Cultura

Federico Motta Editore: il termine “spillover” e le origini della microbiologia

3 Lug , 2020  

Federico Motta Editore: il termine “spillover” e le origini della microbiologia 5.00/5 (100.00%) 1 vote

“Spillover” o salto di specie: negli ultimi mesi abbiamo preso familiarità con questo termine, che indica la capacità di un virus di passare da una specie all’altra. Questa è una delle numerose scoperte fatte dai microbiologi durante il Novecento: all’argomento così d’attualità Federico Motta Editore ha dedicato una notizia sulle pagine online del sito ufficiale, facendo riferimento ai saggi di Gilberto Corbellini pubblicati su “L’Età Moderna“.
Il verbo “to spill over” significa letteralmente “riversare”: il termine fa riferimento al salto interspecifico, vale a dire al momento in cui un virus diventa in grado di “saltare” da una specie animale all’altra. Il passaggio avviene attraverso uno scambio di DNA: se individui di diverse specie vengono a stretto contatto, il virus può modificare il proprio patrimonio genetico per riuscire così a infettare nuove specie. È questa l’origine del Covid-19 e di tantissimi altri virus come il morbillo e il vaiolo, che erano soliti infettare i bovini.
Per studiare tale fenomeno esiste la microbiologia, una scienza relativamente giovane. Corbellini, nel saggio “Microbiologia, virologia, parassitologia e prioni” pubblicato da Federico Motta Editore su “L’Età Moderna“, ricorda che questo tipo di studi sui batteri iniziarono nel Seicento, per poi evolversi nel 1931 con l’invenzione del microscopio elettronico e negli anni ’80 con il microscopio a effetto tunnel.

Per maggiori informazioni:
http://www.mottaeditore.it/2020/05/spillover-e-conquiste-della-microbiologia-del-novecento/

Arte

La Banda dei FuoriClasse, il programma Rai con i contenuti formativi digitali di FME Education

19 Giu , 2020  

La Banda dei FuoriClasse, il programma Rai con i contenuti formativi digitali di FME Education 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Ha accompagnato le mattine di bambini e ragazzi durante i mesi di didattica a distanza, tra lezioni, video e quiz divertenti: è La Banda dei FuoriClasse, il programma andato in onda su Rai Gulp dal 20 aprile al 10 giugno, dedicato alla formazione dei ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado. Condotto da Mario Acampa, tra gli autori insieme a Federico Taddia, Toni Mazzara e Giovanna Carboni, e trasmesso dal lunedì al venerdì alle 9:15, al programma ha collaborato anche FME Education, Editore italiano specializzato nella realizzazione di contenuti per la didattica digitale. Il format de La Banda dei FuoriClasse, infatti, includeva una grande collezione di video lezioni presenti nell’ambiente didattico modulare MyEdu per la scuola e la famiglia, che la Casa Editrice ha messo a disposizione degli autori del programma.
Durante i mesi in cui il Covid-19 ha provocato la chiusura degli istituti scolastici, il programma trasmesso su Rai Gulp ha consentito a bambini e ragazzi di proseguire lo studio anche a casa, curandone la didattica, e ha dato la possibilità agli studenti di sentirsi parte di un gruppo, la banda per l’appunto, all’interno del quale confrontarsi, rimanere uniti e imparare divertendosi. Attraverso un format allegro e divertente, La Banda dei FuoriClasse ha proposto tutte le materie curriculari della scuola dell’obbligo in linea con le più recenti indicazioni del Ministero dell’Istruzione, e grazie ai materiali di MyEdu gli studenti hanno potuto proseguire la propria formazione da casa. La proposta è nata in seguito alla grande necessità di insegnamento a distanza scaturita dall’emergenza sanitaria che ha caratterizzato gli scorsi mesi: non tutte le scuole e non tutte le famiglie, hanno infatti potuto attrezzarsi allo stesso modo ed è proprio per questo che il programma Rai ha cercato di venire incontro alle esigenze di formazione dei più giovani, proponendo video lezioni, spiegazioni, giochi, lavoretti e molto altro, all’insegna del divertimento. Forte della sua lunga esperienza nel mondo della didattica digitale, il contributo di FME Education ha permesso di ampliare le risorse a disposizione del programma Rai La Banda dei FuoriClasse. L’Editore digitale è attivo dal 2013 nel campo della progettazione e realizzazione di contenuti formativi digitali che permettono ai più giovani di “Imparare divertendosi a casa e a scuola”. Nello specifico, il progetto MyEdu è stato ideato e costruito per bambini e ragazzi e si presenta come un ambiente didattico modulare che propone risorse formative e accompagna l’apprendimento delle nuove generazioni: corsi online, giochi digitali, percorsi multimediali, app per esercitarsi, laboratori didattici, il tutto unito dalla parola d’ordine “Imparare divertendosi”.

