Arte

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Cinema: nell’hotel ispirato alla settima arte una stanza con Francesca Dellera

2 Lug , 2018  

Francesca Dellera

Cinema: nell’hotel ispirato alla settima arte una stanza con Francesca Dellera 5.00/5 (100.00%) 1 vote

The Hotel Autograph Collection dedica le sue stanze alle scene più sensuali della cinematografia internazionale: l'unica attrice italiana scelta dall'architetto di questo raffinato progetto è Francesca Dellera. Varie fotografie tratte dal film "La Carne" di Marco Ferreri sono riprodotte sulla parete della stanza interamente dedicata al film.

L'hotel del grande cinema: la stanza ispirata a "La Carne" con Francesca Dellera

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Una notte da sogno, avvolti dalle stelle del cinema internazionale. È un'esperienza che solo The Hotel Autograph Collection può regalare ai suoi ospiti. Nelle stanze sono infatti riprodotte alcune delle scene più celebri tratte da film di importanti registi internazionali come: Federico Fellini, Bernardo Bertolucci, David Lynch, Luis Buñuel, Rainer Werner Fassbinder, Peter Greenaway e ovviamente Marco Ferreri, che hanno saputo unire sapientemente dramma e sensualità: Ultimo tango a Parigi, Le relazioni pericolose, Casanova, Quell'oscuro oggetto del desiderio, Querelle solo per citarne alcuni. Nel panorama di star internazionali che adornano le pareti dell'Hotel l'unica attrice italiana scelta dall'architetto di questo raffinato progetto è Francesca Dellera ritratta sul set del film "La Carne" che Marco Ferreri scrisse appositamente per lei definendola "La pelle più bella del cinema italiano", al pari di un'altra bellezza iconica come Michelle Pfeiffer nel film "Le relazioni pericolose" rappresentato in un'altra stanza. In ogni camera la pellicola scelta per rendere l'atmosfera suggestiva è accompagnata da una citazione: "Ho le vertigini, è quasi come se stessi per svenire" è quanto pronuncia l'attore quando vede la bellissima Francesca Dellera e ne rimane estasiato. The Hotel Autograph Collection si trova in Svizzera, circondato da un magnifico paesaggio e con vista sul lago. La progettazione è stata ispirata proprio dalle stelle del cinema che oggi brillano sui soffitti e sulle pareti delle stanze: veri e propri capolavori di ospitalità e design, ogni camera è diversa dall'altra, in quanto dotata di un arredamento realizzato appositamente per richiamare il film a cui è dedicata. Grazie a "La Carne" e a Francesca Dellera, anche l'Italia può ritenersi parte di questo importante e raffinato progetto.

Francesca Dellera: il percorso artistico dell'attrice

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Oggi attrice apprezzata a livello internazionale, Francesca Dellera esordisce nel mondo dello spettacolo come fotomodella: la sua bellezza incanta Maestri della fotografia come Helmut Newton, André Rau, Annie Leibovitz, Dominique Isserman e Michel Comte. Fascino, bellezza e il candore di una pelle meravigliosa le aprono ben presto le porte del mondo del cinema, dove l'attrice ha modo di mettere in risalto le proprie doti interpretative e l'intensità carismatica. L'adattamento televisivo de "La romana", tratto dal romanzo di Alberto Moravia, le vale un importante premio televisivo e la notorietà internazionale. La consacrazione arriva con il film "La Carne", opera di Marco Ferreri scritta appositamente per Francesca, che il regista definisce "La pelle più bella del cinema italiano". Il film viene scelto per il concorso dal Festival di Cannes dove ottiene notevole successo: il noto stilista Jean-Paul Gaultier sceglie Francesca Dellera come musa e modella d'eccezione. Successivamente Francesca Dellera è la protagonista del film "L'ours en peluche" al fianco di un mito internazionale del cinema come Alain Delon, della serie televisiva "Nanà" tratta dall'omonimo romanzo di Émile Zola, successivamente è la protagonista del kolossal tv "La contessa di Castiglione" opere che impreziosiscono ulteriormente il percorso artistico dell'attrice.

