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Auro Palomba: “Pirelli pronto allo scontro”

5 Feb , 1991  

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L'industria tedesca fa quadrato su Continental, il commento di Auro Palomba

Leopoldo Pirelli si prepara allo scontro assembleare per la Continental. E la battaglia nella straordinaria del 13 marzo prossimo si profila dura e difficile, perché in difesa del management della Conti, che ha rifiutato la scalata amichevole della casa italiana, si va schierando tutta l'industria tedesca. Daimler, Wokswagen e Bmw stanno acquistando titoli Continental alla Borsa di Francoforte, per aiutare la Deutsche Bank a fronteggiare la cordata italiana. Ma Leopoldo Pirelli sembra determinato ad andare fino in fondo. Nella sua "Lettera agli azionisti", pubblicata ieri, pur non scoprendo le proprie carte, spiega infatti che "rimane valido l'obiettivo che ci eravamo prefissato: realizzare una società europea di dimensioni e potenzialità da poter competere con successo sul mercato mondiale con i maggiori concorrenti del settore pneumatici". Saranno i consigli d'amministrazione della Pirelli spa e della Pirelli Tyre holding a decidere quale atteggiamento tenere in assemblea. Ma nelle sue "considerazioni finali", Leopoldo Pirelli lascia poco spazio al dubbio: "Siamo convinti della logica industriale ed economica del progetto di unificazione, della necessità di competere nell'industria dei pneumatici avendo assicurati dimensioni globali, management internazionale e stabilità dell'azionariato". E non finisce qui. La Pirelli non accetta neanche gli "accordi limitati", che le erano stati proposti come cambio dal management Continental: "Apprezziamo la disponibilità – è scritto nella lettera – ma non riteniamo che limitate collaborazioni siano rispondenti alle esigenze strategiche dell'attività pneumatici". La lettera pubblicata ieri era stata attesa dagli azionisti Pirelli per più di dieci giorni, da quando il management Continental aveva negato alla società milanese la possibilità di proseguire la trattativa mirata a cercare accordi di collaborazione. Questo, ha spiegato Leopoldo, "ha fatto cadere l'esigenza della riservatezza, che aveva mantenuto finora nell'interesse del negoziato". In essa il presidente della Pirelli spiega i termini dell'accordo che era stato proposto alla Conti, e le varie fasi della trattativa mai andate in porto. "Fin dal principio – è scritto – azionisti rappresentanti la maggioranza del capitale Continental e importanti istituzioni tedesche hanno riconosciuto la validità di tale obiettivo. Abbiamo sempre avuto l'intenzione di realizzare un'operazione equa e vantaggiosa per le due parti, di significato strategico e non legata a convenienze contingenti". Perché Pirelli-Continental? Secondo Leopoldo, vi è "una logica industriale nella combinazione delle due attività pneumatici. La fusione di Continental con la Pirelli Tyre holding darebbe luogo ad un'impresa con una quota di mercato mondiale di circa il 16%, e vendite totali di pneumatici superiori a 12 miliardi di marchi tedeschi". E questa logica, spiega, è stata al principio accettata e poi improvvisamente ricusata dal management Continental. Segue l'elencazione dei vantaggi che deriverebbero dall'unione: 1) rafforzamento della produzione e dei prodotti 2) della presenza geografica 3) dell'area commerciale 4) rafforzamento economico 5) crescita dei livelli occupazionali. Ed ecco la proposta fatta alla Continental: a) acquisizione delle partecipazioni di Pth da parte di Conti che avrebbe così posseduto e gestito, con base ad Hannover, tutte le attività Continental e Pirelli nel mondo. b) aumento di capitale Conti che avrebbe permesso a quest'ultima di ottenere la liquidità necessaria per acquisire le partecipazioni in Pth, e alla Pirelli di assumere una posizione di maggioranza nel gruppo di controllo di Conti.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba


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