Professionisti

Vittorio Massone: Cybersecurity e Covid

19 Giu , 2020  

Vittorio Massone: Cybersecurity e Covid 5.00/5 (100.00%) 1 vote

L’approfondimento di Vittorio Massone, manager con un’esperienza consolidata in ambito internazionale nel settore delle Telecomunicazioni, dei Media/Entertainment, del digitale, dei servizi industriali, del Government e dell’Automotive, sulla cybersecurity nei mesi della pandemia

Da qualche anno si parla molto di cybersecurity ed ancora di più in questi ultimi mesi di emergenza. La destabilizzazione creata dal virus e soprattutto il diffusissimo lavoro da casa (smart o meno) hanno creato le condizioni ideali per i cyber criminali per aumentare gli attacchi. Basta un solo loophole, un solo punto debole, e questo può anche essere remoto, non necessariamente centrale al sistema. Inoltre, la rapidissima evoluzione dell’artificial intelligence ha aumentato a dismisura la potenza di fuoco degli attaccanti – Google sta bloccando qualcosa come 18 milioni di mail “maliziose” al giorno, soprattutto di “phishing” e più dei due terzi di queste sono generate da macchine (bot, trolls, etc.) e non da persone. Questo vuole anche dire che gli attacchi sono random, indiscriminati, per cui nessuno può sentirsi al sicuro.

Il fenomeno più devastante è quello del ransomware, ove i criminali inducono con l’inganno a far scaricare un software maligno (“malware”) che fa una encryption dei dati aziendali. Dopodiché minacciano di bloccare tutto a meno che non venga pagato un riscatto (“ransomware”) entro un certo numero di ore in cambio della chiave di decriptazione. Ovviamente pagamenti in cryptocurrencies. Nella versione più recente di questo crimine, i dati prima di venire criptati vengono copiati altrove, in modo che anche se l’azienda ha dei sistemi di back up perfettamente funzionanti (e quindi può più o meno facilmente switchare sul back up ed evitare il blocco aziendale), deve comunque pagare per non vedere i dati propri e dei propri clienti venduti sul mercato, con danni reputazionali, sanzioni e rischi di class actions enormi. Per finire, spesso viene comunque venduta sul mercato nero la chiave ed il percorso di accesso che i criminali hanno utilizzato per il “breach”, ad uso e consumo di altri gruppi criminali.

Tale è la portata del fenomeno e la gravità dei potenziali danni, che la cybersecurity è diventata un tema chiave per i CEO e i Board. Questo crea il primo tipo di problema, cioè una mancanza di competenze e di “readiness” di molte aziende, laddove le decisioni chiave vengono prese. I consulenti di riferimento della “C-suite” si stanno attrezzando, ma non sono ancora interlocutori credibili su questi temi. Il panorama è ovviamente molto diverso da azienda ad azienda e da settore a settore, essendo alcune aziende ed alcuni settori ormai molto più preparati della media nel difendersi da questi attacchi. Il secondo problema è legato alla ricerca di soluzioni con puri strumenti tecnologici. Ovviamente la tecnologia è fondamentale, ma è soltanto con un approccio coerente agli aspetti di Persone, Processi e Tecnologia che si può affrontare il problema.

L’aspetto umano è spesso quello più trascurato: il dipendente che clicca sull’attachment che scarica il malware, e che magari poi per paura o per ignoranza non dà l’allarme alle strutture competenti; il dipendente dell’amministrazione che riceve una mail dall’Amministratore Delegato (in verità un falso ma sofisticato messaggio generato attraverso AI) e che bypassando tutte le procedure ed autorizzazioni procede a effettuare un pagamento ad un fornitore chissà dove, in realtà un criminale. Questi fenomeni hanno poco a che vedere con la tecnologia e molto con aspetti di cultura aziendale, di awareness. Ultimamente, questi approcci “umani” si sono sofisticati, con persone reali che sotto le mentite spoglie di un Tech Support di un fornitore o di una banca, creano un rapporto di fiducia con il nostro funzionario, inducendolo nell’arco di magari settimane a cambiare parametri, dare informazioni chiave, di fatto lasciare inconsapevolmente aperta la porta ai malfattori. Questo tra l’altro richiama la necessità che anche I nostri fornitori di prodotti e servizi siano adeguatamente protetti, altrimenti il punto debole sfruttato per un attacco potrebbero essere proprio loro. Nonostante si adottino sempre più sistemi di supply chain integrate, non è di frequente che si vede un cliente effettuare un audit – o anche solo un survey – sui propri fornitori.

Con l’AI usato per i “deep fake”, questo incrocio di comportamento umano – processi sarà ancora più importante: è già ora possibile ricreare sinteticamente in maniera molto credibile la voce di un Amministratore Delegato o di un CFO – a breve anche l’immagine, con AR/VR – che dà istruzioni ad un funzionario di effettuare certe operazioni.

