Paola Severino

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Competenze Stato – Regioni, l’editoriale di Paola Severino sulla sentenza della Corte Costituzionale

29 Mar , 2021  

Paola Severino

La relazione tra competenze statali e competenze regionali in materia di emergenza pandemica è stata oggetto di una recente sentenza emanata dalla Corte Costituzionale italiana. Sul tema è intervenuta Paola Severino, Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli e Professore di Diritto Penale presso lo stesso Ateneo, con un editoriale pubblicato il 15 marzo su “La Stampa”. Al centro della riflessione la professoressa pone la rilevanza del fatto che, a maggior ragione in una situazione di emergenza come quella attuale, spetti allo Stato l’introduzione di interventi finalizzati a fronteggiare la pandemia.

“Le guerre globali si combattono con mezzi globali”, scrive nell’editoriale, illustrando come la Corte Costituzionale abbia valutato che “non spetta al legislatore regionale introdurre un meccanismo di contrasto alla epidemia che diverga da quello predisposto dallo Stato, vuoi se si tratti di alleggerire i meccanismi di prevenzione del contagio, vuoi se si tratti di renderli più stringenti”. Gli Stati sono dunque “i soli a dover selezionare gli interventi idonei a contrastare una malattia che non solo travalica i confini delle Regioni ma anche quelli delle singole Nazioni”. Avverte Paola Severino, però, che tale distinzione di competenze non significa che la legislazione nazionale non debba e non possa tenere conto di fattori che differenziano i territori regionali, come ad esempio densità abitativa, distribuzione demografica o tipologie di attività lavorative ed economiche. Anzi, specifica, vuol dire che “è solo l’autorità governativa centrale a dover conciliare la considerazione di queste diversità con la necessità di creare una barriera di protezione che tenga conto della distribuzione globale della malattia”.

La professoressa, già ex Ministro della Giustizia nel Governo Monti, prosegue sottolineando come la materia delle relazioni tra competenze statali e regionali sia stata affrontata anche in altri Stati durante l’emergenza pandemica. In Germania, infatti, “Angela Merkel ha dovuto contendere ai Lander il diritto a misure omogenee per l’intero territorio tedesco, così come negli Stati Uniti non è stato semplice definire una regolamentazione federale degli interventi di contenimento, a fronte della diversità di vedute dei singoli Stati”. Oggi, aggiunge, la sentenza della Corte Costituzionale stabilisce definitivamente che è il Governo centrale a dover decidere interventi di riduzione o aggravamento delle misure restrittive, poiché la materia “ricade sulla capacità di trasmissione dell’epidemia oltre le frontiere nazionali e coinvolge profili di collaborazione e confronto tra Stati”.

L’intervento di Paola Severino approfondisce ulteriormente la questione aggiungendo che, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione, i meccanismi di contrasto all’epidemia ricadono sul legislatore nazionale nel suo “ambito di competenza legislativa esclusiva, a titolo di «profilassi internazionale», che comprende “ogni misura atta a contrastare o prevenire una epidemia sanitaria di dimensioni mondiali”. L’auspicio, conclude la Vice Presidente della Luiss, è che la sentenza ponga fine alla lunga contesa dibattuta tra Stato e Regioni: “Un rapporto non sempre del tutto chiarito all’interno del Titolo V della Costituzione”, scrive, “ma che non può lasciare spazio ad egoismi o protagonismi, non può far dimenticare la dimensione nazionale e globale della pandemia, non può trascurare il necessario equilibrio tra poteri dello Stato quando è in gioco la stessa sopravvivenza di un numero rilevantissimo di cittadini”.