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Alessandro Benetton: “Il colore è metafora della diversità”

1 Feb , 2013  

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Dal 2012 alla guida dell'azienda di famiglia, Alessandro Benetton invita il pubblico a partecipare alla campagna contro la discriminazione

Alessandro Benetton è venuto a Parigi per tendere personalmente, nel megastore del marchio che porta e suo nome, la nuova campagna primavera/estate 2014. Non si tratte solo di pubblicità, ma di un nuovo nodo per entrare in contatto e interagire con il pubblico, visto che Benetton questa volta non sta solo proponendo idee e concetti ma sta anche chiedendo ai propri consumatori di partecipare attivamente. La diversità di colori è sempre stata al centro della comunicazione e delle attività più impegnate del marchio, ma questa volta è il cuore di tutta l'idea. Da un lato giovani con molto stile, storie personali forti e attenzione al sociale, indossano i capi della stagiona nelle immagini pubblicitarie. Per rafforzare il messaggio antidiscriminatori, insieme alle immagini degli attori Kiera Chaplin e Dudley O'Shaughnessy, e i modelli Alek Wek, Lea T e Mario Galla, tra gli altri, compare anche e nome della Fondazione Unhate, che aveva lanciato una provocatoria campagna, facendo baciare, In foto, personaggi che rappresentano ideologie contrastanti o addirittura nemiche. L'Idea classica di unire attraverso la differenza, rappresentata dal colore, è anche alla base dell'ambizioso progetto di un social network nel sito di United Colors of Benetton. Appoggiandosi ai mezzi già sperimentati dei social network, il marchio invita I consumatori ad esprimersi e condividere attraverso il colore, caricando o collegando idee ed immagini.

Alessandro Benetton, perché ha deciso di lanciare la campagna in questo momento?

​Alessandro Benetton: "Pensiamo che la primavera sia il momento ideale per lanciare una campagna dove il colore è protagonista. È la stagione del ritorno dei colori vivi che caratterizzano con decisione i capi della nostra collezione primavera/estate. Dal punto di vista simbolico rappresenta anche un messaggio dl ottimismo e fiducia"

Come sono stati scelti i talent?

Alessandro Benetton: "Sono tutte persone originali, che hanno una storia intensa da raccontare, un team di giovani cittadini del mondo che – per multiculturalità, spirito cosmopolita e impegno morale – rappresentano appieno l'identità di United Colors of Benetton e la nostra idea di colore. Sono personaggi Interessanti che si sono messi in luce con il loro talento e il loro impegno, che sono approdati alla moda attraverso percorsi alternativi e anticonvenzionali."

Qual è il messaggio che pesa di più: i colori o la lotta alla discriminazione?

Alessandro Benetton: Entrambi perché, simbolicamente, finiscono per coincidere. L'obiettivo principale della nuova campagna moda United Colors of Benetton, Infatti, è riaffermare 11 il colore come 'valore' fondante del nostro brand e, al contempo, come metafora della diversità, delle differenti sfumature che costituiscono un grande patrimonio da valorizzare.

Come Benetton si aspetta che il pubblico entri nella community del brand e partecipi attivamente?

Alessandro Benetton: Penso che il colore sia importante nella vita di tutti. Abbiamo realizzato un apposito sito e mi aspetto un grande contributo creativo: un pensiero, un'idea, una citazione, magari un'immagine o un video per raccontare il colore preferito.

In che modo si sta evolvendo il mercato, con i social network da un lato e la situazione economica mondiale, dall'altro?

Alessandro Benetton: È un mercato sempre più complesso, in cui è necessario distinguersi con idee nuove, qualità e uno stile riconoscibile. Abbiamo una nostra storia ed una solida identità e vogliamo riaffermare con forza alcuni valori fondamentali che ci distinguono, come la qualità e il colore, anche investendo sempre più nelle nuove tecnologie e nei linguaggi di comunicazione più innovativi. Credo che il 2013 sarà un anno impegnativo ma, proprio per questo, molto appassionante. Dovremo lavorare duro e affrontare sfide importanti per riprendere a crescere, per costruire, in Europa e nel mondo, un futuro con condizioni di vita e di lavoro migliori, soprattutto per i giovani

Alessandro Benetton, ritiene che avere un padre iconico come Luciano Benetton renda più facile o difficile fare il presidente dell'azienda?

Alessandro Benetton: "Mio padre appartiene a una generazione che in Italia ha conosciuto tassi e di crescita e di dinamismo economico che non si sono più ripetuti nella nostra storia. Oggi è più complicato ma ciò che ho appreso da lui – ragionare con la propria testa, mettersi sempre in gioco, scoprire nuove strade – mi aiuta ogni giorno nel mio lavoro."

I suoi rapporti al lavoro sono diversi da quelli che ha al di fuori?

Alessandro Benetton: Penso che per essere un vero imprenditore sia importante saper prendere le distanze, uscire dal punto di vista consueto e guardare il proprio lavoro anche da una prospettiva nuova. Credo che i rapporti con Deborah e i miei figli, con gli amici, la mia passione per lo sport e l'arte, mi aiutino a mantenere uno sguardo fresco sul mondo, ad andare al cuore delle cose. Sono convinto che in questo sia la chiave per lavorare bene.

FONTE: Cosas
AUTORE: Pamela Biénzobas

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