Ovviamente gli aspetti tecnologici sono comunque fondamentali, a partire dall’architettura stessa dei sistemi informativi, la configurazione delle connessioni remote, la robustezza dei sistemi di identificazione e accesso, i sistemi di malware detection e di intrusione, sistemi di analisi e testing costante dei possibili failure points. Fondamentale qui è l’analisi del “cyber security debt”, come sotto insieme del technological debt, cioè di interventi già identificati e considerati necessari ma che per motivi di allocazione di risorse e budget vengono scadenzati nel tempo. Vi sono qui due considerazioni chiave: 1) la prioritizzazione degli interventi va fatta in base al rischio e al potenziale danno. Non si può difendere tutto, importante quindi una scelta consapevole – basata su parametri di business, non tecnologici – di cosa è più sensibile. 2) una allocazione di risorse e budget adeguati ai rischi. Potrebbero dimostrarsi gli investimenti a più alto ROI mai fatti in azienda. Questo tema va doppiamente menzionato in questo periodo di crisi economica e finanziaria in quanto sarà tentazione comune a molte aziende, soprattutto di medie dimensioni ma non solo, di rinviare questo tipo di “costi” di IT, che ricadono di fatto tra le spese “discrezionali”.

La consapevolezza qui è che il problema non potrà mai essere risolto al 100%, ma che bisogna costantemente studiare, imparare e migliorare per poter stare un passo avanti (o almeno non troppi passi indietro) rispetto ai criminali. Non aiuta, da questo punto di vista, che le aziende comprensibilmente non siano molto disponibili a fare “information sharing” quando vengono attaccate, e condividere una analisi post-mortem di cosa è andato storto e come rimediare. La stessa collaborazione internazionale tra governi non è così funzionante come in altri campi, cosa che è ovviamente fondamentale in quanto queste organizzazioni criminali sono spesso basate fuori dai confini nazionali ed europei.

Aziende

Open Fiber entra nell’Avalon Campus di IRIDEOS

16 Giu , 2020  

Open Fiber entra nell’Avalon Campus di IRIDEOS 5.00/5 (100.00%) 1 vote

SI RAFFORZA LA PARTNERSHIP TRA L’OPERATORE WHOLESALE ONLY CHE STA REALIZZANDO IN ITALIA UNA RETE INTERAMENTE IN FIBRA OTTICA FTTH E IL POLO ICT DEDICATO ALLE AZIENDE.

Roma, 15 giugno 2020 – Open Fiber si unisce ai grandi Operatori e Over the Top già presenti nell’Avalon Campus milanese di IRIDEOS, il più grande Internet hub privato italiano, dove si incontrano le reti Internet italiane, le principali piattaforme di cloud pubblico e le più grandi infrastrutture di broadcasting.

Open Fiber è l’operatore italiano wholesale only che porta la banda ultra larga interamente in fibra ottica FTTH in tutte le Regioni italiane. IRIDEOS è il nuovo polo ICT italiano dedicato alle aziende, controllato dal fondo infrastrutturale F2i SGR.

“La nostra presenza nell’Avalon Campus di IRIDEOS” – commenta Simone Bonannini, Direttore Marketing & Commerciale di Open Fiber – rende la nostra infrastruttura di rete sempre più aperta ed accessibile a tutti gli operatori italiani ed esteri, per favorire la digitalizzazione del Paese e lo sviluppo di servizi sempre più innovativi”.

“Grazie al nuovo ingresso in Avalon Campus – dichiara Vincenzo Scarlato, Direttore Marketing di IRIDEOS – Operatori e Aziende possono connettersi con la massima semplicità alla rete in fibra di Open Fiber. La potenza della rete di accesso di Open Fiber si coniuga così con l’interconnessione alle reti nazionali ed internazionali degli oltre 150 Operatori già ospitati in Avalon.”

L’ingresso di Open Fiber nell’Avalon Campus rinforza la partnership tra i due Operatori, che nel 2019 hanno siglato un accordo per l’utilizzo da parte di IRIDEOS dell’infrastruttura in fibra ottica di Open Fiber su tutto il territorio nazionale nelle aree in cui non è presente con infrastrutture proprietarie.

Aziende

PFE S.p.A. presenta il nuovo Consiglio di Amministrazione

1 Giu , 2020  

PFE S.p.A. presenta il nuovo Consiglio di Amministrazione 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Comunicato stampa n. 08 del 1 Giugno 2020

L’Assemblea degli Azionisti di PFE S.p.A., proseguendo nelle iniziative di perfezionamento del sistema di Governance aziendale previsto anche dal piano industriale, ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione che guiderà l’Azienda al raggiungimento degli obiettivi di crescita prefissati.
Il nuovo CdA, insediatosi sabato 30 maggio u.s., rappresenta un equilibrato insieme di managerialità, esperienza, indipendenza, competenze tecniche e conoscenza qualificata del mercato e dell’Azienda.

