e non certo un profitto, infatti, lo scopo doveva essere quello di erogare il servizio ai cittadini alle migliori condizioni economiche possibili”. Poi “sotto la spinta della disciplina comunitaria, la situazione è andata rapidamente cambiando”: si è deciso “che anche i servizi pubblici locali, al pari di qualsiasi altro settore economico, dovevano essere aperti alla concorrenza” e alle Authority e agli enti locali è stato affidato il ruolo di garanti e di regolatori della concorrenza. “L’attività di impresa, da gestire in regime di concorrenza, dovrebbe uscire dalla sfera degli interessi degli enti locali” ma come rilevava nell’editoriale Massimo Malvestio “è innegabile che nella quasi totalità dei casi, gli enti locali gestori dei servizi si siano avvalsi di tutte le opportunità che la legge offriva per poter protrarre nel tempo, seppure con qualche correttivo, la durata delle gestioni in corso e per ritardare l’avvio delle gare”: scelte che in qualche caso “sono parse obbligate a non voler disperdere patrimoni di professionalità che si erano accumulati nel tempo”. In Veneto “Verona, Padova, Vicenza, Venezia hanno tutte dato vita alle società per azioni per raccogliere l’eredità delle precedenti gestioni condotte attraverso le aziende municipalizzate”: l’unica a sfuggire a questa regola è stata Treviso. “Nessuno dei Comuni veneti ha collocato, a quel tempo, tra il pubblico le azioni delle proprie partecipate e oggi le valutazioni di borsa per questo tipo di titoli sono assai meno generose”. E si arriva così al 2012: “Oggi i principali comuni del Veneto si trovano a gestire acqua, gas, luce attraverso le proprie partecipate che sono società dotate di patrimoni importanti, redditizie e, spesso, anche ben gestite. La redditività di queste società è, tuttavia, generata, per la gran parte, da quel patrimonio di cittadini utenti che sono l’eredità dei passati monopoli”. Una situazione che, come osservava Massimo Malvestio, “con l’inevitabile apertura al mercato andrà inesorabilmente modificandosi con la conseguenza che le valutazioni di queste società, con il passare del tempo, paiono destinate ad incorporare gli effetti che la fine del monopolio comporterà sulla loro redditività”. In Veneto, non essendo ancora delineato un disegno complessivo che valga a far comprendere quale potrà essere il futuro di queste società in un mercato liberalizzato, ogni Comune si è trovato a dover decidere per sé “ma non è detto che questo sia il modo migliore per valorizzare le partecipazioni in queste società che rappresentano per molti Comuni una importantissima possibilità per reperire nuove risorse finanziarie”. D’altra parte i cittadini-utenti vanno ponendo sempre più attenzione al costo dei servizi e il fatto di beneficiare una società controllata dal proprio Comune di appartenenza potrebbe essere una motivazione non più sufficiente per accettare di pagare per lo stesso servizio un prezzo più alto che in altri Comuni. In merito Massimo Malvestio cita “gli importanti aumenti del costo dell’acqua” che in quei giorni stavano per essere applicati in molti Comuni e che “potrebbero dare l’avvio al dibattito” su quanto sia legittimo un profitto che ha origine da un monopolio: “È forse arrivato il momento in cui i comuni debbono prendere atto che sta per finire l’epoca della gestione diretta dei servizi e che si sta avviando un’era nuova in cui il comune può e deve essere soltanto ente di regolazione e di controllo del mercato nell’interesse esclusivo dei propri cittadini”.

