Arte

Letteratura

Federico Motta Editore: la storia della letteratura di fantascienza

2 Dic , 2019  

Federico Motta Editore: la storia della letteratura di fantascienza 5.00/5 (100.00%) 2 votes

Una letteratura di idee, che ha radici antiche e che si è evoluta nel tempo per rimanere ancora molto amata ai giorni nostri: è il genere definito come "fantascienza" e se ne è occupata la Casa Editrice Federico Motta Editore in un recente articolo pubblicato sul sito ufficiale. La notizia ripercorre brevemente la storia del genere, dalle origini fino ai giorni nostri, nominando gli autori che ne hanno definito i tratti fondamentali.

 

Se pensiamo all'Ottocento, i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Jules Verne ed Herbert G. Wells, ma le origini della fantascienza vanno individuate anche nella letteratura precedente: si pensi alle storie di Mary Shelley o a Edgar Allan Poe, che già mescolavano gotico ed elementi della scienza a loro contemporanea. Jonathan Sisco ha dedicato all'argomento un saggio su "L'Età Moderna" di Federico Motta Editore, sottolineando come i critici abbiano spesso individuato una commistione dell'eredità di diversi autori nel genere fantascientifico, a cominciare dalle utopie di filosofi come Bacone o Campanella. "Il mondo nuovo" di Huxley o "1984" di George Orwell sono di fatto delle anti-utopie. Fin dall'antichità esistono storie riguardanti l'esplorazione di mondi fantastici e lontani, un'eredità che viene recuperata da Verne e i suoi "Voyage Extraordinaires". La notizia pubblicata da Federico Motta Editore sul portale ufficiale racconta poi come il vero boom del genere sia avvenuto negli anni Cinquanta, con il dilagare delle Case Editrici specializzate. Sono gli anni in cui si affermano anche maestri del genere quali Asimov, Bradbury e Dick, con i quali da letteratura di evasione la fantascienza passa a trattare temi sociali e legati all'esperienza di guerra. Negli anni Sessanta il genere viene permeato dalle inquietudini del tempo e si arricchisce di scenari apocalittici. Oggi, nonostante la presenza di diversi filoni, si raccontano futuri distopici con autori che si sono affermati in tutto il mondo (si pensi a Margaret Atwood con "Il racconto dell'ancella" oppure a Suzanne Collins con la serie "Hunger Games"). Il mescolare i generi è diventato tipico dello stile postmoderno: oggi diversi romanzi uniscono spionaggio, giallo e fantascienza.

Per visualizzare l'articolo completo:
http://www.mottaeditore.it/2019/09/breve-viaggio-nella-letteratura-di-fantascienza/

Arte

In viaggio la musica cambia: UVET Personal Travel Specialist lancia la propria Playlist

21 Ott , 2019  


Gli agenti di viaggio hanno selezionato e condiviso su Spotify diversi brani in collaborazione con Umberto Labozzetta, da oltre 30 anni riferimento nella promozione musicale

Milano, 21 ottobre 2019 – Foto e social catturano momenti e attimi di ogni viaggio, ma è la musica che amplifica i ricordi e le suggestioni di tutte le nostre esperienze. Dopo l'apertura del canale Spotify Personal Travel Specialist, dove la selezione delle playlist era affidata ai singoli agenti di viaggio, la musica cambia.

 

Già da ora, e con cadenza periodica nei prossimi mesi, i Personal Travel Specialist condivideranno su Spotify alcune playlist musicali realizzate con la collaborazione di Umberto Labozzetta, grande esperto di promozione musicale, che a titolo gratuito collaborerà per questa attività con tutto il suo sapere e la sua esperienza.

Umberto Labozzetta inizia a lavorare nel mondo della promozione musicale nel 1988 con Claudio Cecchetto come parte del gruppo storico di Radio DeeJay. Al termine di questa esperienza inizia una collaborazione con l'etichetta discografica Sugar di Caterina Caselli, dove gestisce l'ufficio promozione per radio, tv e stampa di nomi come Negramaro, Andrea Bocelli ed Elisa. Le sue collaborazioni hanno riguardato anche artisti come Umberto Tozzi, Antonello Venditti, Gianluca Grignani, Francesco Renga e Patty Pravo.

