Giovanni Lo Storto

Società

Giovanni Lo Storto: con “Il nemico dentro” Tom Nichols smaschera le debolezze della società digitale

8 Ott , 2021  

Le democrazie liberali oggi appaiono sempre più deboli. Il dibattito pubblico risulta perennemente inquinato da polemiche, fake news e teorie complottiste di vario genere. I movimenti populisti hanno attinto a piene mani dando in pasto ai cittadini nemici preconfezionati verso i quali dirottare una rabbia che appare crescente. Ciò è ancor più evidente sulle piattaforme social. Gli effetti tuttavia non restano limitati al digitale. Rabbia e malcontento diffuso stanno avendo come risultato il rafforzamento di tendenze autocratiche, che sembrano pian piano acquistare spazio nella nostra percezione quotidiana. Giovanni Lo Storto ha parlato del fenomeno come di una vera e propria “insidia alle nostre strutture democratiche”. In un editoriale pubblicato sul mensile di “Formiche”, il Direttore Generale della Luiss ha affrontato il tema centrale di “Our own worst enemy”, l’ultimo libro di Tom Nichols che il 21 ottobre verrà pubblicato dalla Luiss University Press con il titolo “Il nemico dentro: perché siamo noi stessi ad uccidere la democrazia”. Nel testo, l’autore statunitense spiega come la vera minaccia per le democrazie occidentali vada cercata nel narcisismo e nel nichilismo dei cittadini, sempre meno capaci di affrontare i temi complessi della nostra epoca. “Siamo iperconnessi, sommersi da esperienze sensoriali e costantemente stimolati – commenta Giovanni Lo Storto – La nostra capacità di fermarci, riflettere, elaborare viene meno e fa di noi, giorno dopo giorno, persone potenzialmente depresse che credono che la vita dei vicini sia migliore, che lo Stato sia lontano e disinteressato e che le istituzioni siano popolate da avidi pianificatori”. A nulla sembrano servire le iniziative messe in campo contro la diffusione dell’odio, i continui fact-checking proposti e in generale la disponibilità di innumerevoli fonti autorevoli da cui attingere. “La nostra società sta vivendo una trasformazione profonda e radicale. Abbiamo aperto le porte alla connessione perenne, veloce, rapida, indispensabile. Ma non abbiamo adottato alcun filtro a ciò che leggiamo, pensiamo e riceviamo”. Per Giovanni Lo Storto, Nichols ci dice che è arrivato il momento di rallentare: “La fotografia che ci dà l’autore di questo libro è a tinte fosche e piuttosto sconfortanti, anche se di grande stimolo a realizzare una maggiore consapevolezza. La formazione, la curiosità e la capacità di fermarsi a riflettere – conclude – sono i migliori antidoti alla disinformazione”.


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