Per maggiori informazioni:

https://www.veneziepost.it/massimo-malvestio-malta-quel-monopolio-che-non-ce-piu/

Società

APA Milan: il Presidente Auro Palomba incontra Ivan Gazidis, Amministratore Delegato dei rossoneri

8 Lug , 2021  

Auro Palomba APA Milan

Nata nel 2019 dall’Associazione Milanisti 1899, l’Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan è il secondo azionista della società sportiva. L’obiettivo è favorire la partecipazione dei tifosi alle dinamiche societarie grazie all’azionariato diffuso. Per la prima volta dalla sua costituzione, l’associazione presieduta da Auro Palomba ha partecipato ad un incontro con la dirigenza rossonera. Lo scorso 2 luglio una delegazione dell’APA, composta dal Presidente e da 25 Piccoli Azionisti, ha infatti incontrato Ivan Gazidis, Amministratore Delegato della società. “Un’occasione importante di confronto – si legge nel comunicato stampa dell’evento – che segna un altro passo significativo nella costruzione di un produttivo rapporto tra la Società e i Piccoli Azionisti”. Tra gli obiettivi di APA quello di vigilare costantemente sulla gestione societaria e sportiva della squadra, discutendone le politiche di sviluppo e le scelte in materia economica. Oltre al Presidente Auro Palomba, sono 50 i soci che oggi compongono l’Associazione: tra questi anche Marco Patuano e Massimo Ferrari (che siedono in cda del Milan), Maurizio Tamagnini, Sergio Iasi, Marco Sesana, Roberto Italia e molti altri.

Auro Palomba incontra Ivan Gazidis

Professionisti

Stefano De Capitani a “Formiche.net”: il commento del Presidente di Municipia S.p.A. sul Pnrr

2 Lug , 2021  

Stefano De Capitani

Transizione digitale ed ecologica, rivoluzione green, digitalizzazione dei Comuni e della Pubblica Amministrazione: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è “una partita da giocare come se fosse la finale degli europei di calcio, con le migliore risorse in campo e facendo squadra”. Lo ha sottolineato il Presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani, intervistato lo scorso 24 giugno da “Formiche.net”: “Le città sono il cuore della ripresa nazionale sostenibile e inclusiva, stimolata anche dall’impatto che la pandemia Covid-19 ha avuto sulla società e l’economia. Adesso quindi è il momento di passare dalle parole ai fatti rendendo concreto il cambiamento”.
In quest’ottica il Pnrr rappresenta una grande opportunità: “Il problema fondamentale sarà spendere bene i fondi, snellendo i processi per evitare ritardi nell’esecuzione e duplicazioni di progetti a livello locale. Ecco perché è fondamentale anche avere delle figure di riferimento adeguate nell’ambito della digitalizzazione”. E i Comuni, che ricoprono un ruolo-chiave, non sono soli come ha ricordato nell’intervista il Presidente Stefano De Capitani parlando dell’importanza del partenariato pubblico-privato “che consente alle amministrazioni di limitare l’impatto sulla spesa pubblica senza assunzioni di rischi finanziari, considerato che sono a carico del privato, e di ridurre i tempi di realizzazione del progetto ottenendo anche una maggiore efficienza gestionale”.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve quindi “saper dare risposte concrete nell’immediato e al tempo stesso riuscire a guardare lontano, al di là dei prossimi cinque anni, gettando quindi le basi per un futuro diverso e migliore”. Tuttavia secondo il Presidente di Municipia S.p.A. servirebbe un maggior impegno sul tema delle piattaforme digitali “di cui finora si è discusso solo indirettamente”: soprattutto negli ultimi due anni “ci siamo resi conto di quanto siano necessarie l’interoperabilità tra sistemi informativi e l’integrazione di dati in tempo reale, favorendo la collaborazione e la comunicazione tra Enti, nel rispetto delle normative”.
Nella sanità così come per la mobilità, nella gestione dei rifiuti o per i servizi sociali è stato comprovato come l’utilizzo intelligente delle piattaforme permetta di progettare misure di intervento costruite su vere e non presunte platee di beneficiari: si tratta quindi di “un tema che va affrontato con strumenti giusti e tempi rapidi perché, come dimostrano gli ultimi dati Istat, la pandemia ha portato un aumento della povertà assoluta nel nostro Paese con più di 2 milioni di famiglie coinvolte. E dietro questi numeri ci sono persone”. In questo quadro Municipia S.p.A., leader in progetti per smart city e trasformazione digitale delle città di ogni dimensione, è in prima linea come partner strategico dei Comuni. “La leva dei co-investimenti privati va sfruttata e, grazie al Pnrr, questa diventa una opportunità per mettere a fattore comune le esigenze dei territori, progettando soluzioni integrate tra loro”, ha spiegato il Presidente Stefano De Capitani: “È questa la strada giusta per attrarre gli investimenti che finanziano lo sviluppo sostenibile energetico, ambientale, sociale del nostro Paese”.