Attualmente segue la promozione e la comunicazione di Jack Savoretti, Paolo Conte, Christian De Sica, Luca Dirisio e di giovani talenti come Bertic, Rosso Petrolio, Antonio Roccia e Bouvet. É consulente editoriale e strategico della Umberto Labozzetta Communication e dal 2006 è docente all'Università Cattolica di Milano nel Master in Comunicazione Musicale per la Discografia e i Media.

"Una bella esperienza emozionale per permettere a tutti i Personal Travel Specialist di offrire ai propri clienti qualcosa di diverso rispetto ai soliti gadget", ha dichiarato Glauco Auteri, Responsabile Personal Travel Specialist. "Qualcosa che senza essere invasivo lasci un ricordo socialmente coinvolgente e condivisibile per divertirsi e rilassarsi. La musica, soprattutto di qualità, è indiscutibilmente una compagna di viaggio per tutti".

Arte

FONDAZIONE GIOVANI LEONI ETS PRESENTA LA MOSTRA: “L’Intangibilità del colore”

15 Ott , 2019  

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Mostra personale dell'artista Domenico D'Oora a cura di Giorgio T. Costantino
la Fondazione sostiene interventi nel settore dell'assistenza socio-sanitaria in favore dei bambini con disabilità

Inaugurazione venerdì 11 Ottobre, ore 18.00
Villa Scabello – Via Varotara 57, Mirano (Ve)

" Il disegno deve risultare dal colore, se si vuole che il mondo sia reso nella sua densità, poiché esso è una massa senza lacune, un organismo di colori, attraverso i quali la fuga della prospettiva, i contorni, le rette e le curve si dispongono come linee di forza, e la dimensione spaziale si costituisce vibrando."(Maurice Merleau-Ponty, Senso e non senso, trad.it., il Saggiatore, Milano 2016, p. 54 )

 

Fondazione Giovani Leoni ETS organizza e ospita, da venerdì 11 ottobre fino a lunedì 11 novembre, la mostra personale dell'artista Domenico D'Oora "L'Intangibilità del colore" presso Villa Scabello, sede della Fondazione. L'esposizione, curata da Giorgio T. Costantino con un catalogo presentato da Giorgio Bonomi e Massimo Donà, si focalizza nel raccontare, attraverso le opere dell'artista, il rapporto con il territorio.


L'artista che espone è Domenico D'Oora nato a Londra nel 1953 e vive a Castelveccana (Va). Dopo il Liceo Artistico nel 1976 si laurea in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera con Guido Ballo e qui frequenta lezioni di psicologia della forma e Cromatologia. Dagli anni 2000 inizia una concentrazione minimale con superfici monocrome e supporti svasati, realizzando un effetto di pittura – scultura aggettante dove le opere sono connotate dall'offrirsi del colore/spazio in una multidimensionale fisicità. Con gallerie in Italia, Germania e Svizzera realizza 50 mostre personali. Dal 1998 è conduttore del Laboratorio di Arteterapia della U.O. Psichiatria.

Arte

“I SEGNI SUL MURO”: LA MOSTRA D’ARTE DI RAFFAELE ROSSI A SOSTEGNO DEI BIMBI CON DISABILITÀ

8 Mag , 2019  

“I SEGNI SUL MURO”: LA MOSTRA D’ARTE DI RAFFAELE ROSSI A SOSTEGNO DEI BIMBI CON DISABILITÀ 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Un'iniziativa promossa dalla Fondazione "Giovani Leoni" Onlus

Il vernissage alle 18.00 presso la Villa Scabello di Mirano (VE)
per sensibilizzare sui benefici del Metodo Feldenkrais

Mirano (VE), 8 maggio 2019 – Si terrà il prossimo venerdì 10 maggio alle ore 18.00 a Villa Scabello presso la sede di Fondazione Giovani Leoni in Via Varotara 57, a Mirano, l'inaugurazione della mostra personale dell'artista Raffaele Rossi "I Segni sul Muro". L'esposizione, curata da Giorgio T. Costantino con un catalogo realizzato da Gabriele Salvaterra, sarà visitabile per un intero mese fino a lunedì 10 giugno, e costituisce un appuntamento importante nel ventaglio di iniziative promosse dalla Fondazione Giovani Leoni Onlus di Christian e David Barzazi a sostegno della ricerca scientifica e dell'assistenza socio-sanitaria alle persone in condizioni di svantaggio. Al vernissage prenderanno parte il Maestro Rossi, Gabriele Salvaterra e Autorità del territorio.