Il nuovo Presidente è Paolo Ciccarelli, 61 anni, Dottore Commercialista, che nel corso della sua lunga carriera professionale ha acquisito una vasta esperienza manageriale lavorando per oltre quattordici anni nel Gruppo Borsa Italiana e London Stock Exchange e, dal 2010, dopo una significativa esperienza in Barclays Bank, ricoprendo il ruolo di CEO e Consigliere Indipendente in numerose e qualificate realtà industriali e finanziarie italiane.

Completano il nuovo CdA dell’Azienda il dott. Gianluca Saia e il dott. Alessandro Narbone.

Gianluca Saia – già Consigliere d’Amministrazione e Direttore Centrale Corporate di PFE S.p.A. – in Azienda dal 2011, garantisce la prosecuzione manageriale nella conduzione dell’azienda e la conoscenza approfondita dei suoi meccanismi di funzionamento.

Alessandro Narbone – Dottore Commercialista e Revisore dei Conti dal 1980, coniuga competenze economiche e fiscali con una profonda esperienza aziendale.

Il Consiglio di Amministrazione si avvarrà del supporto del Comitato Strategico, composto dal neo Presidente Paolo Ciccarelli, dai Direttori Centrali dell’Azienda (Mercato, Operations, HR e Corporate) e dal Consulente Strategico Mercato.

Le prime dichiarazioni del nuovo Presidente, rivolte al top management aziendale, sono state di ringraziamento per il grande lavoro svolto in questi anni dal precedente Consiglio e di stima nei confronti degli azionisti che, con la decisione di affidare la Governance aziendale a manager indipendenti e di riconosciuta professionalità, stanno ancora una volta dando all’Azienda l’opportunità di perseguire un’evoluzione manageriale propedeutica ai piani di sviluppo futuro che rimangono confermati e rafforzati da questa scelta.

Profilo di PFE S.p.A.

PFE è un’azienda nazionale specializzata nella fornitura di servizi di facility management che opera da oltre trent’anni, affacciandosi anche al mercato estero.
Centinaia di clienti pubblici e privati e migliaia di cantieri sono il panorama di intervento di oltre 6.000 dipendenti che assicurano quotidianamente l’igiene, la sanificazione e la piena funzionalità degli ambienti serviti, grazie a prestazioni professionali e qualificate di cleaning e facility management in ambito sanitario, civile ed industriale.
Il successo aziendale si fonda sulla sintonia di diversi elementi: l’attenzione dedicata al personale dipendente, la sostenibilità ambientale e l’innovazione, il tutto nel solco di solidi valori aziendali che dopo studi approfonditi e continui perfezionamenti hanno condotto PFE ad ideare e brevettare un innovativo metodo di organizzazione del lavoro denominato Clever Job, finalizzato alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione dei processi.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale www.pfespa.com

Paolo Giovanni Ciccarelli
Paolo Giovanni Ciccarelli
Gianluca Saia
Gianluca Saia
Alessandro Narbone
Alessandro Narbone

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Professionisti

Alessandro Benetton protagonista del podcast “Il Pub del Lunedì Sera”

1 Giu , 2020  

Alessandro Benetton protagonista del podcast “Il Pub del Lunedì Sera” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Il Pub del Lunedì Sera“, podcast nato per discutere di attualità, politica, economia, scienza e cultura, ha avuto di recente come protagonista Alessandro Benetton. L’imprenditore ha risposto con interesse ed entusiasmo alle domande, raccontando vicende del suo percorso professionale e dando alcuni consigli all’Italia giovane e dinamica che vuole fare impresa e ripartire in seguito alla crisi dovuta all’emergenza sanitaria.
Dopo aver completato gli studi all’estero, Alessandro Benetton ha deciso di lasciare l’azienda di famiglia a causa di una visione imprenditoriale troppo diversa: “Ho pensato: verrò criticato, è più facile che mi faccia più male che bene, ma è l’occasione per svincolarsi dall’azienda famigliare. L’importante è la capacità di avere una visione laterale, è questo che fa la differenza“. L’imprenditore ha così fondato 21 Investimenti, oggi 21 Invest, entrando con successo nel private equity. Grazie alla sua esperienza e all’incontro con Michael Porter, ha compreso che “è possibile prevedere il futuro di un’azienda guardando al pattern d’evoluzione di altre imprese, anche appartenenti ad altri settori“.
Ai giovani che stanno cercando di trovare la loro strada, l’imprenditore ha spiegato che “se si ha un ragionamento e un’ipotesi solida da perseguire, bisogna credere nelle proprie idee“. L’educazione al lavoro, al guadagnarsi le cose da sé, spesso con fatica, prescinde dal proprio background familiare ma è un insegnamento fondamentale, che ha giocato un ruolo di primo piano anche nella sua carriera. “Dare il buon esempio è essenziale: la felicità e l’autostima sono fonti per il successo anche interiore“.
Non è facile uscire dalla propria comfort zone, è lo stesso motivo per il quale ancora oggi le aziende faticano a comprendere che è necessario cambiare il proprio modello di business per non rimanere indietro. Per spiegare questo concetto, Alessandro Benetton ha anche fatto riferimento ad uno dei più grandi problemi dell’Italia: “Il nostro Paese è complicato. Abbiamo smesso di avere fiducia nei giovani, dimenticandoci che spesso le scoperte più grandi sono state fatte da persone con meno di trent’anni“. Sul dare fiducia e lavoro ai giovani si basa anche la sfida di Cortina 2021: da Presidente della Fondazione, Alessandro Benetton vede l’evento come un’occasione importante per rilanciare il territorio e valorizzare una comunità dal grande potenziale.
Il podcast si è concluso con qualche consiglio: ai giovani l’imprenditore raccomanda di “portare pazienza, distinguersi e dare valore alle esperienze e ai rapporti umani, anche con le comunità internazionali. Nelle situazioni più sfortunate, se si guarda bene, c’è qualcosa che può tornare utile in futuro“.