Per avere maggiori informazioni:
https://formiche.net/2021/06/pnrr-municipia-digitalizzazione-transizione-digitale/

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Aziende

SACE – C2FO, nuova partnership per sviluppare la crescita all’estero delle PMI italiane

1 Lug , 2021  

SACE

L’export rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia italiana: oggi, in un contesto di rilancio post pandemia, il suo ruolo è diventato ancora più centrale. Promuovere il Made in Italy nel mondo vuol dire permettere alle imprese di affrontare le sfide future. Lo sa bene SACE, che ha recentemente dato il via ad una nuova collaborazione con C2FO (Collaborative Cash Flow Optimization). Il Gruppo e la più grande piattaforma al mondo per il capitale circolante lavoreranno insieme per promuovere e supportare la crescita delle PMI italiane sui mercati internazionali. Come provider tecnologico, C2FO supporterà SACE nell’identificazione dei potenziali player globali e nell’incontro tra questi e le filiere italiane di riferimento. Una partnership che consentirà, anche negli anni a venire, una sempre maggiore efficienza degli strumenti messi a disposizione dal Gruppo italiano attivo nell’export credit. Alexander Kemper, CEO di C2FO, si è detto onorato della collaborazione: “La nostra mission si concretizza nel fornire a tutte le aziende nel mondo il capitale necessario per crescere – ha dichiarato – La crescente rete di imprese che utilizzano la nostra piattaforma online non può che beneficiare del know-how di SACE”. Soddisfazione espressa anche da Pierfrancesco Latini: “C2FO rappresenta un partner strategico su cui contare – ha detto l’Amministratore Delegato di SACE – per promuovere la crescita del Made in Italy nel mondo raggiungendo anche mercati emergenti ad alto potenziale in cui la nostra presenza e la nostra azione possono fare la differenza”.

Per maggiori informazioni:
https://finanza.lastampa.it/News/2021/06/22/internazionalizzazione-pmi-al-via-collaborazione-sace-c2fo/NTNfMjAyMS0wNi0yMl9UTEI

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Aziende

Serenissima Ristorazione attesta pubblicamente la sua attenzione alla sostenibilità attraverso la certificazione EMAS

30 Giu , 2021  

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione ha recentemente comprovato il suo impegno in ambito sostenibile grazie alla registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS). Si tratta di un metodo di tipo volontario ideato in seno all’Unione Europea e destinato ad un pubblico composto da organizzazioni (imprese, enti pubblici, ecc.) allo scopo di valutare e ottimizzare la propria impronta sull’ecosistema naturale, portando alla conoscenza di clienti e altri attori interessati novità in materia della propria gestione ambientale. L’obiettivo principale dell’EMAS è il supporto nella implementazione di una crescita economica che comprenda al proprio interno anche tematiche come la sostenibilità, ponendo la questione della centralità e delle responsabilità delle aziende. In aggiunta a questo, EMAS apporta migliorie a livello di misurazione delle performance ambientali da parte delle imprese attraverso l’impiego di un codice organizzativo e la rendicontazione di una sorta di “dichiarazione” di sostenibilità. Più precisamente, il sistema di gestione ambientale si basa sul regolamento UNI EN ISO 14001. Inoltre, la collaborazione aperta con gli interessati fa sì che le aziende rendano visibile, aggiornandola in seguito periodicamente, una Dichiarazione in cui sono specificate informazioni importanti dal punto di vista dell’impatto ambientale. Approfondimenti più dettagliati si possono leggere pubblicamente sul sito di Serenissima Ristorazione, realtà guidata da Mario Putin, sotto la voce “Certificazioni”, dove è anche possibile scaricare il file della dichiarazione ambientale.