 

La rassegna si focalizza sul rapporto tra il territorio e l'artista, originario di Alba (CN) ma trasferitosi fin da giovane a Venezia, dove conosce la pittura a fresco e ne sperimenta le tecniche. Il racconto delle opere di Rossi si manifesta così in una rappresentazione astratta di stati mentali e inconsci che prendono corpo sulla tela in un linguaggio altamente allusivo e intriso di una profonda dimensione poetica. Assoluto protagonista dei dipinti di Rossi non è soltanto il colore, ma anche la superficie stessa del supporto, trattata con tecniche legate alla pittura muraria e parietale, che richiamano la fisicità dell'intonaco e dell'affresco.

La mostra di Rossi, che sarà visitabile dal lunedì al venerdì ore 10.00-12.30 e 15.30-17.30, costituisce il quinto evento di questo tipo organizzato da Fondazione Giovani Leoni con l'obiettivo di sostenere progetti a favore di bambini con disabilità, ma anche di instaurare un dialogo con il territorio e sensibilizzare il pubblico alla realtà dei bambini meno fortunati. In particolare, la Fondazione è impegnata nella promozione del Metodo Feldenkrais a sostegno dei bimbi colpiti da paralisi cerebrale infantile, autismo, sindromi genetiche, iperattività, disordini dell'attenzione, problemi dello sviluppo.

Il Metodo Feldenkrais è un processo di apprendimento individuale basato su una stretta integrazione tra movimenti, sensazioni, sentimenti e pensiero che ha come fine il funzionamento efficiente del corpo umano. A partire dalla consapevolezza del proprio corpo, dei suoi limiti, delle sue potenzialità e delle sue azioni e reazioni, questo Metodo consente di individuare, ridurre o evitare dolori, malesseri psicofisici, riduzioni posturali o funzionali e a ristabilire un tono muscolare equilibrato in tutto il corpo.

Fondazione Giovani Leoni ONLUS. L'associazione nasce nel 2013 dal desiderio filantropico dei Fratelli Barzazi, insieme a Gruppo Green Power, allo scopo di offrire supporto e assistenza alle persone svantaggiate e contestualmente di promuovere e tutelare i beni artistici, storici e culturali del territorio. La fondazione opera nei settori dell'assistenza socio-sanitaria e della ricerca scientifica nel settore della sanità. A questi ambiti si aggiungono inoltre i settori culturale, delle arti e dello spettacolo e della tutela del paesaggio. Testimonial dell'Associazione è il piccolo Riccardo, nato con una tetraparesi spastico distonica, e beneficiario di lezioni continuative per 1 anno e 6 mesi circa da parte di Anat Baniel e del suo staff, presso la clinica a San Rafael, California (USA). Riccardo sta continuando a ricevere lezioni da parte di Eilat Almagor con risultati straordinari.

Raffaele Rossi nasce ad Alba (CN) nel 1956. Si forma al liceo artistico di Novara e nel 1975 si trasferisce vicino a Venezia per studiarne la pittura antica, da cui è affascinato. Inizia così gli studi e la sperimentazione delle tecniche pittoriche arcaiche, frequentando a Venezia lo studio di Valeria Rambelli e del marito Ottone Marabini. Rambelli e Marabini sono pittori-artigiani: nel loro studio macinano il colore, preparano tavole e tele, sperimentano la tecnica dell'affresco, compongono mosaici. Rossi respira quest'atmosfera, riprende materie e tecniche primitive che fa sue e dà loro nuova vita nelle sue opere, dove materia e pittura si fondono in unico gesto artistico.
Negli anni Novanta si avvicina al vetro, ingrediente principe della tradizione artistica veneziana, nelle fornaci di Murano con il supporto dei maestri vetrai, disegna e realizza oggetti e vasi con un qualcosa di primordiale. La materia antica dalle forme morbide e tattili è illuminata da pennellate oro: per l'artista, l'opera d'arte è l'equivalente del pensiero, non nasce da una gestualità incontrollata bensì dall'equilibrio tra il segno libero e la sua costruzione. Oggi Rossi vive a Trebaseleghe (PD), dove continua la sua ricerca artistica.