Letteratura

Federico Motta Editore tra i simboli della storia milanese nella poesia “Milano per me”, pubblicata sul “Corriere della Sera”

8 Mag , 2020  

Federico Motta Editore tra i simboli della storia milanese nella poesia “Milano per me”, pubblicata sul “Corriere della Sera” 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Una lettera aperta che suona più come una poesia, dedicata all’amore per una grande città come Milano, fatta di storia, di luoghi di cultura, di simboli di civiltà: pubblicata sulle pagine online del “Corriere della Sera”, nel blog “ITALIANS” (di Beppe Severgnini), è stata scritta da Michele De Luca.
Nel testo, tra i simboli e la storia degli avvenimenti e degli enti che hanno fatto Milano, vi è anche Federico Motta Editore, marchio storico dell’editoria e della cultura italiana.
Dall’inizio di questa clausura – siamo alla trentaseiesima giornata – ho inviato quotidianamente ad un certo numero di conoscenti una newsletter. L’ultima è dedicata a Milano. Ne è venuta fuori questa poesia, che spero piaccia ai lettori di ITALIANS. Con la speranza di vedere presto un lumicino in fondo a questo tunnel“. La poesia, intitolata “Milano per me“, sottolinea l’unicità di una città come Milano, che va conosciuta e ricordata anche per gli importanti avvenimenti storici che l’hanno interessata (le cinque giornate, ad esempio). Fondamentali sono anche gli artisti e i letterati che hanno scritto della capitale lombarda e si sono lasciati ispirare da essa (pensiamo a “I Promessi Sposi“). Milano poi è fatta di luoghi: dai grandi teatri (La Scala, il Piccolo) agli spazi iconici (I Navigli, Piazza Fontana), così fino ai grandi atenei (Università Bocconi, Università Bicocca, Università Statale).
Quando penso Milano“, scrive De Luca, “penso Piazza Fontana Corso Sempione, Van Wood che canta in Via Montenapoleone la Federico Motta in via Branda Castiglioni“. Con i suoi oltre novant’anni di storia, Federico Motta Editore entra di diritto nella memoria comune di chi ha vissuto Milano interessandosi al settore dell’editoria di qualità, masticando storia e cultura.
Infine Milano è fatta di persone, che da vicino o da lontano sono entrate in contatto con l’economia della città, per affetti, per lavoro, per stili di vita. È anche grazie a queste sue solide radici storiche e culturali che la città lombarda si rialzerà dalla crisi che sta affrontando.

Per maggiori informazioni:
http://italians.corriere.it/2020/04/23/lettera-milano-per-me-in-versi/?refresh_ce-cp

Aziende

Sebastien Clamorgan and Venia International support for the “Badagry MegaPort and Free Zone” project

5 Mag , 2020  

Sebastien Clamorgan and Venia International support for the “Badagry MegaPort and Free Zone” project 5.00/5 (100.00%) 1 vote

Sebastien Clamorgan is a successful professional and entrepreneur. The company that he founded, Venia International, during several years of activities undertook many projects and partnerships across multiples sectors of the industry. Thanks to the success of these initiatives, Venia International is now a key regional player in the MENA area. The company invests in many different projects but focuses in particular in the shipping, food and beverage, security, consumer goods and real estate sectors. The firm is now well active also in the creation of joint ventures in the port management field.

