A Potenza il progetto contro lo spreco alimentare nelle scuole ha chiuso l’anno 2025/2026 con numeri che confermano la solidità del modello adottato. Il servizio di refezione scolastica comunale, gestito da quest’anno da Serenissima Ristorazione, ha lavorato fianco a fianco con il Comune di Potenza e con Io Potentino ETS, capofila dell’iniziativa “Magazzini Sociali Solidarietà Circolare”, per recuperare i pasti preparati ma non distribuiti agli alunni.
Il bilancio dell’anno scolastico parla di quantità tutt’altro che simboliche. Sono stati recuperati, perché ancora perfettamente commestibili, quasi 585 kg di primi piatti e oltre 270 kg di secondi. A questi si aggiungono circa 87 kg di panini e quasi 175 kg di pane, mentre la voce più consistente riguarda frutta, verdura e contorni vari, con oltre una tonnellata di alimenti recuperati. Completano il quadro alcuni litri di latte, succhi e acqua. Sommando tutte le categorie, il totale supera i 2.150 kg di cibo che altrimenti sarebbe finito tra i rifiuti.
Il progetto si inserisce nella cornice normativa della legge nazionale 166/2016 contro lo spreco alimentare e della legge regionale 26/2016, pensata per contrastare il disagio sociale attraverso il riutilizzo delle eccedenze. Ma al di là dei riferimenti legislativi, quello che emerge è un meccanismo concreto: cibo che non arriva agli alunni ma che, invece di essere gettato, viene recuperato e indirizzato a chi in città vive situazioni di fragilità economica. Il doppio beneficio, ambientale e sociale, è al centro anche delle parole del sindaco Vincenzo Telesca e dell’assessore all’Istruzione Federica D’Andrea, che parlano di una pratica capace non solo di ridurre l’impronta ecologica dei servizi comunali, ma anche di trasformarsi in un’occasione di crescita per i più giovani, chiamati a confrontarsi fin da bambini con il tema della responsabilità verso il cibo e verso l’ambiente.
Comune, Serenissima Ristorazione e terzo settore hanno già annunciato l’intenzione di proseguire su questa strada anche il prossimo anno scolastico. Nei piani delle tre realtà c’è anche l’idea di allargare il raggio d’azione della collaborazione, introducendo percorsi di educazione civica dedicati proprio alla riduzione dello spreco alimentare e alla sostenibilità ambientale, da proporre nelle scuole cittadine.
Lascia un commento