 

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Aziende,Moda

NUOVE DIVISE PER BLUE PANORAMA AIRLINES

28 Nov , 2018   Gallery

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Stile italiano, comfort, sostenibilità e innovazione caratterizzano il nuovo abbigliamento degli equipaggi di bordo.
Il rinnovamento delle divise di piloti e assistenti di volo si inserisce nel più ampio ammodernamento della Compagnia insieme a nuovi aeromobili, rotte addizionali e un innovativo sistema di intrattenimento a bordo.

Milano, 28 novembre 2018 – Blue Panorama Airlines, compagnia di bandiera interamente italiana, ha presentato oggi in occasione del BizTravel Forum 2018 le nuove divise del personale di bordo, pensate e realizzate per soddisfare le esigenze di funzionalità con un look distintivo. Stile italiano, sostenibilità, comfort e disruption caratterizzano le divise di Blue Panorama Airlines a partire dal 2019.

La nuova dotazione del personale navigante è stata confezionata da METIKI 1863, casa d’abbigliamento sartoriale attiva nel settore tessile da oltre 150 anni e cinque generazioni, che è stata selezionata da Blue Panorama esclusivamente fra aziende full Made in Italy.

"La scelta di rinnovare le nostre divise, per la prima volta dalla fondazione della Compagnia, rientra nell’ottica di miglioramento continuo che caratterizza la recente storia della società grazie alla volontà dell’azionista unico, il Gruppo Uvet, di investire nuove risorse in Blue Panorama", ha commentato Giancarlo Zeni, Amministratore Delegato di Blue Panorama Airlines, "Naturalmente abbiamo coinvolto nelle scelte anche il personale di bordo perché vogliamo che le nostre hostess, steward e piloti, si sentano a proprio agio nel lavoro di tutti i giorni, senza trascurare l’eleganza dei tessuti esclusivamente in fibra naturale e la realizzazione in modo sostenibile".

Il rinnovamento delle divise è un ulteriore tassello del più ampio programma di sviluppo della compagnia aerea portato avanti con convinzione dall’azionista Uvet che in meno di un anno ha riammodernato il parco aeromobili con l’acquisto di modelli di nuova generazione e con l’apertura di nuove rotte. Il Gruppo sta lavorando, inoltre, per implementare un innovativo sistema di intrattenimento a bordo e un importante piano di welfare aziendale con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più confortevole e soddisfacente ai viaggiatori, e dall’altra di fornire tutti gli strumenti ai dipendenti, compresa la divisa per gli equipaggi di bordo, per poter lavorare ancor più gradevolmente e con la professionalità che li contraddistingue.

Matteo Garavaglia, Amministratore Delegato di Metiki 1863 ha dichiarato: "Abbiamo voluto immaginare qualcosa di innovativo e insolito, curando ogni dettaglio, per dare forma a una divisa dalla vestibilità moderna e confortevole, con tessuti realizzati con fibre naturali ed elasticizzate per dare il giusto comfort al personale di volo. Optando per il blu avio e l’ocra, abbiamo scelto colori non convenzionali, che distinguessero questa uniforme per originalità e che trasmettessero l’idea di un viaggio, di profumi lontani. Insomma, il tratto distintivo che abbiamo voluto donare a queste nuove divise è il perfetto connubio fra eleganza e praticità."

