Sport — 25 Settembre 2026

Alessandro Benetton al team del Benetton Rugby: “Non abbiate paura di cambiare”

Alessandro Benetton al team del Benetton Rugby: “Non abbiate paura di cambiare”

Alessandro Benetton ha incontrato giocatori e staff del Benetton Rugby alla Ghirarda, cuore pulsante dello sport trevigiano: “Una delle cose che ho imparato nella mia vita è che una squadra non è la somma delle sue individualità. È l’energia che quelle individualità riescono a creare insieme. Si vince quando ognuno mette il proprio talento a disposizione degli altri”.

Parlare di discorso motivazionale sarebbe però riduttivo: il Presidente di Edizione ha affrontato diversi temi, dalla gestione del cambiamento al valore della leadership fino all’importanza di trasformare la diversità in un elemento di forza. Un messaggio che guarda oltre il risultato sportivo e riporta al centro la costruzione di un’identità collettiva a partire dalle singole individualità per gestire e affrontare al meglio nuove sfide e raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Alessandro Benetton: “Un nuovo ciclo”

Il nuovo corso del Benetton Rugby nasce da una serie di cambiamenti importanti: “Venerdì prossimo, contro i Dragons, non inizierà solo una nuova stagione, ma un nuovo ciclo, che parte da una grande discontinuità che trova continuità nella giovane leadership di Antonio. Un nuovo Presidente, un nuovo head coach, nuovi giocatori, presto uno stadio più grande. Cambiamenti che abbiamo fatto per costruire un progetto virtuoso, sostenibile e vincente, con una squadra in cui ognuno faccia diventare più forte chi ha vicino”. La parola chiave per Alessandro Benetton deve essere discontinuità: cambiare significa creare le condizioni per una nuova fase di sviluppo, senza perdere però il legame con ciò che il club rappresenta.

“Vietato porsi limiti”: l’importanza di ambire

“Ogni nuovo ciclo ha bisogno di una cosa: l’ambizione. Non quella di dire ‘proviamo’. Quella di dire: vediamo fin dove possiamo arrivare”: questo il messaggio del Presidente di Edizione ai giocatori e allo staff. “Non abbiate paura della discontinuità. Non abbiate paura di cambiare. Non abbiate paura di chiedere di più a voi stessi e agli altri. E soprattutto non abbiate paura di avere ambizione. Perché una squadra diventa grande quando smette di chiedersi quanto è forte oggi e comincia a chiedersi quanto può diventare forte domani”: una squadra non può e non deve misurarsi soltanto sulla propria condizione attuale ma sulla possibilità di crescere durante la stagione.

Il messaggio di Alessandro Benetton alla squadra: “La maglia appartiene anche alla città”

Il Benetton Rugby non è soltanto una realtà sportiva ma rappresenta una parte importante della storia della città e del suo rapporto con lo sport: “Come giocatori, come gruppo avete delle responsabilità anche nei confronti di una comunità, un tema in cui Edizione crede molto. Siete una squadra che porta con sé una grande tradizione, oltre che un grande orgoglio. La maglia che indossate non appartiene soltanto a voi, ma anche alla città di Treviso, che da generazioni riconosce nel rugby una parte del proprio modo di essere. Sono convinto che farete molto bene, e che questa sarà una fase che potrà sprigionare una fonte di energia unica”.

Alessandro Benetton: “Essere outsider può diventare un vantaggio”

In un torneo competitivo come l’Urc, il Benetton Rugby si presenta al via con il ruolo di sfidante, chiamato a misurarsi con alcune delle realtà più strutturate del rugby europeo. Una posizione che Alessandro Benetton invita a leggere non come un limite, ma come un’opportunità per affrontare la stagione con ambizione e senza porsi confini: “Nel mondo dello sport, nel mondo del lavoro, nella vita, essere outsider non è per forza una condanna: il fatto che nessuno si aspetti qualcosa da te può diventare un vantaggio implicito, il momento giusto per accelerare. E per farlo, serve non fermarsi mai”.

Quando lo sport unisce

Un approccio che si lega anche alla composizione internazionale dello spogliatoio, dove culture, competenze e personalità differenti sono chiamate a trovare un punto di equilibrio comune: “Siamo una squadra formata da persone di culture diverse, tante competenze, tante personalità, tanta contaminazione. La sfida è trasformare tutto questo in un’unica energia. Ed è la parte che mi piace di più perché l’ho già vista funzionare. La diversità, quando funziona, non è un ostacolo, ma una forza”.

È questo il filo conduttore del discorso di Alessandro Benetton: mettere il talento individuale al servizio del gruppo, affrontare senza paura i cambiamenti e trasformare la diversità in energia condivisa.

Per maggiori informazioni:

https://www.corriere.it/sport/26_settembre_23/rugby-discorso-alessandro-benetton-squadra-fd5a46d3-fff7-41a8-98cd-6571bca32xlk.shtml

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