Style

Alessandro Benetton, Fashionable Life

1 Gen , 2012  

Alessandro_Benetton

Alessandro Benetton, Fashionable Life 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L'intervista di Harper's Bazaar ad Alessandro Benetton

Benetton è uno di quei cognomi che segnano la vita di una persona. È come chiamarsi Niarchos o Agnelli, la gente non ti guarda né di tratta allo stesso modo. "È chiaro che vi sono una serie di immagini e di esperienze che si collegano al nome della mia famiglia, ma non credo di aver mai goduto di molti vantaggi", si difende Alessandro Benetton. Secondo dei quattro figli di Luciano Benetton, dal 2008 è vicepresidente esecutivo del gruppo Benetton. Dopo che nel 2002 alcuni numeri sono andati in rosso, Alessandro ha accolto la sfida di restituire a questo marchio simbolo il lustro perso nel corso degli ultimi dieci anni, dominati da altri giganti della moda prêt-à-porter come Inditex o Hennes & Mauritz. "Lo sapevate? Fu mio padre il primo a tingere i capi all'ultimo momento per soddisfare la domanda che effettivamente proveniva dai negozi, anche se poi furono altri a perfezionarne la tecnica", puntualizza Alessandro Benetton.

Nell'ampio ingresso della sua casa, situata a Ponzano, un paese italiano, e seduto accanto ad un quadro di Damien Hirst – "I punti colore mi ricordano lo spirito della Benetton e rendono questa abitazione un luogo più luminoso e felice" – e ad uno di Marq Quinn, Alessandro Benetton inizia a fare il bilancio della propria vita. Laureato ad Harvard, analista finanziario presso Goldman Sachs, presidente del team Benetton Formula 1, fondare e proprietario del gruppo 21 Investimenti e vicepresidente esecutivo della Benetton, a 47 quest'uomo raffinato e impulsivo ha operato in tutti i settori in cui la sua insaziabile curiosità lo ha condotto: "Sono sempre stato piuttosto inquieto. Fin da piccolo mi sono interessato a molte cose e, di conseguenza, molte cose sono successe nella mia vita". Sia dal punto di vista professionale che personale. Sposato da anni con la campionessa olimpica di sci, Deborah Compagnoni, e padre di tre figli, Agnese, Tobias e Luce, Alessandro Benetton suddivide il suo tempo come può. "Se si considera che per la metà del mese sono in viaggio, non dispongo di molti di quei giorni che considero normali. Ma quando sono a casa, di solito porto i bambini a scuola prima di andare in ufficio. A dire la verità. Il quartiere generale della Benetton si trova a soli dieci minuti da casa mia, ma con i bambini, soprattutto Agnese, che è piuttosto pigra, prendo l'auto perché altrimenti arriviamo sempre in ritardo. Dopodichè leggo i giornali. Una volta leggevo prima la rubrica sportiva, ma adesso non ho più tempo", scherza Alessandro Benetton. "Poi, se non ho molto lavoro, cerco di mangiare a casa con Deborah". E i fine settimana li dedico completamente ai miei hobby, che sono tanti. La mia vita non è affatto noiosa".

Uno di questi, probabilmente il suo hobby più costoso ed eccentrico, è la passione per l'arte. Le opere che arredano la sua casa potrebbero benissimo collocarsi sulle pareti di qualsiasi museo d'arte moderna. Damien Hirst, Lucio Fontana, Augustine Bonalumi, Marc Quinn o Giacomo Balle sono solo alcuni dei nomi che compongono una collezione privata iniziata solo dieci anni fa. "Non sono cresciuto con l'arte, perché non è un elemento che si collega alla mia famiglia. In realtà, il mio gusto per l'arte moderna è cominciato 12 anni fa, a bordo di un aereo. Stavamo avendo un ritardo tremendo. Mi annoiavo, così mi ritrovai a sbirciare il libro che stava leggendo una donna seduta accanto a me. Si intitolava The Fontana Cult. Lei mi chiese se mi piaceva Fontana e io le risposi di no, che quel taglio di tela avrei potuto farlo anche io. Allora quella donna mi disse semplicemente: "Ma saresti comunque il secondo a farlo". Questo episodio risvegliò la mia curiosità e mi indusse a iniziare a leggere libri di arte moderna e ad acquistare piccole opere", racconta Alessandro Benetton. "Ho fatto degli errori, come chiunque inizia una collezione, ma col passare del tempo è diventata la mia più grande passione, perché è qualcosa che mi soddisfa veramente". La sua passione per l'architettura non è da meno.