Per maggiori informazioni:
https://www.horecanews.it/serenissima-ristorazione-certifica-la-sua-sostenibilita-ambientale/

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Aziende

Riva Acciaio: il contributo all’Economia Circolare attraverso l’utilizzo interno di polimeri e l’utilizzo esterno di scorie nere, scorie bianche e polveri di acciaieria

28 Giu , 2021  

Riva Acciaio

Il settore siderurgico sta sempre più cambiando per adottare una tipologia di produzione che incontri i criteri dell’Economia Circolare. Riva Acciaio, leader nel comparto, è tra le realtà all’avanguardia sotto questo punto di vista, attenta all’evoluzione di un contesto che tiene in grande considerazione la sostenibilità del proprio ciclo produttivo. Esistono due modalità principali per entrare a far parte della cosiddetta Economia Circolare: prendere dall’esterno il rifiuto trasformato in prodotto e inserirlo all’interno del proprio ciclo produttivo con conseguente riduzione di emissione di CO2 (gas ad effetto serra); inviare ad impianti esterni alcune tipologie di rifiuti al fine di trasformali in prodotti e quindi riutilizzabili, evitando l’invio in discarica. Riva Acciaio segue la prima metodologia utilizzando dei polimeri derivati dalla raccolta differenziata dei rifiuti in plastica. Il polimero è un prodotto certificato quale apportatore di Carbonio nei processi siderurgici e metallurgici in sostituzione di prodotti naturali quali il carbone e l’antracite, con conseguente riduzione di emissione di CO2. I polimeri si rivelano vantaggiosi anche perché hanno migliori performance tecniche rispetto alla fonte fossile, sono meno costosi e comportano un minor consumo, permettono la valorizzazione di un materiale di recupero che sarebbe altrimenti destinato allo smaltimento, con conseguenti problematiche in termini ambientali. Recupero e riciclo sono i concetti fondamentali quando si parla di Economia Circolare. Nel processo opposto, dall’interno all’esterno, Riva Acciaio mette a disposizione la scoria nera, prodotta proprio negli stabilimenti siderurgici. Tale materiale, che rappresenta circa il 10% della produzione dell’acciaio, ha caratteristiche ideali per l’utilizzo nella produzione di conglomerati cementizio bituminosi. La scoria nera viene inviata agli impianti idonei che la trasformano e la rendono, anche in questo caso, un prodotto certificato. Il vantaggio è ancora una volta la non dispersione nell’ambiente e la possibilità di utilizzare un materiale uguale e alcune volte anche migliore di quello di origine naturale che va a sostituire. Altri rifiuti prodotti dai cicli produttivi che entrano a far parte dell’Economia Circolare sono le polveri di acciaieria e la scoria bianca. Le polveri di acciaieria contengono elementi che è importante recuperare: zinco, metalli non ferrosi, alogenuri e ferro, che rappresentano l’1 – 2% in peso sull’acciaio prodotto. Prevalentemente le polveri di acciaieria vengono utilizzate per la produzione di CZO e, in questo modo, si evita di disperdere nell’ambiente un rifiuto pericoloso (e che comporta anche costi non indifferenti di smaltimento). Le scorie bianche, invece, rappresentano il 10 – 12% della scoria nera e hanno un alto contenuto di calce. Alcune acciaierie, infatti, stanno provando a rimetterla nei forni in sostituzione della calce proveniente da impianti che trasformano il materiale proveniente dalle cave. La scoria bianca viene quindi utilizzata nella formulazione di cementi, per la stabilizzazione del suolo e più in generale nella produzione di leganti idraulici. All’interno di un’industria come quella metallurgica, sono numerose le possibilità di riutilizzo dei residui di produzione. Proprio per questo, Riva Acciaio ha ampliato la visione della propria filiera produttiva rendendo evidenti le potenzialità e i benefici che possono nascere dalla cooperazione tra più aziende.