Blue Panorama Airlines è una compagnia aerea di bandiera interamente italiana che nel 2018 offre voli di linea e charter sul lungo, medio e corto raggio verso 54 destinazioni in 4 continenti (Africa, America, Asia ed Europa). Tra le prime compagnie aeree italiane, Blue Panorama Airlines è stata fondata a Roma nel 1998. Membro IATA dal 2002, ha base presso l’aeroporto di Fiumicino e sedi operative e commerciali a Milano Malpensa, Bergamo, Torino e Tirana. La compagnia, vettore di riferimento del mercato nazionale per numerose e rinomate destinazioni turistiche, opera con una flotta di 14 unità con i Boeing (B737 e B767). Nel corso del 2017 Blue Panorama Airlines ha servito 50 destinazioni, di cui 16 intercontinentali. Nel 2017 ha trasportato 1,5 milioni di passeggeri impiegando oltre 500 persone, di cui per oltre i 2/3 personale navigante.

Scheda Tecnica:

Le fibre scelte per il modello sono naturali: i tessuti in cotone stretch leggermente smerigliato, certificati REACh e OEKO – TEX, ovvero testati per l’assenza di sostanze nocive, sono stati abbinati a una camicia effetto denim, conferendo così ai capi una naturale dolcezza e morbidezza, trasmettendo un aspetto meno formale ma al contempo molto curato nei dettagli.

La peculiarità dei colori scelti sono però il punto di forza dell’uniforme: blu avio per trasmettere fiducia, sicurezza e affidabilità, ocra, rimando al deserto, espressione di libertà, pensiero e novità.

Arte

LEGGIERO Real Estate di Salvatore Leggiero organizza l’evento di presentazione dell’opera di Daniel Buren

26 Nov , 2018  

Salvatore Leggiero

LEGGIERO Real Estate di Salvatore Leggiero organizza l’evento di presentazione dell’opera di Daniel Buren 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Un'opera d'arte contemporanea monumentale, di oltre 300 mq: è questo quello che verrà presentato venerdì 9 novembre, alle ore 12:00, a Roma. LEGGIERO Real Estate, società guidata da Salvatore Leggiero, ha infatti commissionato il lavoro a Daniel Buren. La grande opera verrà istallata sulla parete cieca e mai finita di Palazzo De Angelis, che diventerà il primo hotel cinque stelle in Italia della prestigiosa catena spagnola IBEROSTAR Hotel & Resort. Un omaggio alla capitale, creato dal pittore e scultore francese, autore a partire dagli anni '80 di alcune delle più importanti installazioni architettoniche permanenti su spazi pubblici.

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Moda

Top Manager settore fashion: il commento di Auro Palomba, Chairman di Reputation Science

5 Ott , 2018  

Auro Palomba

Top Manager settore fashion: il commento di Auro Palomba, Chairman di Reputation Science 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Il settore Fashion in Italia ha registrato una tendenza di crescita pari al +2,1% negli ultimi 6 mesi: emerge questo dato dallo studio curato da Reputation Science, basato sulla classifica e sui dati analizzati da Reputation Manager. Otto i top manager a capo delle aziende leader di settore presi in esame, inseriti nell'Osservatorio permanente che ogni mese monitora la Web Reputation delle figure apicali delle principali aziende italiane. Auro Palomba, Chairman di Reputation Science, sottolinea l'importanza di questo comparto, che è "un settore altamente rappresentativo del Made in Italy e dà un contributo rilevante alla bilancia economica del nostro Paese".

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Arte,Cinema,Mostre,Spettacolo

Cinema: nell’hotel ispirato alla settima arte una stanza con Francesca Dellera

2 Lug , 2018  

Francesca Dellera

Cinema: nell’hotel ispirato alla settima arte una stanza con Francesca Dellera 5.00/5 (100.00%) 3 votes

The Hotel Autograph Collection dedica le sue stanze alle scene più sensuali della cinematografia internazionale: l'unica attrice italiana scelta dall'architetto di questo raffinato progetto è Francesca Dellera. Varie fotografie tratte dal film "La Carne" di Marco Ferreri sono riprodotte sulla parete della stanza interamente dedicata al film.