La sua casa, che contiene tutte queste opere. È stata disegnata da Tadao Ando nel 2004 e costituisce la prima abitazione mai realizzata in Europa dal premiato architetto. "Tadao era stato incaricato di rinnovare una sede della Benetton. Ciò che realizzò mi piacque talmente che gli commissionai la costruzione della mia nuova casa, chiedendogli di rispettare una sola regola, quella della privacy", ricorda Alessandro Benetton. Scavata nella terra, l'abitazione è stata chiamata la Casa Invisibile, e nonostante le sue dimensioni, è dotata di quattro camere da letto: "Desideravo qualcosa di intimo e vivibile. Qualcosa che si potesse sporcare. Abbiamo tre figli. Tre terremoti. Non si può pretendere di tenere una casa come fosse un museo". La famiglia Benetton in realtà è molto più numerosa. Alessandro Benetton ha tre fratelli e quattordici cugini. Figli di Giuliana, Gilberto e Carlo (i tre fratelli del padre Luciano). E l'azienda fondata da questi nel 1965 appartiene a tutti loro; sono stati proprio i maglioni colorati realizzati da Giuliana e che Luciano iniziò a vendere nel negozio di Treviso, dove lavorava come dipendente, a costituire i primi capi di questo marchio dell'abbigliamento. "Noi Benetton siamo intraprendenti. Fa parte del nostro DNA. Mio nonno avviò un'attività che non sappiamo se avrebbe mai funzionato, perché morì molto giovane. Mio padre ha iniziato la sua a 15 anni. E io la mia a 25".

Alessandro Benetton parla della sua azienda, 21 Investimenti, fondata nel 1992. Nel 2009 era già valutata più di un miliardo di euro. La sua attività principale consiste nel dare consulenza a imprese ed aziende per conferire il massimo rendimento ai loro affari. "Tutto ciò che ho realizzato fino ad oggi l'ho ottenuto senza l'aiuto di nessuno. Mio padre non mi ha supportato nella mia attività. Mai. "Nessuno ha mai aiutato me, così adesso nemmeno io ti aiuterò diceva", mi diceva. Se gli chiedevo consiglio me lo dava, ma nello stesso tempo mi faceva capire che ero un individuo totalmente indipendente e che ero l'unico responsabile delle mie decisioni", ricorda Alessandro Benetton. "Anche se può apparire strano, questa è la cosa che ammiro in più in lui. Sembra crudele e, forse, quando stai vivendo il ruolo di figlio e hai bisogno di aiuto, arrivi anche a credere che lo sia. Ora che sono padre mi rendo conto che la cosa più facile è proteggere i propri figli, perché ti fa sentire bene. Ma non è la soluzione giusta, perché in questo modo si impedisce loro di crescere e di maturare".

Con un'attività avviata che riscuoteva molto successo, Alessandro non pensava che un giorno avrebbe lavorato alla Benetton, né tantomeno che un giorno ne sarebbe diventato il vicepresidente esecutivo. "Quando la mia famiglia mi ha chiesto di unirmi all'azienda, mi ha colto totalmente di sorpresa. Se avessi risposto di no, non sarebbe successo nulla, ma moralmente non potevo rifiutare. Sono molti i sentimenti che mi legano a questo nome, alla sua storia, e troppe le persone che dipendono dal nostro successo: lavoratori, fornitori, clienti…", elenca Alessandro Benetton. Non gli è mai pesata la responsabilità, né la pressione psicologica di dover succedere a uno degli uomini d'affari più brillanti dell'industria della moda. Suo padre Luciano è stato, insieme ad Amancio Ortega, il creatore della moda prêt-à-porter e le sue campagne pubblicitarie, realizzate in collaborazione con il fotografo Oliverio Toscani, rappresento alcune delle icone culturali degli anni Novanta. "Ho accettato perché avevo già dimostrato le mie capacità al di fuori di questa azienda. La mia famiglia si è rivolta a me perché ha pensato che avrei potuto operare al meglio. Ma non sono un altro "figlio di papà" dice Alessandro Benetton.

