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Alessandro Benetton: “Con 21 Partners un ritorno del 20% all’anno”

2 Ott , 2010  

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Piena attività private equity di Alessandro Benetton

Dalle multisale (The Space Cinema) al caffè (Ethical coffee company), passando per le micro-vetture (Ligier) e i fiori (Interflora). Detta in numeri aggregati, le 32 società in portafoglio al gruppo 21 Partners, rappresentano un fatturato di 3,7 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 357 milioni di euro, danno lavoro a oltre 3 mila dipendenti e sono presenti in 70 paesi. E il gruppo internazionale di private equity fondato nel '92 da Alessandro Benetton ha garantito un ritorno di due volte e mezzo sui fondi investiti. Ossia un guadagno stimato attorno al 20% l'anno per i sottoscrittori dei fondi (che sono grandi investitori istituzionali). «Nulla di magico – commenta Alessandro Benetton – semplicemente l'esito di una logica industriale applicata alla finanza. Abbiamo avuto sempre in mente una visione di medio-lungo periodo, una progettualità che è stata rete di garanzia e protezione verso la crisi. Non essere stati spregiudicati e aggressivi in termini di leva finanziaria, oggi ci assicura le migliori performances della nostra storia e la salute delle aziende partecipate».

Dall'inizio del suo percorso, 21 Partners ha amministrato una massa di 1,5 miliardi, maturando una settantina di operazioni. Ora ha in gestione fondi per oltre un miliardo e un fondo in Francia in fase di closing che vale 400 milioni. I due team dislocati in Italia e in Francia. Alla fine dell'estate, 21 Investimenti, fondo di private equity del gruppo 21 Partners, ha ceduto infatti il 40% di Valbart maturando un ritorno (attorno a 60 milioni) pari a quattro volte l'investimento nell'azienda lombarda. La cessione al gruppo Usa Flowserve, quotato alla Borsa di NewYork, è avvenuta per un valore complessivo di oltre 150 milioni. Un valore che scaturisce dal cammino fatto da Valbart nell'ultimo biennio, quando il fatturato è passato dai 62 milioni del 2008 agli 82 milioni stimati per il 2010, con un margine operativo lordo cresciuto nello stesso periodo da 8 a 19 milioni. Cifre che rendono conto del lavoro congiunto svolto dai manager condotti da Riccardo Bartolena e dal team di 21, mirato alla penetrazione di aree strategiche come gli Stati Uniti (dove è stata costituta una filiale distributiva), il Middle East e il Brasile, la Cina (con l'impianto di uno stabilimento per la produzione di valvole destinate in primis al mercato locale).

La seconda vicenda ha avuto il suo epilogo agli inizi di ottobre, quando 21 Investimenti è uscito da B-Pack Due, società livornese specializzata nella produzione di film plastici, venduta per 43 milioni. Uscita contestuale a quella dell'altro socio, l'italiana Colines, per cui il colosso australiano del packaging Amcor ha rilevato la totalità delle quote di B-Pack Due. Nel corso degli ultimi quattro anni, cioè da quando 21 Investimenti ha assunto la conduzione dell'impresa al fianco del Gruppo Coliries di Novara e del team manageriale composto dalla famiglia Ulivi, il fatturato è salito da 37 a 55 milioni (+50 per cento) e la redditività raddoppiata. Effetti in particolare del processo di internazionalizzazione del business, posto che oggi il 40 per cento del fatturato (a fronte del 13 per cento del 2006) è sviluppato tra Francia, Regno Unito e Stati Uniti, con nuove opportunità in fase di coltivazione nel Far East e in Sudamerica. E accanto a questa strategia sul piano geografico, è stato incrementato il focus sui prodotti di nicchia (specialty), che costituiscono oggi il 65% del fatturato rispetto al 30% del 2006. L'uscita da B Pack Due rappresenta la settima operazione di 21 Investimenti negli ultimi due anni, dentro a un percorso che ha visto anche l'ingresso in cinque società italiane dalla forte impronta innovativa e di respiro internazionale. Tra le ultime, spiccano la costruzione del circuito The Space Cinema, l'Opa sulla società di software assicurativo Rgi, la start-up francese chiamata Ethical Coffee. TheSpace Cinema, esito della fusione tra Medusa E Warner Village, con 21 Investimenti al 51 per cento e al 49 per cento la berlusconiana Mediaset, sul mercato italiano è il primo operatore, con 24 strutture dislocate sul territorio nazionale, un totale di 242 sale cinematografiche, 20 milioni di biglietti l'anno e un fatturato aggregato di circa 125 milioni di euro. Il piano industriale ha l'ambizione di raggiungere una quota di mercato del 25%, un fatturato di oltre 200 milioni con un obiettivo di spettatori superiore ai 25 milioni.

Obiettivi in via di perseguimento anche tramite acquisizioni, in modo da coprire anche le aree urbane oggi meno presidiate. «Anche in questa avventura – considera Alessandro Benetton – che è tra le più visibili tra quelle in portafoglio oggi, contribuiamo con la nostra capacità innovativa. Abbiamo avuto in esclusiva nazionale, in 3D e in diretta molte delle principali partite del campionato del mondo di calcio in Sudafrica. Ma abbiamo avuto anche Julia Roberts, con il regista del film, alla presentazione il 16 settembre a Roma di 'Mangia, prega, ama'. Poi il cartellone prevede eventi sportivi, teatrali, concerti live. Così The Space Cinema diventa un fenomeno capace di dare contenuti e profili innovativi al tradizionale cinematografo». Merita infine una nota a sé Ethical coffee company, start- up francese attiva nella produ¬zione di capsule di caffè espresso totalmente biodegradabili e compatibili con lo standard delle macchine Nespresso. La distribuzione sta iniziando nella grande catena transalpina Casinò, con una linea in private label. Potrebbe rivelarsi un business di prima grandezza. «Tentiamo strade innovative anche nei segmenti più classici – conclude Alessandro Benetton – Non sempre ci va bene, come ci è accaduto per esempio con Boo.com ai tempi della new economy, ma sia pure con cautela è indispensabile esplorare». Il caso di Boo.com fa il paio, tra l'altro, con la prima Tv cittadina italiana, si chiamava Sei Milano. Un buco nell'acqua, perché la tecnologia non era pronta e perché il mercato non era ancora maturo. Per converso, sempre nel settore della comunicazione in particolare della comunicazione via web, nel track record di 21 rientrano tra l'altro lastminute.com e, tuttora in portafoglio, anche la francese Jet multimedia. In Francia, del resto, il team guidato da Pluvinet ha messo a segno numerose operazioni importanti, nei settori più differenti: da Interflora all'aggregazione tra Ligier e Microcar, alle acquisizioni nel campo dei giocattoli pilotata tramite Meccano.

FONTE: Italia Oggi
 


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