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Style

Alessandro Benetton, Fashionable Life

1 Gen , 2012  

Alessandro_Benetton

Alessandro Benetton, Fashionable Life 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L'intervista di Harper's Bazaar ad Alessandro Benetton

Benetton è uno di quei cognomi che segnano la vita di una persona. È come chiamarsi Niarchos o Agnelli, la gente non ti guarda né di tratta allo stesso modo. "È chiaro che vi sono una serie di immagini e di esperienze che si collegano al nome della mia famiglia, ma non credo di aver mai goduto di molti vantaggi", si difende Alessandro Benetton. Secondo dei quattro figli di Luciano Benetton, dal 2008 è vicepresidente esecutivo del gruppo Benetton. Dopo che nel 2002 alcuni numeri sono andati in rosso, Alessandro ha accolto la sfida di restituire a questo marchio simbolo il lustro perso nel corso degli ultimi dieci anni, dominati da altri giganti della moda prêt-à-porter come Inditex o Hennes & Mauritz. "Lo sapevate? Fu mio padre il primo a tingere i capi all'ultimo momento per soddisfare la domanda che effettivamente proveniva dai negozi, anche se poi furono altri a perfezionarne la tecnica", puntualizza Alessandro Benetton.

Nell'ampio ingresso della sua casa, situata a Ponzano, un paese italiano, e seduto accanto ad un quadro di Damien Hirst – "I punti colore mi ricordano lo spirito della Benetton e rendono questa abitazione un luogo più luminoso e felice" – e ad uno di Marq Quinn, Alessandro Benetton inizia a fare il bilancio della propria vita. Laureato ad Harvard, analista finanziario presso Goldman Sachs, presidente del team Benetton Formula 1, fondare e proprietario del gruppo 21 Investimenti e vicepresidente esecutivo della Benetton, a 47 quest'uomo raffinato e impulsivo ha operato in tutti i settori in cui la sua insaziabile curiosità lo ha condotto: "Sono sempre stato piuttosto inquieto. Fin da piccolo mi sono interessato a molte cose e, di conseguenza, molte cose sono successe nella mia vita". Sia dal punto di vista professionale che personale. Sposato da anni con la campionessa olimpica di sci, Deborah Compagnoni, e padre di tre figli, Agnese, Tobias e Luce, Alessandro Benetton suddivide il suo tempo come può. "Se si considera che per la metà del mese sono in viaggio, non dispongo di molti di quei giorni che considero normali. Ma quando sono a casa, di solito porto i bambini a scuola prima di andare in ufficio. A dire la verità. Il quartiere generale della Benetton si trova a soli dieci minuti da casa mia, ma con i bambini, soprattutto Agnese, che è piuttosto pigra, prendo l'auto perché altrimenti arriviamo sempre in ritardo. Dopodichè leggo i giornali. Una volta leggevo prima la rubrica sportiva, ma adesso non ho più tempo", scherza Alessandro Benetton. "Poi, se non ho molto lavoro, cerco di mangiare a casa con Deborah". E i fine settimana li dedico completamente ai miei hobby, che sono tanti. La mia vita non è affatto noiosa".

Uno di questi, probabilmente il suo hobby più costoso ed eccentrico, è la passione per l'arte. Le opere che arredano la sua casa potrebbero benissimo collocarsi sulle pareti di qualsiasi museo d'arte moderna. Damien Hirst, Lucio Fontana, Augustine Bonalumi, Marc Quinn o Giacomo Balle sono solo alcuni dei nomi che compongono una collezione privata iniziata solo dieci anni fa. "Non sono cresciuto con l'arte, perché non è un elemento che si collega alla mia famiglia. In realtà, il mio gusto per l'arte moderna è cominciato 12 anni fa, a bordo di un aereo. Stavamo avendo un ritardo tremendo. Mi annoiavo, così mi ritrovai a sbirciare il libro che stava leggendo una donna seduta accanto a me. Si intitolava The Fontana Cult. Lei mi chiese se mi piaceva Fontana e io le risposi di no, che quel taglio di tela avrei potuto farlo anche io. Allora quella donna mi disse semplicemente: "Ma saresti comunque il secondo a farlo". Questo episodio risvegliò la mia curiosità e mi indusse a iniziare a leggere libri di arte moderna e ad acquistare piccole opere", racconta Alessandro Benetton. "Ho fatto degli errori, come chiunque inizia una collezione, ma col passare del tempo è diventata la mia più grande passione, perché è qualcosa che mi soddisfa veramente". La sua passione per l'architettura non è da meno.