Aziende

STMicroelectronics: il focus di Maurizio Tamagnini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza

25 Giu , 2021  

Maurizio Tamagnini

STMicroelectronics è “un’azienda che programma per il medio/lungo periodo e per il lunghissimo periodo. È un gruppo che fattura oltre 10 miliardi di dollari, che occupa in Italia più di 10.000 persone, di cui oltre il 90% laureati o diplomati”. È stato il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini lo scorso 14 giugno a elencare i numeri del Gruppo leader a livello globale nel settore dei semiconduttori: “Un esempio concreto di come in Italia si possa fare azienda grande”.
L’occasione è stata la presentazione dell’accordo di collaborazione quinquennale sottoscritto da STMicroelectronics con il Politecnico di Milano, che prevede la costituzione di un centro di ricerca congiunto sui materiali avanzati per sensori (Steam). Sulla base della prolifica collaborazione tra le due realtà si propone di fornire a professori, ricercatori e dottorandi tutti i mezzi per concepire, disegnare e sviluppare la tecnologia Mems e per far nascere nuovi prodotti Mems (micro-electro-mechanical system): un’opportunità unica in Italia. “Negli ultimi 5 anni STM ha investito quasi 3,5 miliardi di euro nel nostro Paese in ricerca di base e nuovi investimenti in stabilimenti”, ha spiegato in merito Maurizio Tamagnini, inoltre è “il primo depositatore di brevetti in Italia”.
STMicroelectronics dimostra come si possa fare “tecnologia in modo forte, coerente e con una programmazione a lungo termine”. Non a caso di recente lo IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineering) gli ha assegnato un prestigioso riconoscimento: una Milestone per il lavoro rivoluzionario di STM nella tecnologia di processo a semiconduttore con gate di silicio super integrato che riunisce in un unico chip per applicazioni complesse con elevati requisiti di potenza i transistor analogici ad alta precisione di un processo bipolare, i transistor di commutazione digitale ad alte prestazioni di un processo CMOS e i transistor DMOS ad alta potenza (BCD). È “quello che io chiamo il Nobel per la tecnologia”, ha evidenziato Maurizio Tamagnini, osservando inoltre come STM sia riuscita “grazie alla lungimiranza dei Governi italiano e francese a creare le condizioni per il successo dello Stato e del mercato”. Traguardi raggiunti anche grazie all’efficacia della “governance: è un’azienda che è stata costruita con solide fondamenta ed è un esempio per fare aziende europee che possano competere nel mondo”.

Per maggiori informazioni:
https://www.milanofinanza.it/news/stm-accordo-quinquennale-con-il-politecnico-di-milano-per-i-sensori-avanzati-202106141533336816

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Val d’Isarco, Stefano Donnarumma (Terna) incontra il Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher

24 Giu , 2021  

Stefano Donnarumma

Gli importanti progetti sviluppati in territorio altoatesino sono stati al centro di un recente incontro tra l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma e il Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Tenutosi il 17 giugno a Roma, l’incontro è servito a fare il punto sui numerosi percorsi di progettazione partecipata intrapresi da Terna in stretta collaborazione con le istituzioni altoatesine. Iniziative che, tra le altre cose, mirano a garantire una sempre maggiore efficienza nel servizio di trasmissione dell’energia elettrica: questo anche in vista dei XXV Giochi Olimpici Invernali che si terranno in forma congiunta a Milano e Cortina d’Ampezzo dal 6 al 22 febbraio 2026.
“Negli ultimi anni, in sinergia con la Provincia di Bolzano, abbiamo intrapreso con successo percorsi di progettazione partecipata con i territori”, ha evidenziato con soddisfazione l’AD e DG Stefano Donnarumma. Si tratta di progetti, ha aggiunto, “finalizzati ad individuare le migliori soluzioni nel pieno rispetto dell’ambiente”. L’intenzione del Gruppo è ora proseguire lungo il percorso iniziato insieme alle istituzioni locali, così come rimarcato anche dal Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher: “La cooperazione avviata negli ultimi anni per quanto riguarda il riassetto delle linee sta dando ottimi risultati. La volontà comune è quella di proseguire lungo questa strada”.
In particolare, nell’incontro tra l’AD e DG Stefano Donnarumma e il Presidente della Provincia di Bolzano si è discusso sullo stato di avanzamento del grande piano di riassetto della rete ad alta tensione in Val d’Isarco. Il progetto permetterà, nello specifico, un’ampia razionalizzazione delle linee elettriche nell’area interessata, con la demolizione di 260 chilometri di elettrodotti e 900 sostegni elettrici nella zona tra i Comuni di Bolzano, Renon, Chiusa, Barbiano, Ponte Gardena, Bressanone e Fortezza.