Sebastien Clamorgan in the “Badagry MegaPort and Free Zone” project

Developing a new, ultra-modern port and free zone, in order to create an innovative platform for national and regional development of businesses in Nigeria: this is the aim of a project called “Badagry MegaPort and Free Zone”, in which Sebastien Clamorgan and Venia International are playing a crucial role. The project wants to partner with the Nigerian Government and business leaders in order to create useful solutions to support a solid and sustainable growth in the interested areas. The Badagry MegaPort and Free Zone is now in development thanks to a partnership between private entities, and is overseen by the Federal Government, the Federal Ministry of Transport, the Nigerian Port Authorities, the Federal Ministry of Trade Investment and the Lagos State Government. Also, a few private consortiums of companies agreed to support the project, which is designed to give the possibility to learn from worldwide assets and expertise while conducting business in the interested local areas. This is an ambitious project: to guarantee its success, some of the largest companies in Nigeria have joined forces in a consortium, in order to deliver a successful Greenfield port & Free Zone. Thanks to this, the project will work as a catalyst for the growth of Nigeria. In this context, the global consulting and investment firm Venia International, led by Sebastien Clamorgan, played a fundamental role of deal maker, broker and representative of stakeholder’s interests. The firm is also active in building partnerships and joint ventures in the port management field, both in Africa and Europe. For all these reasons, thanks to the passion and the professionality of its founder and to the successful tasks carried out during the years, Venia International is now a recognized key player in the Middle East and North Africa region.

Sebastien Clamorgan: Venia Internationa’s history

As a key company for the African and Middle East Region, Venia International is a well-known firm founded in the late Nineties by Sebastien Clamorgan, a professional and an entrepreneur who operates in the business field of consultancy. He also presents multinationals, private equity, shipping & logistics to infrastructure, food & beverage and real estate. Venia International’s success is based on more than 25 years of experience in its sector, supporting the establishment of several global brands. The company managed to carry out many projects relating to different business sectors: its services include supporting the development of planning processes and the growth of roadmaps. Venia International also provides useful advice on the best approaches for profitable business, offering key insights to markets and local contents to ensure companies comply with regulatory frameworks. Sebastien Clamorgan‘s firm also provides a solid know-how regarding the MENA area. The company is well known for its partnerships and joint ventures, in particular for the ones pertaining the port management sector.

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Aziende

TWT al sostegno dell’Ospedale Sacco di Milano

7 Apr , 2020  

TWT al sostegno dell’Ospedale Sacco di Milano 5.00/5 (100.00%) 2 votes

  • Sviluppato un sistema per garantire il monitoraggio telefonico nel Centro Operativo Dimessi (COD-19)
  • L’iniziativa dell’Università degli Studi di Milano attivata in collaborazione con l’ASST Fatebenefratelli-Sacco

Milano, 7 aprile 2020 – In questo periodo così delicato per la nazione ed in particolare per il Sistema Sanitario Nazionale, TWT, società leader nel settore delle telecomunicazioni fondata da Marco Rodolfi e Michela Colli, ha deciso di sostenere il Centro Operativo Dimessi (COD-19), l’iniziativa che l’Università degli Studi di Milano ha attivato in collaborazione con l’ASST Fatebenefratelli-Sacco.
Il Centro Operativo Dimessi (COD-19) è un servizio di sorveglianza attiva domiciliare che ha lo scopo di garantire uno stretto monitoraggio di alcuni parametri clinici e dello stato di bisogno generale dei pazienti dimessi dai Pronto Soccorso, dai reparti di degenza e gli operatori sanitari con infezione da Covid-19.

Tramite il Business Partner “Link Up”, TWT ha dato vita al progetto gratuito solo VoIP emergenza covid-19, dedicato al Sacco di Milano. Il progetto comprende l’attivazione di una numerazione fissa con 30 contemporaneità, oltre che traffico gratuito verso rete fissa e mobile, per permettere all’ospedale di affrontare l’attività di monitoraggio dei pazienti affetti da Covid-19 nelle due settimane di isolamento domiciliare.

I servizi telefonici già in uso per le regolari attività della struttura, infatti, non erano in grado di sostenere l’improvvisa e urgente mole di telefonate necessarie ad affrontare la crisi sanitaria e offrire a tutti i pazienti il miglior supporto possibile, anche da remoto. La specializzazione di Link Up, la qualità del servizio VoIP di TWT e la velocità d’implementazione e di realizzazione hanno consentito di far nascere un progetto virtuoso, solidale e d’esempio per il mondo delle TLC.

Alessandra Sponchiado, General Manager di TWT, ha commentato così l’iniziativa: “Il progetto sviluppato per l’Ospedale Sacco di Milano è per noi di TWT un motivo di grande orgoglio. Siamo onorati di poter essere concretamente vicini agli operatori sanitari e ai loro pazienti in un momento in cui tutti ci chiediamo come possiamo fare la nostra parte a supporto degli ospedali. Continuiamo a pensare che le aziende, oltre alla loro propensione al business, abbiano anche un ruolo sociale e debbano mettere a disposizione le loro competenze e le loro risorse”

VoIP (Voice over Internet Protocol) – messo a disposizione della struttura ospedaliera per tutta la durata dell’emergenza – è uno dei servizi Voce di TWT, ideale per usufruire delle più avanzate prestazioni telefoniche utilizzando le reti internet piuttosto che le tradizionali linee telefoniche.

