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Auro Palomba: “In Borsa arrivano i tedeschi”

29 Lug , 1991  

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L'agosto '91 sarà per la Borsa di Milano una data storica. Non tanto per l'esiguità degli scambi che contraddistingue le sedute di Piazza Affari in questo periodo. Quanto perché in questo mese cadrà una delle barriere che più hanno ostacolalo l'internazionalizzazione del nostro mercato.

Da domani a mercoledì, infatti, saranno collocati agli azionisti italiani i titoli di due fra i maggiori gruppi al mondo: le tedesche Bayer e Volkswagen. Grazie alta recente modifica dei regolamenti delle nostre Borse anche i titoli di società straniere possono ora comparire sui listini italiani, e le prime due a rompere il ghiaccio sono proprio la produttrice dell'Aspirina e quella della Golf e del Maggiolino. La quotazione a mercato, grazie alla procedura accelerata che è stata loro concessa, è prevista per il primo giorno della liquidazione di settembre, il 19 agosto. Per intenderci, il clamore è molto più nostro che loro. Per gli italiani, l'estensione della possibilità di acquistare titoli di aziende estere anche ai "piccoli investitori" è infatti senza dubbio un passo avanti. Finora Volkswagen o ibm, Att o Mitsubishi erano titoli appannaggio solo di coloro che avevano la possibilità di spaziare fra Londra e Tokyo, fra Wall Street c Francofone. Adesso basterà andare al borsino della banca o dall'agente di cambio, e acquistare il proprio pacchetto. Tutto questo sempre che se ne abbiano le possibilità economiche: ogni azione Bayer costerà infatti 206.235 lire al collocamento. Per le Volkswagen il prezzo non è ancora certo, ma si dovrebbe aggirare intorno alle 270.000 lire. Minimo taglio, 50 azioni per la Bayer, e 10 per la VW, ognuna dal valore nominale di 50 marchi tedeschi, circa 37 mila lire. Per quanto riguarda Bayer e Volkswagen, invece, a parie l'onore di essere i primi a "colonizzare" l'Italia, si tratta solamente di estendere la quotazione dei propri titoli a un altro Paese in cui queste società hanno forti interessi commerciali. «Fra le politiche della Bayer rientra la presenza delle proprie azioni sui mercati finanziari dei Paesi commercialmente e produttivamente strategici, spiega Paolo Pogliani, amministratore delegalo di Bayer Italia nonché portavoce del gruppo tedesco. L'Italia rappresenta da molti anni il secondo mercato estero dopo gli Stati Uniti per i prodotti del gruppo, e, d'altra parte, produce internamente circa un terzo del giro d'affari in Italia che nel 1990 è stato di oltre 2.400 miliardi di lire». Il gruppo Bayer è uno dei maggiori nel settore chimico-farmaceutico al mondo, con un fatturato '90 pari a quasi 31 mila miliardi di lire. Le azioni di questi due colossi sono quotate in tante piazze, e la quota di capitale destinata all'Italia è infatti piuttosto esigua. «Le azioni della Bayer – prosegue Pogliani – sono attualmente quotate in quattordici mercati finanziari del mondo. L'entrala in Piazza Affari da parte, quindi, di una strategia del gruppo Bayer nel mondo ormai consolidata nel corso degli anni». Per quanto riguarda la Volkswagen, invece, le azioni sono trattate in tutte le Borse tedesche, in Svizzera, Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda oltre naturalmente a Londra, Parigi, Tokyo e a Wall Street. In Italia verrà collocato lo 0,24% del capitale del colosso di Volksburg. La VW ha fatturato nel '90 circa 50 mila miliardi di lire. Ad aiutare i due gruppi tedeschi nel loro arrivo a Piazza Affari si sono ovviamente mobilitati i maggiori intermediari italiani. Il collocamento della Volkswagen è stato curato in esclusiva dalla Banca Commerciale Italiana, mentre quello della Bayer è guidalo da Mediobanca, con la partecipazione della stessa Comit, del Credit, del Bancoroma, del Banco di Santo Spirito e della Bai. D'altra parte la limitata quantità di azioni piazzate farà chiudere con ogni probabilità ['offerta già al primo giorno. Le VW offerte sono 80.000, per una somma intorno ai 20 miliardi di lire, mentre le azioni Bayer sono 150 mila per un controvalore totale di circa 31 miliardi. In questo mese "straordinario" per Piazza Affari, visti i tempi che corrono, verrà collocalo anche un altro titolo, questa volta di una società italiana. Partirà infatti in settimana anche l'offerta della Sci, società genovese di costruzioni controllala dalla famiglia Romanengo, e il cui arrivo in Borsa è stato curato dalla Gemina e dalla Pirelli & C. Per la quotazione si attenderà però con ogni probabilità il mese di settembre. dell'lri, Franco Nobili, di "esordire" in Borsa.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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