Mentre suo padre gira il mondo con la sua barca – "Ogni tanto passa per vedere come vanno le cose ma, come dice lui, adesso non è più un suo problema", – e con il titolo di presidente ancora in mano, Alessandro Benetton è arrivato per cambiare rotta di un'azienda che non sta vivendo il suo momento migliore. "Io la paragono ad una donna con qualche ruga, ma con molto stile, e che continua ad essere molto bella". Queste rughe compaiono a causa delle vendite non proprio soddisfacenti, ma soprattutto per la mancanza di collegamento tra l'immagine giovane, moderna e ardita, che continua a resistere dagli anni '90, e i modelli che si si trovano nei suoi negozi, più classici e impeccabili. "Sappiamo di possedere un'immagine unica, una storia unica. La Benetton appartiene all'immaginario collettivo perché ha raggiunto prima di qualsiasi altra casa di moda molti angoli del mondo e perché le nostre campagne pubblicitarie hanno segnato un'epoca. È un marchio dotato di personalità. Sotto questo aspetto non abbiamo nessun problema", argomenta Alessandro Benetton. "Ma dobbiamo anche renderci conto che ciò che facciamo è moda, è abbigliamento, non solo immagine. Per questo abbiamo appena nominato un nuovo direttore artistico che ci auguriamo collocherà la Benetton nel XXI secolo".

Dopo quasi tre anni a capo di questa azienda italiana, Alessandro Benetton ha deciso di scrivere un nuovo capitolo di una storia in cui brillanti hanno iniziato a sbiadire. "In latino, il significato della parola erede si collega al concetto di deserto. Al fatto di essere solo al mondo. Mio nonno è stato un imprenditore, mio padre anche, e io ce l'ho nel sangue. Ciò che davvero mi piace e anima la mia vita è affrontare nuove sfide. In questo momento mi sto dedicando completamente alla Benetton perché fa parte della mia storia, della storia della mia famiglia, ma non chiudo nessuna porta", conclude Alessandro Benetton.

FONTE: Harper's Bazaar
AUTORE: Sara Hernando

Architettura,Arte

Giuseppe Recchi: “Il restauro del Mausoleo di Augusto restituisce al pubblico uno dei monumenti più importanti dell’umanità”

2 Feb , 2017  

Giuseppe Recchi - Il restauro del Mausoleo di Augusto

Giuseppe Recchi: “Il restauro del Mausoleo di Augusto restituisce al pubblico uno dei monumenti più importanti dell’umanità” 5.00/5 (100.00%) 6 votes

Il primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, si vantò di aver ereditato un'Urbe di mattoni e di averla lasciata di marmo. Il Mausoleo di Augusto, tomba nella quale l'erede di Cesare trovò riposo dopo la sua morte, quel marmo in parte lo ha perso da tempo, rubato nel corso dei secoli. La leggenda di uno dei sovrani più importanti della storia antica invece non è mai tramontata. Il suo monumento funebre è ancora oggi tappa obbligata per milioni di turisti che ogni anno visitano la Città Eterna. Giuseppe Recchi, Presidente della Fondazione TIM, è stato recentemente intervistato dal Corriere della Sera in merito allo stato dei lavori che stanno interessando il sito e avranno lo scopo di dare maggiore lustro all'antico monumento funebre.

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Arte,Style

Parrucchieri: Una professione emergente e in evoluzione, che appaga e affascina, un mercato rilevante per il PIL, ma in pochi lo sanno

11 Lug , 2016  

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L'Oréal Italia Prodotti Professionali ha presentato i dati dell'Osservatorio 2016 dell'hairdressing in Italia e i risultati dell'indagine Eumetra Monterosa sui mestieri emergenti.
Per 3 italiani su 4 il parrucchiere è un mestiere affascinante, 3 su 5 pensano che offra le maggiori opportunità di realizzazione per i giovani.

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Arte,Mostre

Mario Putin con Serenissima Ristorazione sponsor della seconda tappa del progetto “Egitto Pompei”

16 Giu , 2016  

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Giovedì 16 giungo, presso il Museo Egizio di Torino, il Direttore Generale della Soprintendenza Pompei Massimo Osanna presenterà la seconda tappa del progetto “Egitto Pompei”, evento dedicato all’approfondimento dell’influenza in epoca romana della cultura egizia a Pompei.