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Letteratura

Federico Motta Editore: in una recente notizia si ripercorrono le tappe fondamentali dell’edificazione del muro di Berlino

18 Feb , 2020  

Federico Motta Editore: in una recente notizia si ripercorrono le tappe fondamentali dell’edificazione del muro di Berlino 5.00/5 (100.00%) 2 votes



28 anni di separazione, uno squarcio che divise innumerevoli vite in un'epoca segnata dalle tensioni internazionali: il 9 novembre scorso la Germania ha ricordato i trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, che divise la capitale tedesca dal 1961 al 1989. La storia della sua edificazione è ripercorsa nei saggi dell'Età Moderna, pubblicati da Federico Motta Editore.

 

La notizia diffusa sul sito ufficiale della Casa Editrice rappresenta un punto di partenza utile per delineare le tappe storiche fondamentali che portarono alla costruzione del muro di Berlino.
Il 1945 è denominato "Stunde Null", l'ora zero della storia tedesca. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Paese venne diviso in Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e Repubblica Federale Tedesca (BRD), controllate rispettivamente da sovietici e americani, insieme agli alleati. Anche Berlino era stata divisa in due blocchi. In seguito alla conferenza di Londra nella quale venne discussa la questione tedesca e che provocò le ire della Russia, Mosca attuò un blocco stradale e ferroviario della città: da giugno 1948 a maggio 1949 i sovietici interruppero le comunicazioni terrestri tra Berlino Ovest e la Germania Ovest. Questa situazione ebbe pesanti e dolorose conseguenze sulla vita della popolazione.
Come spiegato nella notizia pubblicata da Federico Motta Editore, la tensione crebbe a tal punto che nel 1953 scoppiò una rivolta operaia che fu soffocata nel sangue. La data fondamentale è il 12 agosto 1961, giorno in cui il governo della DDR annunciò di voler dichiaratamente impedire le attività ostili degli alleati: il giorno dopo furono eretti i primi sbarramenti provvisori ai confini del settore sovietico verso Berlino Ovest. Per i seguenti 28 anni, un muro divise la città.
Il volume pubblicato da Federico Motta Editore e curato da Umberto Eco illustra nel dettaglio questi dolorosi anni della storia europea.

Per maggiori informazioni:
http://www.mottaeditore.it/2019/11/trentanni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino/

Aziende

Al World Management Summit il guru delle strategie d’impresa Michael Porter rivelerà come creare valore condiviso

12 Feb , 2020  

Al World Management Summit il guru delle strategie d’impresa Michael Porter rivelerà come creare valore condiviso 5.00/5 (100.00%) 2 votes



Il 18 e il 19 giugno, a Fico Eataly World di Bologna, imprenditori e manager potranno ripensare e scoprire come innovare l'attuale modello di capitalismo: guidati dal prof. dell'Harvard Business School Michael Porter identificheranno nuovi modelli di business che garantiscono la creazione di profitto e la generazione di benefici sociali

 

Perugia, 11 febbraio 2020 – Come generare profitti che creano benefici sociali anziché ridurli? La corporate social responsibility integrata nella strategia di crescita produce innovazione e vantaggi economici? L'innovazione generata dalla sostenibilità sarà il nuovo motore di crescita del made in Italy nel mondo? Sono i temi chiave del World Management Summit 2020 , Creating Shared Value The New Strategy for Competitive Advantage (https://worldmanagementsummit.com/), evento formativo e di networking dedicato a imprenditori e manager delle imprese italiane, che si terrà il 18 e il 19 giugno prossimi a Fico Eataly World di Bologna.


Protagonista indiscusso del World Management Summit sarà Michael Porter, economista e professore di strategie competitive all'Harvard Business School, guru del management strategico e unanimemente riconosciuto tra i principali studiosi dell'applicazione dei principi concorrenziali ai problemi sociali. Al Summit Porter guiderà imprenditori e manager verso un "nuovo capitalismo", capace di generare valore condiviso e non esclusivamente rivolto alla creazione del profitto. Il valore condiviso non è responsabilità sociale, filantropia o sostenibilità. Nella profetica e visionaria teoria di management di Michael Porter il business diventa la forza più potente per affrontare i problemi sociali e ambientali. Come? Con un nuovo modello che punti alla creazione di valore condiviso, in cui la sostenibilità non è ausiliaria o compensativa rispetto al business ma ne è parte integrante e rientra nella strategia di crescita e nelle operations aziendali. Un nuovo paradigma in grado di generare innovazione e migliorare la competitività, nel quale la sostenibilità diventa protagonista delle scelte strategiche, del progresso dell'impresa oltre che della società.