La sua casa, che contiene tutte queste opere. È stata disegnata da Tadao Ando nel 2004 e costituisce la prima abitazione mai realizzata in Europa dal premiato architetto. "Tadao era stato incaricato di rinnovare una sede della Benetton. Ciò che realizzò mi piacque talmente che gli commissionai la costruzione della mia nuova casa, chiedendogli di rispettare una sola regola, quella della privacy", ricorda Alessandro Benetton. Scavata nella terra, l'abitazione è stata chiamata la Casa Invisibile, e nonostante le sue dimensioni, è dotata di quattro camere da letto: "Desideravo qualcosa di intimo e vivibile. Qualcosa che si potesse sporcare. Abbiamo tre figli. Tre terremoti. Non si può pretendere di tenere una casa come fosse un museo". La famiglia Benetton in realtà è molto più numerosa. Alessandro Benetton ha tre fratelli e quattordici cugini. Figli di Giuliana, Gilberto e Carlo (i tre fratelli del padre Luciano). E l'azienda fondata da questi nel 1965 appartiene a tutti loro; sono stati proprio i maglioni colorati realizzati da Giuliana e che Luciano iniziò a vendere nel negozio di Treviso, dove lavorava come dipendente, a costituire i primi capi di questo marchio dell'abbigliamento. "Noi Benetton siamo intraprendenti. Fa parte del nostro DNA. Mio nonno avviò un'attività che non sappiamo se avrebbe mai funzionato, perché morì molto giovane. Mio padre ha iniziato la sua a 15 anni. E io la mia a 25".

Alessandro Benetton parla della sua azienda, 21 Investimenti, fondata nel 1992. Nel 2009 era già valutata più di un miliardo di euro. La sua attività principale consiste nel dare consulenza a imprese ed aziende per conferire il massimo rendimento ai loro affari. "Tutto ciò che ho realizzato fino ad oggi l'ho ottenuto senza l'aiuto di nessuno. Mio padre non mi ha supportato nella mia attività. Mai. "Nessuno ha mai aiutato me, così adesso nemmeno io ti aiuterò diceva", mi diceva. Se gli chiedevo consiglio me lo dava, ma nello stesso tempo mi faceva capire che ero un individuo totalmente indipendente e che ero l'unico responsabile delle mie decisioni", ricorda Alessandro Benetton. "Anche se può apparire strano, questa è la cosa che ammiro in più in lui. Sembra crudele e, forse, quando stai vivendo il ruolo di figlio e hai bisogno di aiuto, arrivi anche a credere che lo sia. Ora che sono padre mi rendo conto che la cosa più facile è proteggere i propri figli, perché ti fa sentire bene. Ma non è la soluzione giusta, perché in questo modo si impedisce loro di crescere e di maturare".

Con un'attività avviata che riscuoteva molto successo, Alessandro non pensava che un giorno avrebbe lavorato alla Benetton, né tantomeno che un giorno ne sarebbe diventato il vicepresidente esecutivo. "Quando la mia famiglia mi ha chiesto di unirmi all'azienda, mi ha colto totalmente di sorpresa. Se avessi risposto di no, non sarebbe successo nulla, ma moralmente non potevo rifiutare. Sono molti i sentimenti che mi legano a questo nome, alla sua storia, e troppe le persone che dipendono dal nostro successo: lavoratori, fornitori, clienti…", elenca Alessandro Benetton. Non gli è mai pesata la responsabilità, né la pressione psicologica di dover succedere a uno degli uomini d'affari più brillanti dell'industria della moda. Suo padre Luciano è stato, insieme ad Amancio Ortega, il creatore della moda prêt-à-porter e le sue campagne pubblicitarie, realizzate in collaborazione con il fotografo Oliverio Toscani, rappresento alcune delle icone culturali degli anni Novanta. "Ho accettato perché avevo già dimostrato le mie capacità al di fuori di questa azienda. La mia famiglia si è rivolta a me perché ha pensato che avrei potuto operare al meglio. Ma non sono un altro "figlio di papà" dice Alessandro Benetton.

