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Alessandro Benetton: “Vi racconto la mia storia”

20 Apr , 2013  

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Dalla Vespa a Deborah, "Sono Alessandro Benetton, vi racconto la mia storia"

Alessandro Benetton dice che per questo libro ha aperto la sua casa, è andato: "a frugare nei cassetti e negli armadi, tra i vecchi album di famiglia e nei diari di scuola", nel passato e nel presente. Messa così: "AB – A Playlife Story" (Mondadori Electa, testi di Paola Pollo, giornalista di moda del Corriere della Sera) non poteva che essere una storia veneta. Eccome se lo è l'intervista fotografica di cui Alessandro Benetton, presidente del gruppo industriale di Ponzano Veneto, si racconta fin da quel lunedì 2 marzo 1964 in cui a Treviso nacque sotto l'influsso dei Pesci, "segno d'acqua a doppio, uno sguardo a nord e uno a sud: non ci sarà direzione dove non potrà nuotare".

Ieri nel suo blog l'imprenditore ha riassunto ciò che i lettori troveranno nel volume: "Dai viaggi in Vespa agli studi a Harvard, dalla formazione in Goldman Sachs all'avventura in Formula 1, fino alla creazione di 21 Investimenti, la mia prima e forse più importante esperienza imprenditoria, oltre allo sport i ricordi, la famiglia: in questo libro c'è tutto". Ma per i veneti c'è anche molto altro. Per esempio nonna Rosa, la matriarca della dynasty dei maglioncini. "Era figlia della sua storia, fatta di doveri e responsabilità quindi quando restò vedova, molto presto, programmò e investii tutto sull'unità dei figli. Ebbe ragione". O mamma Maria Teresa, che non si capacitava del fatto che i suoi bambini non incontrassero gli amichetti nel grande giardino di casa, bensì fra i casermoni dove le donne lavavano i panni nella roggia: "Una volta – racconta Alessandro Benetton – mentre giocavo in un piccolo canale con i pesci mi si è attaccata una sanguisuga e una di queste signore mi ha detto "Va a casa da to mare ceo" E poi, naturalmente, papà Luciano: "Da lui ho imparato l'indipendenza e che sono un individuo, unico responsabile delle mie decisioni". Come quella volta che, al momento di portare a scuola i figli, il padre fece scendere dall'auto proprio il suo secondogenito: "No tu no, eccoti la tua bicicletta, vai". Era inverno, faceva freddo ed ero terrorizzato. Non ci fu ragione: da quel momento in poi ci andari sempre a scuola pedalando". Alessandro Benetton aveva 9 anni: 39 primavere dopo sarebbe succeduto all'illustre genitore ai comandi della holding. Nelle pagine scorrono veloci le memorie di quei tempi lontani e trevigiani. Gli studi al collegio Pio X, con don Tarciso professore di filosofia: "Gli devo molto perché solo dopo i suoi ragionamenti, i suoi discorsi, decisi di impegnarmi, di fare bene". La prima auto, una vecchia 2CVcolor crema targata Parigi: "Quattrocento o cinquecento di cilindrata, bisognava spingerla". Il luogo più amato? "Il fiume Sile e il suo parco naturale che è meraviglioso". Ma torna sempre al Veneto anche la parte più recente della sua biografia. Ad esempio l'incontro con Deborah Compagnoni, sposata alle porte di New York nell'estate del 2008, come viene svelato da Alessandro Benetton per la prima volta con tanto di (finora inedita) foto nuziale: "una storia di amici degli amici degli amici. Deborah era a Treviso con la sua manager, Giulia. Avevano un po' di appuntamenti con sponsor diversi e tra un impegno e l'altro si concessero una puntata al mare, a Jesolo, per una cena. Ci presentarono quella sera. L'indomani in barca gli raccontò: "che aveva paura del buio e del mare mentre lassù sulle sue montagne si è sempre sentita sicura, protetta". E pensare che adesso la campionessa dello sci passa ore, seduta sulla spiaggia, ad aspettare il suo Alessandro Benetton mentre fa kite-surf. A Playlife Story, appunto.

FONTE: Corriere del Veneto
AUTORE: Angela Pederiva


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