"Gestire la CSR con un modello capitalistico genera profitti. È in estrema sintesi il messaggio dirompente del prof. Porter. Sono ancora poche le imprese che riescono a integrare i programmi di corporate social responsibility nella strategia di crescita, con l'obiettivo di fare diventare la sostenibilità un'opportunità di business, un vantaggio anche economico. Il World Management Summit è un'occasione unica per esplorare questo nuovo approccio, incredibilmente attuale", commenta Marco Raspati, founder e Presidente dell'Italian Marketing Foundation, l'Associazione no profit che ha ideato e che organizza il World Management Summit.

L'evento è strutturato in due giornate. Nella prima, il 18 giugno si terrà il Convegno Creating Shared Value, che dà il titolo al World Management Summit 2020. Il dibattito si aprirà con una serie di Tavole Rotonde che racconteranno le eccellenze italiane nella sostenibilità e nell'economia circolare. Casi di successo nella realizzazione di azioni di corporate social responsibility (CSR), che sono un ideale punto di partenza per l'intervento del prof. Michael Porter e per scoprire la sua teoria sulla Creazione del Valore Condiviso. Un percorso virtuoso che è l'evoluzione dell'attuale approccio alla CSR perché include la sostenibilità nella value chain aziendale.

Nella giornata successiva, il 19 giugno, docenti e formatori di eccellenza, coordinati dal prof. Porter, guideranno i lavori dei Workshop collaborativi con gli imprenditori e i manager partecipanti, per condividere informazioni, confrontare esperienze e consolidare le competenze professionali di ciascuno.

Le iscrizioni all'evento sono aperte ed è possibile acquistare i biglietti in prevendita fino al 15 marzo, sul sito del World Management Summit https://worldmanagementsummit.com/, con uno sconto del 40%.

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Aziende

IRIDEOS, siglato il primo contratto integrativo per i 400 dipendenti del polo italiano dell’ICT. Diritti e nuove tutele accompagnano lo sviluppo di impresa

12 Feb , 2020  

IRIDEOS

IRIDEOS, siglato il primo contratto integrativo per i 400 dipendenti del polo italiano dell’ICT. Diritti e nuove tutele accompagnano lo sviluppo di impresa 5.00/5 (100.00%) 2 votes



Roma, 11 febbraio 2020 – C’è intesa sul primo contratto integrativo applicato agli oltre 400 dipendenti di Irideos, il polo italiano dell’Ict dedicato alle aziende ed alla Pubblica Amministrazione presente a Milano, Trento, Verona, Firenze, Siena e Roma con 14 data center iperconnessi. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con la direzione aziendale l’ipotesi di accordo, ora sottoposta alla consultazione dei lavoratori, in vigore fino al 31 dicembre 2022.

 


Sulla parte normativa l’intesa, che consolida le relazioni sindacali ai livelli nazionale e territoriale, introduce in via sperimentale l’istituto dello smart working con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita lavoro e di accrescere la produttività aziendale, contempla il ricorso all’istituto della banca delle ore solidali – in compartecipazione con l’impresa – in caso di comprovata e grave necessità dei lavoratori e definisce misure ad hoc per le vittime di violenza di genere anche attraverso l’ausilio di una Commissione paritetica appositamente costituita.
L’accordo definisce l’orario di lavoro e i turni di lavoro per i turnisti contemplando anche la maggiorazione del 50% per il lavoro svolto nel turno notturno e nelle festività oltre all’indennità di € 22,00 per ogni domenica di effettiva attività prestata. Il contratto prevede l’istituto complementare della reperibilità con il riconoscimento di trattamenti retributivi specifici e differenziati; al personale reperibile saranno garantiti dei riposi compensativi.
Sulla malattia, quale condizione di miglior favore per la vigenza contrattuale, l’azienda conferma il riconoscimento del periodo di carenza al 100% indipendentemente dal numero degli eventi oltre ad un numero massimo di 12 ore di permesso retribuito su base annua per visita medica specialistica. Dal 26 marzo 2020 i ticket restaurant verranno erogati in formato elettronico ed avranno un valore nominale di € 7.
Sul trattamento economico l’intesa introduce ex novo un sistema premiante – fino a 1000 € per il 2020 – basato su indicatori collettivi facilmente misurabili con facoltà di conversione in prestazioni di welfare sostitutive messe a disposizione dall’azienda.
Soddisfazione in casa sindacale. In un comunicato congiunto Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs hanno espresso “una valutazione altamente positiva dell’intesa” affermando che “la contrattazione deve essere tra gli elementi che mirano al miglioramento del clima aziendale attraverso misure che incontrano le esigenze dei lavoratori e quelle imprenditoriali, con il principio di inclusività, integrazione e partecipazione, alimentando l’elemento fiduciario e trasparenza tra le parti”. Le tre sigle in particolare sottolineano il “modello di relazioni industriali ben definito, sia sui temi sia sulla tempistica, con il quale si dà atto che la partecipazione dei lavoratori sia imprescindibile per il raggiungimento dei risultati inseriti nell’ambizioso piano industriale triennale”.