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Foto

Photofestival 2014

5 Mag , 2014  

Photofestival 2014 4.83/5 (96.67%) 12 votes

Mostra di fotografia a Milano: fotografi affermati e altri artisti emergenti, per un mese e mezzo di foto.

Photo Festival, MilanoIn una società di aspiranti fotografi, che si avvicinano a quest'arte attraverso qualsiasi mezzo, persino il cellulare, una mostra che cerca di riproporre la fotografia a tutti, giovani e meno giovani. Dal 29 aprile al 16 giugno, Milano diventa la capitale della fotografia italiana con il Photofestival.

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Pittura

Piet Mondrian e i colori

5 Mag , 2014  

Piet Mondrian e i colori 4.50/5 (90.00%) 6 votes

Mostra di Mondrian alla Turner Contemporary di Margate, dal 24 maggio al 21 settembre 2014.

La mostra espone la pratica dell'artista nell'utilizzo del colore. Cinquanta saranno le opere esposte alla Turner Contemporary Gallery di Margate, provenienti dal museo Gemeentemuseum dell'Aja e da altri musei o collezioni in Europa e negli Stati Uniti.

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Pittura

Andy Warhol, la versatilità di un uomo del Novecento

22 Apr , 2014  

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Il mito indiscusso della Pop Art è in mostra a Roma e a Napoli. Scopri le informazioni e i numerosi dettagli!

Il 18 aprile 2014 si inaugurano due grandi mostre di Andy Warhol. Fino al 28 settembre, sarà possibile vedere in esposizione circa 150 opere provenienti dalla Brant Foundation presso il Palazzo Cipolla a Roma, a cura di Francesco Bonami. A Napoli, fino al 20 luglio, invece, sono esposte 150 opere che raccontano il rapporto tra Wahrol e la città stessa di Napoli a cura di Achille Bonito Oliva, presso il Palazzo Roccella di Belle Arti. Con le opere intendiamo sia dipinti su tela, che fotografie, sculture, i famosi autoritratti e le 'Ultime cene'. A Napoli, l'accesso è gratuito per i primi tre giorni di mostra.

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Pittura

Il gruppo dei Preraffaelliti e l’utopia della bellezza a Torino

22 Apr , 2014  

Il gruppo dei Preraffaelliti e l’utopia della bellezza a Torino 4.44/5 (88.89%) 9 votes

Mostra PreraffaellitiDal 19 aprile al 13 luglio i Preraffaelliti in mostra a Torino, esposti i capolavori della Tate Britain. Per ulteriori informazioni, visita il sito al link indicato.

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Architettura

Il belvedere del grattacielo più alto di Milano

1 Apr , 2014  

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"Se per domenica non avete piani, venite a visitare i nostri!": lo slogan del Palazzo della Regione Lombardia.

Palazzo Lombardia: video di presentazione.

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Musica

Stromae in concerto, anche in Italia!

28 Mar , 2014   Video

Stromae in concerto, anche in Italia! 4.45/5 (89.09%) 11 votes

Stromae, il genio musicale belga, è in concerto all'Alcatraz di Milano il primo luglio 2014.

Per il suo modo di vestire e il suo modo di cantare, Stromae sintetizza la nostra epoca. Riesce a far ballare ed emozionare i suoi ascoltatori nello stesso momento.

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Pittura

Matisse, La Figura al Palazzo dei Diamanti

27 Mar , 2014   Gallery

Matisse, La Figura al Palazzo dei Diamanti 4.22/5 (84.44%) 9 votes

La forza della linea, l'emozione del colore: è con questo nome che Ferrara apre le porte al genio di Matisse.

Dal 22 febbraio 2014 al 15 giugno 2014, presso il palazzo dei Diamanti, è in corso una mostra intitolata l'atelier Matisse, curata dalla vicedirettrice del Centre Pompidou Isabelle Monod-Fontaine, in cui vi è una carrellata di opere, da quelle della prima formazione alle creazioni della tarda maturità.

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