Asmodee, il gigante dei giochi da tavolo: da start-up francese a impero da oltre 2 miliardi

Asmodee, il gigante dei giochi da tavolo: da start-up francese a impero da oltre 2 miliardi

Quando si apre una scatola di Dixit, Dobble o Ticket to Ride, raramente si pensa alla struttura industriale che sostiene questi giochi diventati parte della quotidianità di milioni di famiglie. Dietro quei cartoncini illustrati e quelle regole apparentemente semplici c’è Asmodee Group, uno dei protagonisti più rilevanti, e meno visibili, dell’industria globale dell’intrattenimento analogico.

Fondata nel 1995 in Francia da Marc Nunès, Asmodee nasce come piccolo editore con una missione chiara: creare giochi originali e offrire supporto distributivo a studi indipendenti. A trent’anni di distanza, quella realtà artigianale si è trasformata in un colosso internazionale con una capitalizzazione che oggi si aggira intorno ai 2,26 miliardi di euro. La prima vera svolta arriva nei primi anni Duemila. Asmodee ottiene i diritti per la pubblicazione dell’edizione francese del gioco di carte Pokémon, un successo commerciale che rafforza in modo decisivo la posizione dell’azienda. Poco dopo, la consacrazione arriva con Jungle Speed, che supera i 4 milioni di copie vendute e diventa uno dei giochi da tavolo più riconoscibili al mondo. Il salto dimensionale, però, prende forma a partire dal 2014, quando Asmodee avvia una strategia aggressiva di acquisizioni internazionali. L’acquisto di Days of Wonder porta in dote Ticket to Ride, uno dei titoli più venduti della storia moderna dei board game. Seguono la fusione con Fantasy Flight Games, specializzata in giochi complessi e licenze come Star Wars, e l’ingresso di Catan Studio nel 2016, che aggiunge al portafoglio uno dei giochi più influenti di sempre.

Nel giro di pochi anni, Asmodee diventa così un vero ecosistema ludico globale, capace di coprire sia il mercato family sia quello hobby, tradizionalmente più esigente e redditizio. Anche il mercato italiano contribuisce in modo significativo alla crescita del gruppo. Asmodee Italia ha chiuso il 2025 con un fatturato di 28,6 milioni di euro, segnando un incremento del 26% su base annua. Un risultato che riflette la crescente diffusione dei giochi da tavolo come forma di intrattenimento trasversale, non più limitata a nicchie di appassionati. La storia recente di Asmodee è strettamente intrecciata con il mondo del private equity. Nel 2014 entra nel capitale il fondo Eurazeo, che accompagna l’azienda in una fase di forte espansione. Nel 2018 il controllo passa a PAI Partners per circa 1,2 miliardi di euro. Tre anni dopo, nel pieno del boom pandemico dei giochi da tavolo, arriva l’offerta del gruppo svedese Embracer: 2,75 miliardi di euro, più del doppio della valutazione precedente.

L’operazione, però, si rivela problematica nel medio periodo. Nel 2024, mentre Embracer affronta una pesante crisi finanziaria, Asmodee viene caricata di un debito da 900 milioni di euro, utilizzato in larga parte per riequilibrare i conti della capogruppo. Il risultato è un rapporto debito/EBITDA salito a 2,3 volte, un livello sensibilmente più alto rispetto al passato.

La svolta arriva a febbraio 2025, con la separazione da Embracer e la quotazione al Nasdaq di Stoccolma con il ticker ASMDEE, che restituisce ad Asmodee una maggiore autonomia strategica.

Oggi Asmodee controlla oltre 300 titoli, distribuiti in più di 50 paesi, e impiega circa 2.200 persone. Il gruppo combina sviluppo interno e collaborazioni con studi esterni, con una crescita più marcata proprio nei giochi creati “in casa”, aumentati del 16,9% nell’ultimo anno. Alla guida dell’azienda c’è ora Thomas Koegler, che punta a spingere Asmodee oltre i confini del tavolo da gioco. La nuova strategia è dichiaratamente transmediale: trasformare i brand più forti in universi narrativi capaci di vivere anche attraverso film, videogiochi, serie TV e libri.

La sfida dei prossimi anni sarà duplice: da un lato consolidare la redditività dopo una fase finanziariamente turbolenta, dall’altro mantenere intatto l’entusiasmo dei giocatori, vero motore di un settore che, nonostante la digitalizzazione, continua a crescere puntando su relazioni, creatività e gioco condiviso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cookie Policy - Privacy