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Alessandro Benetton: “Ragazzi, non fatevi scippare il futuro”

24 ago , 2012  

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Il consiglio di Alessandro Benetton ai ragazzi: continuate a stimolarvi e a stimolare

"Senza giovani non c'è futuro". Manco solo lo sventolio di bandiere dei "Colori Uniti di Benetton" per completare il tifo da stadio riservato al presidente dell'omonimo gruppo. Un successo di folla che fa mordere un po' le mani agli organizzatori dell'incontro "Giovani e crisi: fine di un mondo inizio di un altro?": sono necessarie una seconda e una terza sala all'aperto per contenere tutto il pubblico presente. "Alessandro Benetton tornerà anche il prossimo anno e l'incontro sarà aperto anche agli adulti" ci scherza sopra il presidente della Compagnia delle Opere Bernard Scholz. Jeans e camicia, Benetton stringe le mani, distribuisce sorrisi, dà del tu ai giovani interlocutori, spaziando da Platone, Leibniz e gli antichi greci. Il background giusto per un ragazzo rimesso sulla retta vita dello studio da un professore di filosofia che: "ha fatto scattare in me la voglia di essere migliore".

Prossimo a nuove sfide in India, Centro America e Turchia, Alessandro Benetton non è turista distratto al Meeting. Accetta di mettersi in gioco, condizione alla quale invita tutti i giovani. "Per parlare di crisi, nuove generazioni e futuro devo partire dalla mia esperienza. E non l'ho mai fatto così a cuore aperto come oggi" assicura. C'è chi sorride maliziosamente. Con una famiglia e un impero così alle spalle tutto è più facile, pensa più d'uno. Il presidente gioca d'anticipo. "Nascere nella mia famiglia certamente mi ha aiutato, ma non solo il figlio dell'imprenditore che lavora nella stessa azienda del padre per nepotismo. Nessuno mi ha fatto sconti". Trovando chiusa la porta dell'azienda di famiglia ("ti voglio bene, ma tra il management e te scelgo il primo" gli disse il padre) mette a frutto conoscenze di economia e impresa e a 26 anni fonda 21 Investimenti, prima di tornare in Benetton. Auspica maggior dialogo tra scuola e impresa, giudica positivo del Governo finora (ma ora attende la fase del rilancio: non basta la riduzione dei costi e razionalizzazione anche se l'effetto stabilità ha dato i suoi frutti) assicura nuove iniziative Benetton nello sport – a livello giovanile, dopo l'abbandono quasi totale di quello professionistico, specie per esaltarne la valenza formativa ed educativa. "Il confronto con il mercato per un'impresa è obbligatorio, ma dare continuità a un'azienda e trasferire senso di responsabilità a chi lavora sono elementi altrettanto importanti". La crisi c'è e il tunnel non sembra vicino alla fine, ma Alessandro Benetton non è profeta di sventura. "L'unica cosa che un giovane oggi non può fare è farsi scippare il futuro – dice parafrasando Seneca – e certamente non può farselo sfuggire per negligenza". Per Benetton è importante "alzare continuamente la misura dell'asticella". Le cadute? Non debbono sorprende né far retrocede. Piuttosto auguri a tutti – ripetendo don Giussani – di "non stare mai tranquilli". La responsabilità non elide il gioco di squadra, la creatività non tarpa le ali all'organizzazione ("di cui c'è poca cultura in Italia"). "La ricerca continua non è instabilità né incoerenza: quando avessimo trovato tutte le risposte, allora si aprirebbero nuove domande. Ragazzi, non scoraggiatevi, continuate a stimolarvi e a stimolare".

FONTE: Avvenire
AUTORE: Paolo Guiducci

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