Per maggiori informazioni:
https://www.ansa.it/trentino/notizie/2021/06/17/energia-kompatscher-incontra-i-vertici-di-terna_12813f45-d555-415c-902e-fc7c800656f3.html

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Professionisti

Il valore dei dati: il focus di Pompeo Pontone sul ruolo dei “Big Data” oggi

21 Giu , 2021  

La pandemia non ha bloccato gli investimenti nel settore dell’analisi dei dati. È il segnale che emerge da uno studio realizzato dall’Osservatorio Big Data e Business Analytics (Politecnico di Milano), che ha rilevato come una PMI su due ha investito nell’analisi dei dati durante il 2020. Nello specifico, in seguito all’emergenza pandemica, appena l’8% delle aziende ha fermato gli investimenti già programmati. Ma non solo: lo studio sottolinea inoltre come il Covid-19 abbia incrementato la consapevolezza sull’importanza dei “Big Data” nel contesto aziendale, con un 22% di PMI che definiscono ‘positivo’ l’impatto della pandemia nella valorizzazione dei dati.
“L’importanza dell’elaborazione e analisi dei cosiddetti ‘Big Data’ a fini di ottimizzare i processi produttivi aziendali è sempre stata riconosciuta da molto tempo dagli addetti ai lavori”, segnala Pompeo Pontone, Investor e Investment Specialist esperto in Finanza Quantitativa, Derivati Finanziari e applicazione di tecniche di Data Science alle Tecnologie Finanziarie. Intervenuto sul tema, il professionista ha evidenziato come il Machine Learning e l’Intelligenza Artificiale non siano da considerare dei fenomeni recenti, nonostante la crescita registrata nel 2020 e nonostante siano sempre più numerose le aziende in Italia che utilizzano il potenziale dei “Big Data”. “Gli algoritmi alla base dei processi di Machine Learning e Intelligenza Artificiale non sono affatto di nuova invenzione”, segnala in merito l’esperto: al contrario, “di per sé possono essere anche considerati di livello di sofisticazione ‘medio-basso’ da un punto di vista statistico-matematico”. Tuttavia, prosegue Pompeo Pontone nell’intervento, l’evoluzione generata da un “sempre maggior utilizzo delle nuove tecnologie digitali, il consolidamento della ‘digital economy’ e la crescente interazione tra mondo digitale e mondo reale ha incrementato esponenzialmente l’efficacia, l’efficienza e la velocità di raccolta di dati, con conseguenti ovvi benefici nella capacità di analisi degli stessi”.
Ma in che modo, per le aziende, valorizzare l’analisi dei dati e trarne benefici in ottica business? Se da un lato gli investimenti continuano ad apportare un contributo notevole in tal senso, dall’altro rimane centrale la necessità di figure professionali in grado di raccogliere, analizzare e impiegare la quantità e la qualità dei dati. “La figura del ‘Data Scientist’ ha ormai assunto un ruolo centrale nelle aziende”, sottolinea Pompeo Pontone: queste ultime, aggiunge, “non possono più privarsi dell’indispensabile contributo del Dipartimento Analisi Dati, guidato dalla sempre più ricercata figura professionale del Chief Data Officer”.