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Alessandro Benetton racconta a “Il posto giusto” l’esperienza in Formula 1

28 Feb , 2018  

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Intervistato nel programma “Il posto giusto”, in onda su Rai Tre, Alessandro Benetton ha ripercorso il decennio trascorso in Formula 1. Chiamato a rivestire, dal 1988 al 1998, la carica di presidente di Benetton Formula, l’imprenditore trevigiano è riuscito a portare al successo un team sul quale pochi erano pronti a scommettere. L’esordio della scuderia verso la fine degli anni ‘80 è accompagnato da un’opinione generale sfavorevole, come lui stesso racconta: “Siamo entrati in un mondo di grandi specialisti di alta tecnologia, sembrando quasi come degli imbucati, pur non sapendone niente riuscivamo a ottenere grande successo e questo sembrava quasi svilire tutta la radice e la profondità che vi era dietro quel mondo”.

Nonostante la concorrenza spietata e la presenza nel campionato di marchi automobilistici storici come Ferrari e Williams, la scuderia capitanata da Alessandro Benetton riesce però ad emergere, dimostrando a tutti di non essere una semplice comparsa: “Non è stato semplice però poi anche qui con coraggio, sperimentando e facendo tanti cambiamenti, sono venuti fuori buoni risultati”. Tra il 1994 e il 1995 arrivano infatti i titoli iridati, con la conquista di due titoli piloti consecutivi e uno costruttori. Il merito va tuttavia anche a un giovane pilota tedesco, il cui nome è destinato a entrare nella leggenda di questo sport: Michael Schumacher. Talento della cui scoperta il fondatore della società di Private Equity “21 Investimenti” non vuole prendersi la paternità: “Quando mi chiedono, e accade spesso, chi lo ha scoperto, io rispondo che ha fatto tutto lui: è sceso in pista la prima volta e ha dimostrato di essere molto più veloce degli altri”. Alle doti naturali, “Schumi” aggiunge anche l’attenzione ai minimi dettagli, ricorda Alessandro Benetton: “Con la sua personalità, la sua dedizione e anche la sua durezza governava il clima e l’apprendimento di tanti altri. Se tu volevi che un meccanico desse il meglio, lo facevi parlare con Michael: lui pretendeva il meglio perché stava dando il meglio”. L’esperienza maturata in questo periodo non si limita a un successo professionale, ma è foriera anche di un importante messaggio: “per me e il nostro gruppo l’esperienza in Formula 1 ha dimostrato proprio come si può avere successo anche in ambiti diversi da quello per cui eravamo già conosciuti”.

Per vedere l’intervista completa:

https://www.raiplay.it/video-ssi.html?/video/2018/02/Il-posto-giusto-914ce0d5-6f55-49f1-b381-57f309299859-ssi.html

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