Mentre suo padre gira il mondo con la sua barca – "Ogni tanto passa per vedere come vanno le cose ma, come dice lui, adesso non è più un suo problema", – e con il titolo di presidente ancora in mano, Alessandro Benetton è arrivato per cambiare rotta di un'azienda che non sta vivendo il suo momento migliore. "Io la paragono ad una donna con qualche ruga, ma con molto stile, e che continua ad essere molto bella". Queste rughe compaiono a causa delle vendite non proprio soddisfacenti, ma soprattutto per la mancanza di collegamento tra l'immagine giovane, moderna e ardita, che continua a resistere dagli anni '90, e i modelli che si si trovano nei suoi negozi, più classici e impeccabili. "Sappiamo di possedere un'immagine unica, una storia unica. La Benetton appartiene all'immaginario collettivo perché ha raggiunto prima di qualsiasi altra casa di moda molti angoli del mondo e perché le nostre campagne pubblicitarie hanno segnato un'epoca. È un marchio dotato di personalità. Sotto questo aspetto non abbiamo nessun problema", argomenta Alessandro Benetton. "Ma dobbiamo anche renderci conto che ciò che facciamo è moda, è abbigliamento, non solo immagine. Per questo abbiamo appena nominato un nuovo direttore artistico che ci auguriamo collocherà la Benetton nel XXI secolo".

Dopo quasi tre anni a capo di questa azienda italiana, Alessandro Benetton ha deciso di scrivere un nuovo capitolo di una storia in cui brillanti hanno iniziato a sbiadire. "In latino, il significato della parola erede si collega al concetto di deserto. Al fatto di essere solo al mondo. Mio nonno è stato un imprenditore, mio padre anche, e io ce l'ho nel sangue. Ciò che davvero mi piace e anima la mia vita è affrontare nuove sfide. In questo momento mi sto dedicando completamente alla Benetton perché fa parte della mia storia, della storia della mia famiglia, ma non chiudo nessuna porta", conclude Alessandro Benetton.

FONTE: Harper's Bazaar
AUTORE: Sara Hernando

Architettura,Arte

Giuseppe Recchi: “Il restauro del Mausoleo di Augusto restituisce al pubblico uno dei monumenti più importanti dell’umanità”

2 Feb , 2017  

Giuseppe Recchi - Il restauro del Mausoleo di Augusto

Giuseppe Recchi: “Il restauro del Mausoleo di Augusto restituisce al pubblico uno dei monumenti più importanti dell’umanità” 5.00/5 (100.00%) 6 votes

Il primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, si vantò di aver ereditato un'Urbe di mattoni e di averla lasciata di marmo. Il Mausoleo di Augusto, tomba nella quale l'erede di Cesare trovò riposo dopo la sua morte, quel marmo in parte lo ha perso da tempo, rubato nel corso dei secoli. La leggenda di uno dei sovrani più importanti della storia antica invece non è mai tramontata. Il suo monumento funebre è ancora oggi tappa obbligata per milioni di turisti che ogni anno visitano la Città Eterna. Giuseppe Recchi, Presidente della Fondazione TIM, è stato recentemente intervistato dal Corriere della Sera in merito allo stato dei lavori che stanno interessando il sito e avranno lo scopo di dare maggiore lustro all'antico monumento funebre.

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Arte,Style

Parrucchieri: Una professione emergente e in evoluzione, che appaga e affascina, un mercato rilevante per il PIL, ma in pochi lo sanno

11 Lug , 2016  

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L'Oréal Italia Prodotti Professionali ha presentato i dati dell'Osservatorio 2016 dell'hairdressing in Italia e i risultati dell'indagine Eumetra Monterosa sui mestieri emergenti.
Per 3 italiani su 4 il parrucchiere è un mestiere affascinante, 3 su 5 pensano che offra le maggiori opportunità di realizzazione per i giovani.

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Arte,Mostre

Mario Putin con Serenissima Ristorazione sponsor della seconda tappa del progetto “Egitto Pompei”

16 Giu , 2016  

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Giovedì 16 giungo, presso il Museo Egizio di Torino, il Direttore Generale della Soprintendenza Pompei Massimo Osanna presenterà la seconda tappa del progetto “Egitto Pompei”, evento dedicato all’approfondimento dell’influenza in epoca romana della cultura egizia a Pompei.

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